Nucleare, i pericolosi preparativi di Tel Aviv
Israele istituisce una commissione sulla questione iraniana. In arrivo un
colpo preventivo?
MANLIO DINUCCI





L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dovrebbe adottare,
probabilmente il 26 novembre, una risoluzione in cui �deplora fortemente� il
fatto che l'Iran abbia condotto senza rivelarlo per 18 anni un programma
nucleare militare (come sostiene un rapporto della stessa Aiea) e prevede di
portare subito la questione al Consiglio di sicurezza in caso di altre
violazioni del Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari. La
risoluzione costituisce un compromesso tra la posizione europea e quella
statunitense. Mentre l'Europa ha ritenuto sufficiente la �Dichiarazione di
Tehran� del 21 ottobre, in cui l'Iran si impegna a cooperare pienamente con
l'Aiea firmando un protocollo aggiuntivo al Trattato di non-proliferazione,
gli Stati uniti hanno criticato sia l'Europa che la l'Agenzia dell'Onu per
il loro atteggiamento �troppo indulgente� verso l'Iran e avrebbero voluto
portare immediatamente la questione al Consiglio di sicurezza. Un altro
soggetto, per�, nel frattempo si muove indipendentemente da qualsiasi
risoluzione dell'Aiea: � il governo israeliano, che sta preparando il
terreno a una azione militare contro gli impianti nucleari civili iraniani.
Come riporta il Jerusalem Post (23 novembre), Ariel Sharon ha annunciato
alla radio dell'esercito di voler �assumere personalmente la direzione delle
attivit� israeliane nei confronti dello sforzo nucleare iraniano�. Fa parte
della task force il ministro degli esteri Silvan Shalom, il cui compito �
�influenzare i leader del mondo nei confronti della minaccia iraniana�, e il
Mossad, che si occupa di non meglio precisate ma immaginabili �attivit�
correnti�.

La campagna per preparare i governi e l'opinione pubblica a un attacco
israeliano contro gli impianti nucleari iraniani � gi� in pieno svolgimento.
Il 12 novembre a Washington il ministro israeliano della difesa, Shaul
Mofaz, ha dichiarato che, col suo programma nucleare, �l'Iran pu�
raggiungere il punto di non ritorno entro un anno da ora� e che �Israele non
gli permetter� di sviluppare armi nucleari�. Il 17 novembre il capo del
Mossad, Meir Dagan, ha affermato, di fronte a una commissione parlamentare,
che �il programma nucleare iraniano costituisce la pi� grande minaccia che
Israele abbia mai fronteggiato� e che �l'Iran, nonostante la recente
promessa di cooperare con la Iaea, � determinato a produrre armi nucleari
per promuovere il suo status nella comunit� internazionale�.

Il piano di attacco � sicuramente gi� pronto: �Israele quasi certamente
lancer� un attacco preventivo contro l'infrastruttura iraniana di ricerca e
sviluppo nucleare�, annunciava gi� nel giugno 2002 l'autorevole Jane's
Intelligence Review, aggiungendo che �Israele avrebbe con tutta probabilit�,
per questo raid, l'appoggio coperto degli Stati uniti�. Le forze armate
israeliane non sono nuove ad azioni di questo tipo: il 7 giugno 1981
lanciarono un attacco contro il reattore iracheno Tammuz-1, che fu
bombardato e distrutto da caccia F-16 e F-15, forniti dagli Usa e guidati
dal sistema satellitare statunitense. Un piano analogo �, con tutta
probabilit�, gi� pronto nei confronti dell'Iran, per lo stesso scopo:
mantenere in Medio Oriente il monopolio delle armi nucleari, impedendo con
ogni mezzo che gli altri paesi arabi sviluppino programmi nucleari, con i
quali un giorno potrebbero anche loro costruirsele.

Paradossale � che a lanciare l'allarme sulla minaccia nucleare incombente in
Medio Oriente sia Israele, un governo che, a differenza di quello iraniano,
non aderisce al Trattato di non-proliferazione e, non sottoposto ad alcuna
verifica da parte dell'Aiea, � l'unico in Medio Oriente a possedere e a
tenere puntate sugli altri paesi della regione dalle 200 alle 400 testate
nucleari. Si capisce per questo perch� sia The New York Times che Haaretz,
nel riportare la Dichiarazione di Tehran sottoscritta il 21 ottobre dai
ministri degli esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna, abbiano fatto
letteralmente sparire la parte in cui i ministri europei si impegnano a
�cooperare con l'Iran per promuovere la sicurezza e la stabilit� nella
regione, inclusa la costituzione di una zona libera da armi di distruzione
di massa in Medio Oriente, in accordo con gli obiettivi delle Nazioni
unite�.




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