MASADA n° 303, 7-5-2006- Da ingiustizia a giustizia

Scioperi fiscal/politici- Previti colpevole- La bellezza delle
differenze-Padre Zanotelli e il rischio atomico- Padre Zanotelli e l’acqua
di Napoli- Il tamiflu- La confusione dei volti

Scioperi fiscal-politici

Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale: "Se non saremo rappresentati non
accetteremo di pagare le tasse". Lo ha detto a Milano riferendosi
all’elezione del presidente della repubblica. Appena l’altro giorno, a Roma,
140 pattuglie delle Fiamme Gialle hanno ispezionato 570 negozi, trovando
irregolarita’ per il 47,3%.
Ma di quale sciopero fiscale si parla se meta’ dei commercianti evade le
tasse? Se e’ fuori regola 1 su 2! Come minimo essi hanno personale in nero,
nel totale fallimento della strombettata campagna di FI contro il lavoro
nero. Ora B ci vuol far credere che i commercianti evadono le tasse “per
motivi politici”? E’ anche peggio della Chiesa che si approprio’
dell’astensionismo al referendum!
Ci sono persino evasori totali. Ma perche’ non chiudere loro l’esercizio in
tronco per inettitudine amministrativa? Perche’ non procedere a massicce
assunzioni di Fiamme Gialle pagandole con le percentuali di multe brucianti?

E perche’ non il carcere, all’americana?
Il presidente della Confcommercio protesta: “Cosi' si danneggia l’immagine
di tutta la categoria». I clienti pensano che e’ da un pezzo che la
categoria si e’ infamata da sola.
Il governo B di sparate propagandistiche ne ha fatte tante, ma sul piano
fiscale ha solo incentivato l’evasione, al punto che, alla fine,
l’imponibile occulto e’ pari ad un terzo dell’intero Pil e l’imposta evasa
supera i 200 miliardi di € (400 mila miliardi delle vecchie lire), una
evasione spudorata che riduce le risorse necessarie allo sviluppo del Paese
e aumenta la pressione fiscale sugli onesti che non evadono.
Nel 2004 il Censis avvertiva che le irregolarita’ di impresa (dal sommerso
totale all’evasione sistematica) erano del 53%, di domanda: come puo’ 
reggere un’economia che ha un sommerso del 40%? Ma B se ne rallegra: 
"Smettiamola di preoccuparci cosi’ tanto per l'economia italiana- disse-
abbiamo un sommerso del 40% , vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma
andiamo... " Altro che minaccia cinese!? La minaccia ce l’abbiamo in casa
quando si inaugura l’era del condono permanente e si mandano al potere i
macro-violatori della legge!
Nel 2002 per gli esuberi della FIAT Berlusconi ebbe a dire che “potevano
trovare un 2° lavoro magari non ufficiale.” Certo con piu’ di 22 condoni
(fiscali, tributari, previdenziali e edilizi) e’ difficile indicare la retta
via! Nel 2004 dichiaro’: “Se lo Stato ti chiede più di un terzo di quello
che guadagni c’e’ una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni a
trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi, ma in sintonia con il tuo
intimo sentimento di moralita’”. L’intimo sentimento di moralita’ di B lo
abbiamo visto !? La Cirielli ha addirittura accorciato i termini di
prescrizione da 10 a 6 per emissione di fatture false, il che, conoscendo
gli ingorghi dei tribunali, equivale a una sanatoria. Poi non ci si puo’ 
lamentare se il gettito in 5 anni crolla dal 42.1% del Pil al 40.9. E la
Lega ci mette del suo nell’elogiare l’evasione ingiusta contro “Roma
ladrona”, con tasse viste come “gabelle estorte a uno Stato inefficiente e
sprecone”!
Le recenti promesse elettorali di esenzione Ici e nettezza hanno mostrato su
che china siamo. A Londra chi abita in una zona, sia egli inquilino o
padrone, paga una tassa locale, che per una casa di 70 mq a 30 minuti dal
centro ammonta a 1500 pound l’anno, 4 milioni e mezzo di lire!! Da noi
promettendo l’evasione dall’Ici si conquista voti!
Chi fomenta l’evasione fiscale non avra’ poi i soldi per pagare sanita’,
scuola, polizia, giustizia, infrastrutture.. Sgomenta che gli italiani siano
cosi’ sciocchi da non capirlo. Cittadini seri di un paese serio dovrebbero
scendere in piazza “contro” i condoni che minano alla base la solidita’ di
uno stato, guardandoli come atti di aggressione interna.
In USA l’evasione fiscale e’ punita per quello che e’: un furto, che
danneggia la collettivita’, un reato federale per cui si va in galera,
perche’ chi vive in un paese deve contribuire ai servizi di cui usufruisce. 
Gli italiani invece credono sia meglio coltivare l’evasione, la violazione
di legge, il comportamento spregiudicato, le sporche raccomandazioni,
l’idiota mancanza di senso civico, gli astuti clientelismi, le consolidate
lottizzazioni, gli scambi tra diritti e favori, i triccheballacche.. 
operazioni indecenti che portano alla bancarotta dello stato, risolvendosi
nel danno di tutti. Cosi’ quello che altrove e’ un reato da noi e’ un
precetto e ci sono anche governanti cosi’ biechi da specularci sopra e da
farne materia di propaganda, nella dissoluzione di quei legami che di una
massa fanno un popolo e di una terra uno stato.
Uno stato in deficit e’ uno stato che non funziona e che non puo’ 
razionalizzare i suoi conti, e’ uno stato ingiusto e fallimentare. Ma chi e’

piu’ pericoloso? Chi fuma uno spinello o chi manda in bancarotta un paese? 
Le regole sono il fondamento di una societa’. Le regole possono essere
migliorate e rese piu’ efficienti ed eque, ma chi distrugge la regole
distrugge la societa’ e dovrebbe essere trattato come nemico sociale. In USA
l’evasione e’ colpita da un tabu’ “morale”. Da noi e’ un atto di utile
furberia, predicato dall’alto! E’ il rovesciamento di ogni senso dello
stato. Il senso di solidarieta’ nazionale di un Paese e’ ricavabile dall’ 
adempimento ai doveri fiscali. E’ li’ che si vede la maturita’ del
cittadino, in quanto partecipe alle spese per i servizi pubblici e in quanto
rispettoso di chi le tasse non puo’ evaderle. Ma un popolo puo’ essere
educato al rispetto della legge come alla sua violazione, al senso della
collettivita’ o alla difesa anche illegale del piccolo egoismo. Per questo
la legalita’ si associa all’evoluzione e capi come B risultano fortemente
deleteri, proprio in quanto immorali.
In Usa ci si preoccupa perche’ l’evasione, malgrado tutto, si attesta
attorno al 9%, da noi ci si rallegra che sia del 22.
Uno stato efficiente che fa pagare le tasse a tutti puo’ fare molto: 
abbassare le accise sul petrolio, creando maggiore agilita’ economica,
ridurre le tasse su imprese e famiglie con un respiro generale, tenere
l’economia pulita da reati finanziari, usare rigide pene fiscali per
combattere le mafia (“ Dal 92 al 94, di fronte ad un presumibile giro di
affari di circa 70.000 miliardi, sono stati sequestrati beni per 6.000
miliardi e confiscati beni per soli 700 miliardi, solo l'1 per mille del
giro di affari della mafia! Ridicolo! L'impoverimento della mafia e’
obiettivo essenziale: un mafioso impoverito in liberta’ e’ meno pericoloso
di un mafioso ricco in carcere” 
http://www.regione.toscana.it/cld/manifestazioni/convegno1996/violant.htm).
Propugnare vie di ingiustizia rende lo stato piu’ ingiusto e amplifica i
problemi totali. Se lo stato lascia indisturbati gli evasori deprime stato
sociale e servizi, aumenta tasse indirette, tariffe e tasse locali, con un
aggravamento di costi della comunita’ e un peggioramento del disagio del
vivere.
Un evasore come Previti, che ha dovuto aspettare 14 anni per veder terminare
un iter giudiziale contrastato, altrove sarebbe in carcere da anni solo per
evasione aggravata. Figuriamoci B, che e’ il maestro dell’evasione. Questi
soggetti l’evasione fiscal-politica l’hanno praticata da sempre! Ma non per
odio a uno schieramento politico, bensi’ per odio allo stato! E dovrebbero
essere, per cio’ stesso, esclusi da ogni candidatura. Se non si vuol
carcerare gli evasori, rendiamoli almeno non candidabili a cariche
pubbliche! Come puo’ dire a me di pagare le tasse uno che le evade? E’ in
controtendenza!
I risultati di questa politica sciagurata li vediamo: in 5 anni di governo i
risparmi delle famiglie italiane sono diminuiti del 40%, ci stiamo mangiando
quello che avevamo messo da parte. Non e’ cosi’ che funziona un paese sano!


http://www.masadaweb.org 

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