Ciao a tutti,

Prosegue la nostra battaglia per la tutela di una delle poche perle del
Salento tuttora.. per quanto ancora?..  rimaste intatte.. la baia dei turchi
dalle foto sul blog http://www.baiadeiturchi.ilcannocchiale.it/
avrete modo di vedere che molti danni sono già stati fatti.
Qui sotto vi allego una mia lettera.. un po’ lunghetta..
La trovate anche sul mio blog: www.donpasta.com

Ciao Daniele De Michele, aka donpasta

Abbiamo fatto un passo in avanti grazie alla sensibilità comune che pare non
sia sopita. Ricordo ancora la mia frustrazione da adolescente davanti
all’indifferenza generale, quando fummo costretti da un concessionario
particolarmente invadente ed invasivo a non poter più mettere piede nella
parte di spiaggia degli Alimini denominata la “nave”, un tempo libera.
Ricordo bene come, con il passare dagli anni, quella piccola costruzione
occupò buona parte della spiaggia. Ricordo anche molto bene come la strada
che arrivava sino al mare, utilizzabile per legge esclusivamente dai mezzi
di servizio, veniva aperta in modo tale da permettere a chiunque volesse, di
arrivare sino al mare e parcheggiare liberamente nella pineta senza la
fatica di dover camminare dieci minuti a piedi nella macchia. Questa volta
non è successo e si spera che sia il buon esempio da tenere in mente per
chiunque d’ora in poi metta in conto di fare e permettere l’usufrutto
indiscriminato di risorse naturali e paesaggistiche rare e dall’equilibrio
delicatissimo.

Da questa storia traggo una serie di spunti di riflessione:
- il comune di Otranto aveva decretato la concessione per stabilimenti
balneari in quasi tutte le spiagge del comprensorio di sua competenza. Non
si parlava in questa amministrazione della volontà di valorizzazione del
territorio avendo il rispetto dell’ambiente come volano di un turismo
sostenibile?
- la Regione, che ha dimostrato una grande recettività di fronte ai nostri
allarmi, ha predisposto un piano costiero regionale che tuteli gli interessi
di tutti, cittadini ed operatori turistici. Ho però alcuni dubbi sul metodo

Mi pongo una serie di quesiti. Sono sufficienti delle concertazioni
istituzionali che tengano esclusivamente conto solo dell’opinione di attori
portatori di interessi specifici (organizzazioni ambientali comprese)? E’
corretto giungere a decisioni inerenti l’utilizzo, a fini economici, di
risorse ambientali rare, di interesse generale e, soprattutto, incidenti in
modo definitivo sull’equilibrio ambientale senza che ci sia prima una
consultazione o quanto meno una pubblicizzazione di tali decisioni?

Mi permetto alla luce di queste domande di fare una serie di riflessioni che
vi
sottopongo:
1)      Il movimento nato per contestare la decisione di concedere la
concessione
alla baia dei turchi, spontaneo, forte e di massa, di singoli cittadini non
appartenenti a partiti, associazioni ambientali, operatori turistici
evidenzia una carenza di partecipazione democratica nelle scelte politiche e
strategiche ma soprattutto evidenzia una difficoltà da parte della politica
di saper interpretare le esigenze dei cittadini oltre che di soddisfare
interessi economici parziali;
2)      Che significa dare una concessione, anche sottoposta a vincoli
rigidissimi,
in una spiaggia come la Baia dei turchi? Mi auguro e mi augurerei che
nell’interesse di tutti, operatori turistici compresi, una Regione che abbia
a cuore l’interesse prioritario per l’ambiente non abbia piuttosto pensato
di proteggere da qualsiasi tipo di insediamento questa spiaggia, che resta
una delle poche perle ancora tutelate in salento. Ritengo legittimo sperare
che l’unica soluzione sia una riserva naturale, come Porto Selvaggio;
3)      La proprietaria della concessione ha dichiarato ufficialmente di
voler porre
nel suo progetto una grande attenzione nei confronti dell’ambiente. Non mi
pare donna di grande coerenza. Due enormi silos in plastica sono stati
piantati sotto diversi metri di spiaggia e velocemente coperti. Non mi
sembrano un buon viatico per un progetto di imprenditoria sostenibile a
livello ambientale;
4)      Alcune persone hanno espresso legittimamene il loro pensiero su una
idea di
sviluppo del territorio che diverge dalla nostra. Ci dicono che è
inconcepibile che una spiaggia sia sfornita di servizi, di un bar. Prendo
atto. Si osserva da varie parti che permettere l’usufrutto della Baia a
chiunque, determina un incremento della sporcizia ed un deterioramento della
pineta. E’ nel modo più assoluto compito del Comune prendersi cura
quotidianamente, sull’intero suo comprensorio, del proprio territorio, con
un servizio efficiente di pulizia e di organizzazione della raccolta dei
rifiuti. Sarebbe una buona occasione per finanziare, con parte del
patrimonio derivate dalle laute multe, una cooperativa di giovani che si
occupino della pulizia di queste spiagge,
5)      Infine, penso che sia inconfutabile che il successo turistico del
Salento è
derivato dalla salvaguardia della bellezza delle sue risorse (la pulizia del
mare, piccole spiagge incantate, il libero accesso a tutte le spiagge).
Questo diverso modello economico e di sviluppo più consono ai tempi moderni,
non impostato su un turismo di massa (evidentemente in crisi peraltro), dove
l’uso di qualsiasi risorsa permette la determinazione di un business, è
evidentemente risultato il volano turistico e commerciale per questa terra,
che sino a pochi anni fa non destava altrettanto interesse. La morfologia
del territorio, le strutture disponibili, la caratteristica della costa non
permettono una crescita  indiscriminata del turismo. La distruzione dei
pochi luoghi ancora preservati in Salento determinerà la fine di quel
modello di sviluppo e, a mio avviso, la disillusione del target turistico di
riferimento. Pare il paradosso di Zenone, con buona pace di chi in questa
terra vuole fare soldi, tanti e subito, senza porsi la domanda di cosa
accadrà in futuro. Scoprirà, forse, che una politica più oculata avrebbe
permesso maggiori e più durature rendite economiche.

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