Le Olimpiadi e il potere

MASADA n° 240, 7-2-2006

Il mondo e' un palcoscenico dove esiste cio' che appare. Nessuna meraviglia
quindi che la politica abbia sempre usato il palco delle Olimpiadi per
manifestarsi. La politica che comanda dichiara  su questo palco il suo
potere. La politica del mercato vi espone i suoi logo e vi fa i suoi affari.

La politica delle opposizioni dovra' manifestarvi la sua ideologia
contraria.
Gli amanti dello sport puro devono rassegnarsi: lo sport puro non esiste e,
per la verita', non e' mai esistito.
Ormai il motto della lotta e': "Io saro' dove il mondo guarda".

Per questo anche le Olimpiadi della neve di Torino 2006 saranno fortemente
politicizzate e oggetti politici diversi, italiani e non, vi accorreranno
per rivendicazioni assolutamente politiche o sociali o economiche, che con
lo sport non hanno niente a che fare.
Si parla di una spesa enorme in sicurezza, otto poliziotti per ogni atleta. 
Si sguarnira' ogni parte del paese per mandare in Piemonte eserciti di
addetti alla sicurezza e proprio la sicurezza sara' la massima
preoccupazione del governo, tanto piu' che Berlusconi sull'ordine non ha
finora brillato (vedi Genova) e, per ironia della sorte, queste Olimpiadi si
svolgono proprio in Valsusa, ancora bruciante di rabbia per la recente
insurrezione popolare della popolazione contro il governo  contro l'ennesima
speculazione portata avanti dai grandi poteri politici, economici e
finanziari sulla salute e la sopravvivenza della popolazione.
Anzi il paradosso sara' che queste Olimpiadi sono da un lato fortemente
volute dai Valsusini per motivi  di lavoro e di richiamo turistico, ma
dall'altro sono fortemente osteggiate dalla stessa popolazione per odio al
governo che ha perpetrato a freddo la distruzione della valle per interessi
molto privatistici che vedono colluse coop rosse e ministro dei lavori
pubblici, e ha manganellato o arrestato parte dei manifestanti comportandosi
in modo orribile. In verita' nessun governante con un minimo di raziocinio
avrebbe trattato la questione Tav-Valsusa nel modo barbaro e feroce con cui
l'hanno voluta trattare Berlusconi e Pisanu e, se si pensa, che proprio qui
si sarebbero svolti a beve i giochi, cio' da' la misura del carattere
ottuso, violento e fascista di questo governo.
Per questo, piu' dei modi delle probabili manifestazioni politiche, temiamo
i modi con cui il ministro Pisanu, il premier Berlusconi o il recidivo Fini
hanno intenzione di farvi fronte. Se sara' col pugno duro di Genova o della
Valsusa e con metodi che richiamano i regimi sudamericani,  ci saranno
fortissimi motivi di preoccupazione Diciamo che, per l'ordine e la
sicurezza, questo governo la medaglia d'oro non la prendera' mai.

Al momento, la torcia olimpica, portatrice del famigerato logo coca Cola, e'

stata contestata da Giuseppe Joannas, sindaco di sinistra di Bussoleno, il
quale rifiuta che la torcia, simbolo di pace, sia legata a un marchio che ha
sparso sangue nel mondo aggredendo i diritti del lavoro con sistemi
totalitari, ma e' questo il modo con cui le multinazionali americane
esportano democrazia nel mondo.
La torcia viaggia accompagnata dai tir della Coca Cola, cosi' che piu' che
la marcia del tedoforo sembra il tour promozionale della multinazionale. Una
strumentalizzazione cosi' pacchiama non l'abbiamo vista nemmeno ad Atlanta.

Il sindaco Joannas di Bussoleno aveva minacciato di vietare la pubblicita' e
gli stand della Coca-Cola nel suo comune, ma le pressioni politiche (Ds in
testa) sono state tali che alla fine ha ceduto (lo hanno minacciato di non
accettarlo piu' come candidato, e come fai a resistere se anche i tuoi capi
politici diretti ti contestano?)

Intanto Torino da' mostra di chiaro razzismo e gli alberghi vietano
l'ingresso a personale di colore o donne velate. Per ragioni di sicurezza,
dicono, ma l'effetto non e' tra i migliori.

Marco Cedolin scrive: "Questi giochi saranno ricordati in quanto proprio lo
sport si manifestera' come il grande assente .... Mai come in questo caso.. 
gli unici veri protagonisti dei Giochi... sono stati il business selvaggio,
la speculazione indiscriminata, il mancato rispetto dei diritti
dell'individuo, l'assoluto disprezzo nei confronti del territorio e
dell'ambiente."

Purtroppo la mercificazione dello sport per  cui le insegne e i simboli
delle Olimpiadi erano usati a fini personali o elettorali ci fu fin
dall'inizio e anche gli antichi Greci capirono al volo le possibilita' di
immagine dei Giochi.
Ad Atene le Olimpiadi, tuttavia, nacquero per manifestare la bellezza dello
sport, come competizione atletica dei migliori, immettendo una tregua di
pace nelle guerre in corso. Le porte del tempio del dio della guera venivano
chiuse e i vari popoli greci deponevano le armi.
Ma, in questo mondo insaguinato, dov'e' oggi la tregua olimpica?

Traggo da:
http://www.partitoumanista.it/index.php?option=com_content&task=view&id=163&;
Itemid=1

"Il  concetto di "tregua olimpica" racchiude molti valori: il rifiuto della
violenza, l'affermazione dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani, il
riconoscimento della diversita' personale e culturale, la tendenza allo
sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto
come verita' assoluta, l'affermazione della liberta' in materia di idee e di
credenze. La tregua olimpica ricalca questi valori: risale alla tradizione
greca e prevedeva la cessazione di tutte le ostilita' per l'intera durata
dei giochi, per permettere il passaggio e la partecipazione degli atleti di
ogni nazionalita'. Attualmente, si tradurrebbe nel desiderio della
costruzione di un mondo che gioca in maniera leale, un mondo solidale e
pluralista, che rispetta indiscriminatamente le differenti culture e ne
promuove il dialogo e la cooperazione. Quella che ci stanno proponendo,
pero', non e' la tregua olimpica. È piuttosto un sonno (un coma?) olimpico,
ed e' tutt'altro che ristoratore. Ci chiedono di dormire tranquilli, cosi' 
che possano sentirsi liberi di fare tutto cio' che preferiscono,
indisturbati e anzi, passando per "buoni" ed "internazionalisti". Cercano di
passare per buoni e ci riescono, talvolta. Per esempio il programma
pre-olimpico del 2005 prevedeva eventi che ponevano l'accento
sull'importanza della spiritualita', l'importanza di un rapporto sano col
proprio corpo. "Torino 2006" ha appoggiato la Marcia della Pace da Perugia
ad Assisi ed anche la Giornata Mondiale dell'Alimentazione. Infine ha
organizzato il commovente incontro internazionale dei giovani, "Young
Words"...tutte iniziative davvero encomiabili. Ma ci convince che la
chiamino "tregua", perche' percepiamo una continua, malcelata guerra ai
danni dei cittadini italiani e stranieri, colpiti da quella che sembra, piu'

che una tregua, una piaga olimpica... Per noi, un popolo che vive in pace
vede rispettata la democrazia ed i diritti umani; un popolo che vive in pace
e' un popolo che partecipa alle decisioni che lo riguardano ed ha l'accesso
alla sanita', alla cultura ed al lavoro. Indiscriminatamente...ma questo non
e'.... la gestione delle Olimpiadi e' stata affrontata senza chiedere il
parere della cittadinanza, per non parlare delle varie rappresentanze
politiche che si sono riempite la bocca di "tregua", colpevolmente
consapevoli di essere diventate sorde alle richieste della loro stessa base
di militanza, che pur sentendosi tradita continua a seguirli. Attraverso la
tregua olimpica abbiamo assistito ad un aumento sistematico della
repressione: censura e forte manipolazione dei mass-media, criminalizzazione
e sgombero dei centri sociali e delle case occupate, denigrazione e continui
tentativi di impaurire tutta l'ampia fetta di societa' che chiedeva di
essere ascoltata e rispettata.
..ridicolizzazione e criminalizzazione dell'impegno e delle lotte sociali...

tentativo di ridurre al silenzio qualsiasi coro di dissenso, qualunque
parere discordante, ogni richiesta di giustizia, ma questo non e' 
democrazia. Questa non e' la tregua olimpica.
Tregua olimpica e' rispetto dei diritti umani, internazionalita',
democrazia, cessazione dei conflitti..
Che dire, infine, della cupa presenza, tra gli sponsor olimpici, della Banca
San Paolo - che in quanto finanziatrice di materiale bellico, e' lungi dal
poter proporre una qualsivoglia tregua - o di Finmeccanica, McDonald's e
Coca-Cola, marchi leader nella guerra sociale, ambientale e del lavoro? E
come definire l'assenza dei sindacati confederali, che invece la tregua
olimpica di Chiamparino l'hanno sottoscritta, schierandosi per l'ennesima
volta in maniera discutibile, per utilizzare un eufemismo."
..
Purtroppo fin dall'inizio le Olimpiadi mostrarono la loro faccia politica e
mercantile. Lo sport si lega sempre ai dittatori o agli arricchiti. Non c'e'

solo il neo-ricco B che usa il colore della nazionale di calcio, dice di
scendere in campo e parla con termini sportivi (attacco a tre punte...) o
sponsorizza una squadra, a volgarizzare in modo indebito lo sport. B sta in
una lunga fila e non inventa nulla di nuovo.
Addirittura una iscrizione di Pompei fatta da un palazzinaro arricchito
(avra' fatto Pompei 2) dice che "era sceso in campo" cercando voti dai
tifosi della "squadra di palla" che sponsorizzava  e per farsi eleggere
senatore usava nella campagna elettorale i colori di questa, e, vedi caso,
si faceva chiamare "unto del Signore" pure lui.
Anche il barbaro armeno Varasdat, dopo aver vinto al pugilato alle Olimpiadi
divenne re della sua gente (http://www.cronologia.it/sport/crono27.htm). Ma,
come dice l'autore: "Uomini opachi erano e uomini opachi rimasero".
Aspettiamoci dunque Olimpiadi della neve segnate (e speriamo non
insanguinate) da manifestazioni politiche. Il mondo sta male  e i motivi di
rabbia e odio non mancano.
Tutti si aspettano manifestazioni del terrorismo islamico. Il nostro
intervento a fianco di Bush in Irak e' stato troppo pacchiano e le recenti
vicende delle vignette islamiche non depongono a favore della pace, e,
quando persino il premier insieme al presidente del Senato dichiara
sprezzantemente la superiorita' della civilta' occidentale e la lotta al
meticciato, si vietano o chiudono luoghi di culto, la stampa si diverte a
irridere l'Islam, e nel governo stanno razzisti e antislamici dichiarati,
non possiamo dormire sonni tranquilli. Provocazione chiama provocazione. E
l'Italia, grazie a questa gente e alla politica antislamica della Chiesa,
del governo, di certi partiti e di certa stampa, non e' vista di buon occhio
dal mondo islamico. Come minimo quelli della Lega farebbero bene a starsene
a casa.
Pisanu ha detto che i manifestanti locali, insieme alle cellule militanti
islamiche, rappresentano la maggiore minaccia per i Giochi. Ma il terrorismo
di matrice islamica non e' il solo pericolo. Abbiamo un possibile mix di
rivendicazioni politiche ed economiche di varia natura, dai diritti dei
lavoratori in Colombia all'indipendenza del Tibet.
Oggi, un gruppo pro Tibet di Milano ha annunciato  che organizzera' una
serie di manifestazioni durante le Olimpiadi per chiedere rispetto per i
diritti umani nella regione, occupata dalla Cina da oltre 50 anni. Come
dargli torto?

Del resto la storia le Olimpiadi ha visto spesso manifestazioni simili.
A febbraio, in Messico, la nazionale di calcio a stelle e strisce fu
salutata dai cori "Osama Osama" dei tifosi di casa ed eliminata dal torneo
olimpico.
Diversi atleti rinunciarono alle Olimpiadi per non fare torto ai marchi che
campeggiano sui loro corpi tutto l'anno e che in occasione dei giochi
vengono sostituiti da quelli scelti dai Comitati olimpici nazionali.
A Barcellona, Michael Jordan guido' il primo Dream Team della storia alla
conquista dell'oro ma al momento di salire sul podio, pur di non mostrare il
logo rivale della sua malefica virgola rovesciata la Nike), si avvolse nella
bandiera americana e cosi' conciato si fece premiare.
Non solo gli atleti sono obbligati a portare i logo delle corporation che
sponsorizzano i giochi ma, ad Atene nel 2004 addirittura si vieto' al
pubblico di portare logo diversi da quelli ufficiali, pena l'espulsione. 
Amnesty International ha denunciato queste nuove regole come un mezzo per
limitare la liberta' di espressione e le dimostrazioni politiche.

Si ricordi che la torcia olimpica fu introdotta da Hitler, che nel '36,
cambio'  le Olimpiadi in una celebrazione del Terzo Reich. E anche gli
anelli olimpici, che indicano i continenti,  furono introdotti nelle
olimpiadi naziste.
Nel 1896 le olimpiadi furono fatte ad Atlanta per ordine della Coca Cola,
che compro' i voti di alcuni membri del Comitato olimpico internazionale.
Le olimpiadi dovevano segnare una tregua nelle guerre, invece proprio a
causa della guerra non si tennero quelle del 1940 a Helsinki e quelle del
1944 a Londra.
Ricordiamo ancora il pugno alzato degli atleti neri a Citta' del Messico nel
1968, il massacro della delegazione israeliana a Monaco nel 1972, il
boicottaggio dei Giochi di Mosca e di Los Angeles, in piena Guerra fredda.

Insomma che Dio ce la mandi buona. Ce le godremo come potremo, ma, quando
saranno finite, avremo tutti un respiro di sollievo.
..

..e poiche' bisogna ridere...(c'e' stato chi per nascondere un morto ha
creato una battaglia. Fini nel decreto sulle Olimpiadi ci ha seppellito la
legge sulla droga)

da www.giuda.it

Olimpiadi e droga: Fini 'Arresteremo la fiaccola olimpica. Perche' fuma'

Fini: 'Sappiamo di cosa e' fatta. Non a caso se la sono passata per tutta
l'Italia'.
Sdegno della classe politica : 'E perche' non e' arrivata anche nei bagni di
Montecitorio?!?!?'..

Presto in arrivo le olimpiadi, i giochi che, alle loro prime edizioni,
crearono stupore e incredulita' negli spettatori. Infatti, ai tempi dell' 
antica Grecia, tutti si chiedevano: 'Ma che diamine e' sta Coca Cola?'.

Intanto il governo ha preparato un decreto per le olimpiadi, al cui interno
e' prevista buona parte della famosa legge Fini sulle droghe. Mentre
all'interno del decreto sui requisiti dei bagni delle olimpiadi, e' prevista
invece la legge Pecorella. In caso finisse la carta igienica.

La legge Fini e' la legge sulle droghe che equipara le droghe leggere alle
pesanti. Fini infatti una volta ha detto: 'Non c'e' differenza tra droghe
leggere e droghe pesanti'. Poi si e' rollato una siringa.

Un paragone scientifico quello tra droghe leggere e pesanti, sostenuto da
illustri consulenti del Ministero della salute. Un gruppo di scienziati che,
pochi giorni fa, ha addirittura scoperto il segreto della vita. Si erano
dimenticati di mettersi il goldone.

A fare quadrato intorno alle droghe, tutto il partito di Fini. Autorevoli
esponenti di An ritengono infatti che la droga sia un pericolo per i
giovani: 'La droga distoglie il giovane dai suoi doveri. Infatti, se noi da
giovani ci fossimo fatti le canne, non avremmo mai vinto gli avversari. 
Perlomeno, non a mani nude'.

La legge, inoltre, prevede il carcere per chi verra' trovato in possesso di
circa 6 spinelli. Immediata la reazione dei carcerati: 'Ok. Ma che portìno
la droga con loro. Qui ce n'e' bisogno.'

Si potra' evitare il carcere solo se il soggetto accettera' di andare in una
comunita' di recupero. Istituti privati che daranno una risposta al giovane
sul perche' non deve farsi le canne, sul perche' Pupo e' molto meglio di Bob
Marley e sul perche', per fagli capire tutto questo, non bastava un semplice
cazziatone dei genitori. (La risposta di solito e' 'Perche' noi abbiamo
amici al governo').

Poi il ministro degli esteri, davanti al presidente dell' Abissinia o piu' 
semplicemente davanti allo specchio, si e' detto: 'La cannabis e' 
pericolosa. Una volta, mi sono fatto una canna, mi sono ritrovato in Israele
a dire certe stronzate sul fascismo!'. Dopodiche' pero' si e' subito
ricorretto: 'Resta il fatto che il fascismo e' il male assoluto' ha detto
Fini, urlando ai piccioni di centro che lo ascoltavano sotto il suo balcone.

E sul mea culpa gli hanno fatto eco altri esponenti del partito: 'Mussolini
ha sbagliato a fare le leggi razziali. Facendo cosi' ha perso il consenso
della comunita' ebraica'

Immediato l'effetto delle norme del decreto anche sui giochi olimpici. Tanto
per cominciare i carabinieri controlleranno tutti i giocatori con
un'andatura sospetta. Previsto il trasferimento in caserma per tutti coloro
che gareggieranno nello slalom. La medaglia d'oro per il bob invece non
andra' 
al gruppo che fara' il miglior tempo. Ma al cane antidroga che li
inseguira'.

Per quanto riguarda invece il pattinaggio artistico, misure verranno prese
per chi pattinera' sulle proprie narici, in compagnia di un travestito. La
pena sara' andare a Miami, ricevere la stima di Kissinger, mettersi con una
stupenda valletta straniera ed essere compatito da tutta l'Italia. (Ma
questo non per tutti. Le droghe, infatti, sono tutte uguali ma i drogati no.

I poveracci andranno in carcere, riceveranno la stima di compagni di cella
che hanno commesso crimini, ma non a livello di diritto internazionale, si
fidanzeranno con Antonio, Sergio e Ugo, ex valletti di Tele Libera Sodoma e
saranno compatiti dai pidocchi: 'Sei giovane e hai fatto un errore. Speriamo
che tu possa uscire presto. Cosi', una volta fuori, ci porti a capelli'.

Immediato il ritorno elettorale per Fini, sperando che vengano approvate le
sue norme sulle droga. Pronto gia' il manifesto elettorale: un cane
antidroga che annusa il sedere di Fini e dice: 'Tranquilli: niente di
stupefacente. Si e' solo fatto il programma addosso'.
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