Giuseppe Sacco scrisse in data 31/08/2011 10:48:
> Non si tratta di una sovrapposizione con la parola «quotare» italiana
> che già esisteva; credo che sia più un discorso di abitudine: in altre
> nazioni le persone non si sono lasciate colonizzate dall'inglese e hanno
> usato loro parole, esistenti o neologismi. Noi invece siamo stati
> depredati delle nostre parole, anche di quelle che già avevamo, e non ce
> ne accorgiamo o ne siamo addirittura contenti.
>   
Ecco il punto di divergenza fra le nostre opinioni: tu credi che questa
colonizzazione sia un imbarbarimento dei nostri costumi io invece credo
che sia normale, inevitabile e per nulla deprecabile: è soltanto il
sintomo del fatto che l'italiano è una lingua viva e che esiste nel
nostro tempo una cultura dominante che è quella anglosassone. Molte
parole in latino derivano dal greco, molte lingue hanno parole che
derivano dal latino e in italiano abbiamo molte parole (e sempre più)
che derivano dall'inglese. Io come ti dicevo trovo quotare più specifico
e utile rispetto a citare. Ma non è che non sia sensibile al discorso
culturale che tu promuovi: ad esempio trovo invece che sia un grosso
impoverimento perdere l'uso del congiuntivo... ma questa è un'altra storia.

E per finire trovo che i francesi con la loro paura di vedere
contaminata la propria lingua, siano semplicemente ridicoli.

Ciao

Piviul


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