Manca un mese all'apertura della nuova assemblea ministeriale della Wto,
l'Organizzazione mondiale del commercio, convocata a Hong Kong dal 13 al 18
dicembre prossimi.
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Negli ultimi appuntamenti di Seattle, Doha e Cancun la società civile, i
movimenti sociali, le ong e i sindacati di tutto il mondo hanno fatto sentire
con forza la loro voce per chiedere che i diritti delle persone, dell'ambiente,
del lavoro e i beni comuni dell'umanità fossero anteposti alle ragioni del
commercio e del profitto.
Tradewatch (www.tradewatch.it), Osservatorio sull'economia globale e il
commercio internazionale, punta i riflettori del movimento sui negoziati in
corso per raccontare, in tempo reale, l'andamento dei tavoli strategici e tutte
le iniziative di mobilitazione previste per le prossime settimane.
Gli attivisti del Tradewatch saranno presenti a Hong Kong, all'interno della
rete internazionale Our world is not for sale (Questo mondo non è in vendita),
per raccontare, come a Cancun, 24/24 i retroscena della ministeriale e tutte le
storie sugli impatti che questa liberalizzazione dei mercati sta provocando in
tutto il mondo, come anche nella nostra Europa.
A Hong Kong sarà organizzato tutti i giorni un briefing stampa per i
giornalisti presenti e alcuni incontri con testimoni, produttori, sindacalisti,
esperti e organizzazioni partners di tutto il mondo.
Per entrare in contatto con la redazione delocalizzata del Tradewatch: Monica
Di Sisto (FAIR) 335 8426752 [EMAIL PROTECTED] e Luca Manes (CRBM) 335 5721837
Buona lettura!
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Le speranze per il successo di Hong Kong diminuiscono
http://tradewatch.it/osservatorio/articles/art_569.html
Dopo l'incontro avvenuto a Londra lo scorso lunedì tra i paesi del nuovo Quad
(Brasile, India, Usa e Ue) con la presenza del Giappone, che aveva l'obiettivo
di superare l'empasse negoziale, le speranze per il successo della prossima
conferenza ministeriale di Hong Kong si sono ridotte ulteriormente, e si
comincia a parlare di un accordo limitato. [segue]
fonte: ISP
Negoziatori: una settimana da dimenticare
http://tradewatch.it/osservatorio/articles/art_571.html
I negoziatori dei paesi membri della Wto hanno riconosciuto che i vari incontri
di questa settimana, finalizzati a raggiungere intese sui vari capitoli
negoziali in vista di Hong Kong, non hanno sortito l'effetto desiderato. In
quest'ottica, l'obiettivo della conferenza ministriale del prossimo mese
dovrebbe essere ridimensionato.
Secondo il ministro del Commercio statunitense, Rob Portman, i colloqui di
questi giorni sono stati utili, ma non si sono registrati i progressi necessari
per arrivare ad Hong Kong con un programma utile a far avanzare i negoziati del
Doha Round.
Fonte: Asia News
India: riportiamo lo sviluppo al centro delle trattative
http://tradewatch.it/osservatorio/articles/art_564.html
Il ministro del Commercio e dell'Industria indiano, Kamal Nath, ha inviato una
lettera ai paesi membri della Wto nella quale sottolinea l'esigenza di
riportare il "focus" dei negoziati sulla questione dello sviluppo del Sud e non
sul mero accesso al mercato, oggetto dei negoziati fino a questo momento. "La
Wto non si occupa solo di libero commercio", ha affermato Nath. [segue]
fonte: Press Information Bureau Government of India
I Paesi africani scrivono alla Wto
http://tradewatch.it/osservatorio/articles/art_572.html
Venerdì 8 novembre il Direttore Generale del WTO, Pascal Lamy, ha ricevuto una
lettera dal Coordinatore del Gruppo Africano, Rashid Mohamed Rashid, in cui si
chiede ai Paesi membri della Wto una maggiore attenzione alle problematiche dei
Paesi in via di sviluppo. Si tratta di un'analisi di tutte le questioni di
maggiore importanza per i paesi africani che dovrà essere tenuta in
considerazione per la stesura della bozza di dichiarazione ministeriale.
In particolare il Gruppo Africano chiede maggiore flessibilità e politiche
chiare per il proprio sviluppo. Documento esclusivo diffuso da Tradewatch.
Fonte: Tradewatch
Gli umori neri della Green room di Ginevra
http://tradewatch.it/osservatorio/articles/art_564.html
Durante la Green Room ministeriale dell'8 novembre a Ginevra, che ha visto la
partecipazione di 27 paesi membri della Wto, il clima non era dei migliori. Era
la prima volta che un direttore generale convocava e guidava una riunione di
questo tipo. Ciò dimostra la linea dell'attuale direttore generale della Wto,
Pascal Lamy, che intende far valere tutto il suo peso negoziale per risolvere
le divergenze esistenti sui vari temi.
Fonte: Third World Network
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Tradewatch (www.tradewatch.it), Osservatorio italiano sull’economia globale e
il commercio internazionale Promosso da Campagna Riforma Banca Mondiale, Centro
Internazionale Crocevia, Fair, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Mani
Tese, Gruppo d’appoggio italiano al movimento contadino africano, Rete
Lilliput, Roba dell’Altro Mondo.