Ogni certificato ha una scadenza anche perché, nel tempo, la chiave segreta potrebbe venire compromessa.

Scenario "in un prossimo futuro": hai una PEC con la sua bella firma e devi dimostrare che non ha subito alterazioni. Però il certificato della chiave che la ha firmata è scaduto 5 anni fa. Nell'ultimo anno è diventato possibile crackare la chiave relativa a quel certificato. => La firma sulla PEC è inutile, in quanto non puoi convincere "nessuno" che la firma non è stata apposta nell'ultimo anno.

Ora aggiungi un dettaglio: quando hai salvato la PEC (con la sua firma) hai ottenuto anche una seconda "certificazione" con marca temporale, e questa è tutt'ora valida => la PEC ha valore legale.

Quando poi si avvicina la scadenza del certificato della marca temporale, puoi ripetere il gioco con una nuova marca temporale e così via, creando una chain-of-trust. La cosa bella è che puoi anche usare la marca temporale per "certificare" un intero archivio (p.e. tutte le PEC di un anno).

Diego

Il 26/07/25 10:55, Piviul ha scritto:
On 25/07/25 22:38, Leonardo Boselli wrote:
On Fri, 25 Jul 2025, Piviul wrote:
Quindi un utente che ha una casella PEC presso un provider configurata in pop togliendo il flag "lascia i messaggi sul server" si ritrova con una pec senza valore legale (o almeno non legale dopo che sono passati i 30 mesi di obbligo del provider di tenere i logs dei messaggi inviati)?

Il problema è di tipo diverso: la firma del provider come tutte le firme digitali non è valida all'infinito ma ha una scadenza, tipicamante questa scadenza è di 3 anni. e questa scade comunque, dovunque sia il documento. Quello che vogliono venderti, a pagamento è la marca temporale, che è un tipo di controfirma che da una parte valida anche il momento in cui vien apposta  e dall'altro usa un certificato di livello superiore,. conservato da più oraganizzazioni, di durata di 20 anni. Una volta che il file è marcato temporalmente (e nella marca sono indicate anche le verifiche di validità delle firme) acquista la validità maggiore, dovunque si trovi.
ho ancora parecchi dubbi... parliamo di firma o del certificato utilizzato per la firma? Il certificato inevitabilmente scadrà, ma non riesco a capire come la firma possa invalidarsi nel tempo. Se io appongo una marca temporale con il certificato pubblico posso validarla, se appongo una firma ad una mail (allegati inclusi) con il certificato pubblico posso validarla; quindi rimane solo da dimostrare che quei certificati pubblici (della marca temporale e del firmatario) fossero validi nel periodo preciso in cui la firma è stata posta. Non sarebbe sufficiente obbligare i provider a tenere la storia dei loro certificati pubblici e il cerchio si chiude: dove sbaglio?

Piviul


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