Sabato 20 marzo 2004 tutto il mondo in movimento contro la guerra MANIFESTAZIONE NAZIONALE a Roma
FUORI LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE DALL'IRAQ L'IRAQ AGLI IRACHENI PACE IN MEDIO ORIENTE BASTA ARMI - BASTA GUERRE TRENO SPECIALE da Bergamo Partenza ore 21.15 stazione FS ? BG, ritorno domenica ore 8,30 Costo: 25 euro (� tanto, ma � colpa di Trenitalia, e comunque sempre meno del pullman) Per informazioni e prenotazione 3333378828 ? 3336077019 ? 3289528130 Movimento Studentesco [EMAIL PROTECTED] http://movstud.interfree.it tutti i venerd� presso la sede Arci in via Quarenghi, 34 - BG Appello: "20 marzo in piazza per la Pace in Iraq e nel mondo" IL PROSSIMO 20 MARZO, ad un anno dall'inizio della guerra in Iraq, risponderemo all'appello del movimento per la pace degli Stati Uniti, rilanciato daI Forum Sociale Europeo di Parigi e dal Forum Sociale Mondiale di Mumbai, che chiedono di tornare a riempire le strade di tutto il mondo per fermare la guerra e l'occupazione. Torneremo in piazza, a Roma, dopo aver attraversato l'Italia, con Carovane di pace dal sud e dal nord mentre altre carovane si recheranno in medio oriente chiedendo pace e giustizia. UN ANNO FA una coalizione di Stati guidata dagli Usa decise di utilizzare tutta la sua potenza per muovere guerra all'Iraq. Lo ha fatto contro il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, sfidando il diritto internazionale e contro la volont� della grande maggioranza dei popoli del pianeta. Lo ha fatto, sapendo di mentire, dichiarando che l'Iraq possedeva armi terribili e che era pronta ad usarle e dichiarando legami tra l'Iraq e il terribile attentato alle Torri gemelle. Lo ha fatto dichiarando che avrebbe portato pace e democrazia per il popolo iracheno e in tutto il Medio Oriente. Lo ha fatto teorizzando, con la "guerra preventiva", il diritto di imporre la propria volont� e la difesa dei propri interessi, in qualunque luogo della terra. Questa guerra � gi� costata decine di migliaia di vittime civili e militari irachene, pi� di 500 vittime - tra cui 19 soldati italiani caduti a Nassiriya - tra le truppe di occupazione, ha comportato distruzioni immani e devastazioni ambientali, ha bruciato miliardi di dollari. Le armi non si sono trovate. Gli attentati contro civili inermi si sono susseguiti in molte parti del mondo. Pace e democrazia non sono arrivate n� in Iraq n� in Medio Oriente. AD UN ANNO DI DISTANZA in Iraq la guerra continua a mietere vittime. La situazione umanitaria in Iraq continua ad essere terribile mentre crescono pericoli di scontro interno e minacce di balcanizzazione. Alla dittatura di Saddam Hussein si � sostituita una occupazione militare che trova crescenti resistenze, in diverse forme, da parte della popolazione. Invece di organizzare libere elezioni si nominano governi dall'alto, si privatizzano le ricchezze irachene e si abolisce il codice di famiglia facendo arretrare lo status delle donne. La ricostruzione non � nemmeno iniziata e gi� � una torta da spartire con i paesi "amici". A un anno di distanza in Medio Oriente la pace � pi� lontana che mai. In Palestina l'occupazione prosegue brutalmente, mietendo migliaia di vittime e rischia di diventare irreversibile con la costruzione del Muro. In Israele si susseguono attentati contro civili inermi, cresce l' insicurezza e la crisi economica. Il governo Sharon, applica la dottrina della guerra permanente, negando qualsiasi prospettiva negoziale e imponendo il terreno dello scontro militare. Il Muro � una vergogna che calpesta il diritto internazionale, segrega un popolo intero, espropria altra terra, nega la possibilit� di convivenza pacifica fondata sul principio di "due popoli due stati" e sulle risoluzioni dell'Onu che sono alla base di diverse iniziative di pace delle societ� civili palestinese e israeliana. Ad un anno di distanza il mondo � un luogo meno sicuro e pi� ingiusto. La dottrina della guerra "preventiva" ci minaccia tutti. Minaccia di guerra altri paesi e legittima le guerre e le occupazioni militari, dall'Iraq alla Palestina, all'Afganistan e alla Cecenia. Spinge al riarmo e alla militarizzazione e minaccia la democrazia in tutto il pianeta, dai paesi ricchi a quelli poveri. Rafforza, nel nord e nel sud del mondo, le culture che predicano lo "scontro di civilt�", le guerre di religione, i tanti integralismi impegnati a distruggere i valori e le pratiche di convivenza. Rafforza il razzismo, la discriminazione contro i migranti e tutte le diversit� e spinge verso l'omologazione sociale e culturale. Intanto, numerose "guerre dimenticate" continuano a provocare vittime, sofferenze e miseria in Africa, in Asia e in Sudamerica senza che nessuno intervenga per mettervi fine. La povert� e le ingiustizie aumentano nel nord come nel sud del mondo (come dicono anche i rapporti dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e di altre agenzie delle Nazioni Unite che dimostrano l'aumento della disoccupazione e la diminuzione dei redditi da lavoro in tutto il mondo ed anche in Italia), figlie di un sistema neoliberista che la guerra preventiva perpetua che affama i pi� per arricchire i pochi - affratellando nella miseria e nello sfruttamento la maggioranza degli esseri umani nel pianeta. ANCHE I L GOVERNO ITALIANO � corresponsabile di tanto disastro. Un Governo che, al di fuori del dettato costituzionale, nonostante la grande contrariet� della popolazione italiana, ha deciso di appoggiare la guerra in Iraq e ha inviato truppe sotto il comando britannico nei luoghi in cui giacciono i campi petroliferi destinati all'Eni, assumendosi la responsabilit� di esporle a rischi altissimi. Un Governo che, perpetuando lo strappo all'art 11 della Costituzione ha deciso di partecipare all'"Autorit� Provvisoria" delle forze di occupazione condividendo cos� la responsabilit� delle sue scelte politiche. Un Governo che ha esautorato il Parlamento dei suoi poteri a cominciare dalla concessione dell'uso dello spazio aereo, delle basi e delle infrastrutture per la guerra. Un Governo che ha lavorato per impedire una possibile unit� europea che frenasse l'unilateralismo degli Stati Uniti e fermasse la guerra. Un Governo che ci ha ingannato: ha detto che i soldati servivano a proteggere gli aiuti umanitari, ma gli aiuti non si sono visti mentre il Pentagono si appresta ad assegnare a ditte italiane importanti contratti per la ricostruzione. ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE per evitare tutto questo. Dicemmo allora, in milioni in tutto il mondo, che quella potenza e quella ricchezza poteva e doveva essere utilizzata per combattere la fame e la sete che uccide milioni di esseri umani, per alleviare i popoli di un debito che non possono pagare, per sostenere lo sviluppo dei paesi del sud del mondo. Dicemmo allora che si doveva porre fine alle tante guerre dimenticate, invece che cominciarne un'altra. Dicemmo che la produzione di armi doveva essere riconvertita in produzioni di pace invece che essere rilanciata, che sono le spese militari a dover essere tagliate piuttosto che le spese sociali. Dicemmo allora e ribadiamo oggi che queste sono azioni necessarie, perch� il peso dell'ingiustizia � intollerabile. Sono azioni non rinviabili, per non scivolare in un abisso di barbarie, di disperazione, di conflitti, di insicurezza generalizzata. Noi ripudiamo tutte le forme di terrorismo sia da parte degli Stati che di organizzazioni e individui, cos� come ci opponiamo all'uso della "lotta al terrorismo" per giustificare le guerre, criminalizzare i movimenti popolari e restringere le libert� civili. Non abbiamo cambiato parere e con noi non ha cambiato parere la maggioranza del popolo italiano, nonostante un sistema dell'informazione sempre pi� succube dei rulli di tamburo. NOI SOSTENIAMO il diritto dei nostri fratelli e sorelle irachene a resistere alla occupazione reclamando il diritto alla pace, ai diritti sociali, alla democrazia, a governarsi da soli per decidere del proprio futuro, controllare le proprie risorse, ad ottenere risarcimento per quello che hanno patito sotto l'embargo e la guerra, a vedere la propria terra libera da eserciti stranieri. L'Iraq deve tornare agli iracheni, la legalit� internazionale deve essere ripristinata e perch� questo avvenga � necessario innanzitutto che cessi l'occupazione militare. Tutte le truppe occupanti devono essere ritirate. Chiediamo quindi che l'Italia rinunci a partecipare all'occupazione militare dell'Iraq e ritiri le proprie truppe. E' un atto necessario per ricucire lo strappo costituzionale operato un anno fa e per aprire la strada a una nuova strategia. Chiediamo che gli ingenti fondi cos� risparmiati vengano destinati per veri aiuti umanitari immediati e che il Governo italiano promuova una iniziativa politica internazionale per la restituzione della sovranit� agli iracheni e la ricostruzione del paese guidata da un governo legittimo. Chiediamo che l'Unione Europea svolga un analogo ruolo di pace e includa il ripudio della guerra nel proprio trattato costituzionale. Chiediamo che le Nazioni Unite rispondendo finalmente alla loro carta costitutiva promuovano il ritorno della legalit� in Iraq e l'affermazione del diritto all'autogoverno del popolo iracheno garantendo il rispetto dei diritti umani di tutti e di tutte. Un intervento di garanzia dell'Onu deve in ogni caso essere concordato con le forze politiche irachene, e non vedere la partecipazione delle forze occupanti. Con la stessa urgenza chiediamo che una decisa iniziativa internazionale crei le condizioni per una pace giusta in Medio Oriente, imponendo la rimozione del muro, la protezione dei civili e un negoziato fondato sulle risoluzioni dell'Onu per la fine dell'occupazione e la convivenza pacifica, ascoltando anche la voce coraggiosa dei giovani israeliani che rifiutano, pagando di persona, di partecipare alla guerra e all'occupazione. In questo lungo anno di guerra, abbiamo continuato a sostenere con mezzi pacifici le ragioni della pace - progetto alternativo di civilt� ? nelle scuole, nelle citt�, nei luoghi di lavoro, davanti alle basi militari, dai nostri balconi con le bandiere della pace, nella solidariet� internazionale, nella lotta per il disarmo, nel dibattito sul trattato costituzionale europeo, nella solidariet� con le popolazioni migranti, con la disobbedienza civile, nell'impegno quotidiano per i diritti umani, sociali e di cittadinanza. FACCIAMO APPELLO perch� le energie di milioni di cittadini e cittadine contribuiscano alla realizzazione il 20 marzo prossimo della giornata internazionale di lotta per la fine dell'occupazione dell'Iraq e per la pace in Medio Oriente e allo sviluppo di un impegno costante per la costruzione della pace. L'impegno dei pacifisti statunitensi per riportare le truppe a casa, che reclamano "giustizia e non vendetta", che denunciano la restrizione dei diritti civili nella loro patria, che si battono per un'altra America � anche il nostro. FUORI LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE DALL'IRAQ L'IRAQ AGLI IRACHENI PACE IN MEDIO ORIENTE BASTA ARMI - BASTA GUERRE Adesioni pervenute: Altragricoltura; Arci; Ass. Aprile; Ass. Internazionale di Amicizia e Solidariet� con i Popoli; Ass. L?Isola di Peter Pan; Ass. Obiettori Nonviolenti; Ass. Nomi e Numeri contro le Mafie; Attac ? Italia; Beati i costruttori di pace; Bologna Social Forum; Brescia Social Forum; Campagna Sdebitarsi; Carta; Casa dei Popoli di Roma; Cgil; Collettivo Vagabondi di Pace; Comitato di Solidariet� con Cuba; Comitato contro le guerre Conegliano; Comitato Napolitano contro la guerra; Comitato Salaam ragazzi dell?olivo ? MI; Comunit� San Benedetto al Porto - GE; CTM Altromercato; CUB; Democrazia Popolare; Federazione dei Verdi; Fiom; Firenze Social Forum; Fondazione Cinema nel Presente; Fondazione Culturale Responsabilit� Etica; Forum Contro la Guerra; Forum del Teatro; Fondazione Cinema nel Presente; Forum Mondiale Alternative; Forum Donne Prc; Gazzella Onlus; Giovani Comunisti; Gruppo Abele; Il manifesto; ICS; Legambiente; Libera; Liberazione; Lila Cedius Onlus; Manitese; Marcia Mondiale delle Donne ? Italia; Movimento delle e dei Disobbedienti; Movimento Internazionale della Riconciliazione; Movimento Palestinese per la Cultura e la Democrazia; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Peace Games; Punto Rosso; Rete Ebrei Contro l?Occupazione; Rete Lilliput; Rete Radi� Resch; Rivista Alternative; Rivista Erre; Rivista Guerra&Pace; Senzaconfine; Sin Cobas; Sinistra Ds per il Socialismo; Sinistra Giovanile Nazionale; Tavolo Bastaguerra; Tavolo Cultura Sociale ed Arte; Tavolo Migranti dei Social Forum; Terre des Hommes; Trasform! Italia; Unione degli Studenti; Unione degli Universitari; Un ponte per; Varese Social Forum; Wilpf. Per adesioni: [EMAIL PROTECTED] _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [EMAIL PROTECTED] https://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumbergamo

