* L'UE e' stata esclusa e spinta nell'angolo dagli americani e da Israele.
Persino il Quartetto nella sua interezza, come meccanismo, e' stato messo da
parte. Gli USA pensano di avere il monopolio del processo di pace. E,
naturalmente, questo fa parte delle 14 riserve che Israele ha posto
sull'accettazione della Road-map: non trattare con nessuno che non sia
l'Amministrazione americana. L'UE ed il Quartetto sono stati esclusi persino
dal monitoraggio e dalla verifica, per non parlare del processo politico.

Dunque, io non parlo del livello ufficiale dell'UE, poich� abbastanza spesso
essa fonda le sue relazioni con gli USA sulla base dell'interesse. Non
entrer� mai in conflitto con gli USA per la Palestina, ad esempio. Pu� farlo
per la questione dell'Iraq - a causa degli interessi personali, il problema
dei fondi e cos� via. Ma, per ci� che concerne il processo di pace, ha
permesso agli USA di dettare legge, limitandosi a giocare secondo le regole
degli americani. E dice: "Noi non siamo in competizione con gli USA, non
siamo un'alternativa agli USA, non li mineremo". E ci� si ripete
costantemente.
Invece sono gli USA che l' hanno minata ed esclusa. Quindi, anche se molte
persone credono che la posizione ufficiale dell'Europa sia migliore di
quella americana per ci� che riguarda il riconoscimento del diritto
palestinese all'auto-determinazione e cos� via, ci� non viene tradotto in
politica, e l'UE continua ad avere un ruolo marginale rispetto agli USA.

La pubblica opinione europea e' molto pi� informata ed attiva. E' pi�
vicina, pi� consapevole, pi� coinvolta, e' una pubblica opinione attivista.
Perci� si vedono manifestazioni oceaniche, non solo contro la guerra, ma per
la pace, per i diritti umani. Ci� si riflette anche nel sondaggio che ha
rivelato che il 59% dei cittadini vede Israele come una minaccia alla pace
mondiale, perch� essi sanno che Israele ha un arsenale di armi di
distruzione di massa, e che ci� non e' assolutamente trasparente ed e'
inspiegabile, e si comporta impunemente. Essi sanno cosa Israele sta facendo
ai palestinesi, e sanno che esso e' il maggiore fattore destabilizzante
dell'area, ed una fonte di estremismo.
Nessuno dovrebbe chiedere scusa per un sondaggio dell'opinione pubblica,
nessuno pu� punire un'intera popolazione - si tratta della loro opinione. E'
ridicolo.

� In un'intervista di Ha'aretz intitolata "Il massimo di ebrei, il minimo di
palestinesi", il ministro israeliano Ehud Olmert ha detto che, a causa delle
ragioni demografiche, i palestinesi stanno perdendo interesse verso la
soluzione dei due stati. Egli ha invocato una ridefinizione unilaterale
delle frontiere dello stato palestinese da parte di Israele, poich�, tra non
molto, gli ebrei saranno la minoranza in questa terra. "Ci� significherebbe
la fine dello stato ebraiche" (Ha'aretz, 14 novembre 2003). Pu� commentare?

* Vede, non e' la questione della demografia che gioca secondo regole
razziste. La Palestina e' storicamente pluralista. Non e' mai stata
esclusiva di un'etnia o di un gruppo religioso. E' stata sempre aperta e
diversa. Quindi ridurre la questione a semplice demografia non e' solo
razzista: manca l'obiettivo. Non credo che debba esserci alcun approccio
esclusivista, n� palestinese n� israeliano.
Ad ogni modo, l'essenza del sionismo come fondatore di uno stato
esclusivamente o maggiormente ebraico viene negata dalla stessa politica
estremista di Sharon - ogni ideologia portata all'estremo si auto-nega. Il
sionismo si e' auto-negato, poich� continua ancora a rubare terre pensando
che possa averle senza il popolo. Non saranno pi� in grado di eseguire la
massiccia pulizia etnica, o di ripetere la tragedia del 1948. I palestinesi
non scompariranno, non si auto-espelleranno n� si trasformeranno in una
nuova ondata di profughi. E, in quel senso, s�, i palestinesi nella
Palestina storica diverranno infine la maggioranza. Ma ci sono palestinesi
musulmani, palestinesi cristiani e palestinesi ebrei - questa e' la
questione. Questo e' ci� che spaventa la gente come Olmert e coloro che
intendono preservare la purezza dello stato ebraico mediante l'apartheid.

Le dichiarazioni di Olmert sono estremamente razziste, perch� lui desidera
la terra senza popolo. Vuole ridisegnare unilateralmente i confini da una
posizione di potere e di occupazione, per annettere pi� del 50% della
Cisgiordania da luoghi in cui vi e' pi� terra e meno popolazione.
Finiranno con il realizzare la politica sharoniana dei bantustan, dei ghetti
isolati, dei "centri per la popolazione" - puoi chiamarli come vuoi - purch�
Israele annetta il 58% della Cisgiordania.
Vogliono lasciarci il 42% della Cisgiordania in questi ghetti, e vogliono
circondarci di insediamenti e barriere ... Saremo come animali in uno zoo. E
ci� distrugger� di certo qualsiasi chance di una soluzione di due stati.
Non ho alcun problema con la soluzione dei due stati, ma voglio che la
Palestina sia pluralista, anche solo il 22% della Palestina storica. Ma non
chiameremo mai questi bantustan uno stato. E non vi e' alcuna soluzione
unilaterale basata sulla forza o la violenza.

� Quale ruolo gioca il Muro in tutto ci�?

* Il Muro crea confini unilaterali. E' un muro politico, un muro di
annessione, di apartheid, di imprigionamento. Imprigiona i palestinesi e
crea fatti sul terreno che mettono fine alla possibilit� di uno stato
palestinese con continuit� territoriale e praticabilit�. Ruba le fonti
idriche, le terre fertili, isola interi villaggi e comunit� palestinesi. E
creer� otto ghetti separati, riserve per palestinesi, totalmente circondati.
Pensano che i palestinesi accetteranno la loro prigionia, ed accetteranno la
trasformazione della Cisgiordania da gigantesca prigione ad una serie di
celle d'isolamento.

� Un recente sondaggio ha rivelato che, secondo l'85% dei palestinesi,
l'Autorit� palestinese e' corrotta ed il 90% chiede che essa venga
riformata. Ma possono avere luogo elezioni e riforme vere sotto l'assedio
israeliano? E' verosimile che la presenza di una leadership incompetente
continui fino a che continui l'assedio?

* Dovremmo avere dei sistemi di responsabilit� in Palestina. Non vi sono
scuse per corruzione, abuso di potere e cattivo uso dei fondi pubblici. Non
giustifico questo tipo di abusi. Non li accetto. Ci sono aree che sono sotto
il nostro controllo, questioni che sono sotto il nostro controllo e che
dovremmo affrontare con onest�, integrit� e responsabilit�.
Il popolo palestinese merita un sistema di governo onesto, che sia
trasparente e che badi agli interessi del popolo, pi� che agli interessi
personali ed alla lotta per il "potere". Cos� ritengo che una riforma
interna non sia solo possibile, ma imperativa, anche sotto l'occupazione.

Viviamo sotto occupazione da decenni ed abbiamo avuto sempre elezioni, anche
clandestine. Abbiamo insegnato clandestinamente quando scuole ed universit�
venivano chiuse, abbiamo costruito la nostra realt� e mostrato il
significato reale della resistenza civile - non per accettare la realt�
distorta imposta con la forza delle armi, con l'occupazione, ma per creare
la nostra realt�, una realt� umana, democratica, vibrante ed attiva, per
sopravvivere e prosperare.
Ora dobbiamo affrontare due problemi. Da una parte, all'interno
dell'Autorit� - ma non voglio generalizzare - abbiamo gente che ha abusato
del suo piccolo potere e della fiducia pubblica. All'opposizione abbiamo
persone che hanno deciso di rispondere con attacchi kamikaze a nome di tutto
il popolo palestinese.
Agli occhi dell'opinione pubblica internazionale, dunque, veniamo visti
attraverso il duplice marchio di corruzione e "terrorismo". Globalmente,
intendo dire in termini di percezione della gente, abbiamo perso l'umanit�,
l'integrit� e la giustezza insite nella nostra causa. La gente ci vede
attraverso questi riduttivi stereotipi e marchi. Questo e' ingiusto. Sia
l'Autorit� che l'occupazione dovrebbero, in primo luogo, rivolgersi alla
gente, alla societ� civile e siamo anzi noi che dovremmo responsabilizzare
loro.

� Dal punto di vista israeliano, il "processo di pace" e' stato sempre un
accordo sulla sicurezza, pi� che una soluzione politica al conflitto.

* S�, questa e' la questione. E definiscono la sicurezza solo in termini
militari. Noi definiamo la sicurezza in termini umani - non solo da un
punto di vista personale, ma territoriale, economico, geografico, storico,
identitario, esistenziale, dal momento che vi sono molti aspetti diversi
nella sicurezza umana.
Gli israeliani hanno definito la loro sicurezza come un fattore puramente
militare, una sicurezza personale basata sulla forza militare. Questo non e'
solo regressivo, e' controproducente. Hanno posto la loro versione della
sicurezza come diritto esclusivo, nonostante l'occupazione e la totale
distruzione della sicurezza palestinese in tutte le sue forme. Questo non
e' modo di garantire sicurezza per nessuno.
La sicurezza non e' il pre-requisito per la pace. Se fossimo tutti sicuri e
felici non ci sarebbe bisogno di processi di pace, n� di soluzioni. Si
firmano accordi proprio per garantire sicurezza a tutti. Un occupante non
pu� aspettarsi un'occupazione piacevole, sicura, morale e felice, e non pu�
aspettarsi di tenere sotto controllo un popolo occupato, o aspettarsi che
esso accetti la sua prigionia e muoia tranquillamente. Non pu� mai esistere
un'occupazione morale o sicura. Tutti i comportamenti negativi sono
risultato diretto dell'occupazione stessa. E' un colonialismo
post-neocoloniale, e questa e' la causa. E, naturalmente, deve esserci una
correzione storica della tragedia palestinese. Ecco come si risolve il
problema della sicurezza per tutti.

� Vorrei chiederle in merito all'iniziativa di Ginevra. Ho appena trascorso
tre mesi in Palestina e molta gente mi ha detto che l'iniziativa di Ginevra
non prende in considerazione la questione dei profughi palestinesi, non
tratta adeguatamente la diaspora palestinese che comprende il 60% del popolo
palestinese. Pu� commentare? Pu� esserci un accordo di pace che non tratti
giustamente del problema dei profughi palestinesi?

* No, non c'e' alcun modo di ottenere una pace genuina se non si risolve in
maniera giusta e comprensiva la questione dei profughi palestinesi. Questo
e' un aspetto umano essenziale, non una questione demografica. Non si pu�
dire a cinque milioni e mezzo di palestinesi: "Abbiamo una soluzione che vi
esclude e che perpetua l'ingiustizia contro di voi". Deve esserci una
soluzione giusta al problema dei profughi se si vuole una soluzione
legittima e duratura al conflitto.
L'iniziativa di Ginevra, come molte altre del genere, e' utile in un modo,
perch� spezza il monopolio del discorso politico che hanno gli estremisti.
Dice ad elementi di entrambi i popoli che si pu� parlare di pace, che c'e'
voglia di pace, che vi sono partners su entrambe le sponde. Probabilmente e'
un punto di partenza. Non penso sia un punto d'arrivo. Non penso che
dovrebbe essere considerata come una trattativa conclusiva. E' forse solo
una dichiarazione che generer� dei negoziati. Non so quanto lontano possa
arrivare, ma di certo quando vi saranno seri negoziati ufficiali molte
saranno le questioni da porre sul tavolo, per le quali ricercare soluzioni
legali e giuste.

� Dopo tre mesi in cui sentiamo dire che la road-map e' morta, il Consiglio
di Sicurezza dell'ONU ieri l'ha approvata all'unanimit�.

* Israele si e' impegnato a massacrare sistematicamente la road-map.
L'inclusione delle 14 riserve nell'implementazione, se non nel testo, ha
minato l'essenza stessa della road-map. Gli americani hanno detto che non
avrebbero cambiato il testo secondo le riserve poste da Israele, ma che le
avrebbero prese in considerazione al momento dell'implementazione. Cos�,
hanno cominciato ad adottare l'approccio israeliano - un approccio
sequenziale, condizionato, che chiede l'esclusione degli europei, delle
Nazioni Unite e del Quartetto.
Ed ora si pretende che i palestinesi porgano l'altra guancia, e diventino
perfettamente stoici mentre Israele pu� uccidere, distruggere, rubare terre
e costruire muri senza avere nessuna responsabilit�. La road-map e' stata
distorta e dirottata da Israele.
Sia Israele che gli USA hanno lottato affinch� la Road-map non andasse al
Consiglio di Sicurezza - nonostante il fatto che proprio gli USA sono stati
i maggiori pianificatori della stessa. Gli USA si sono ripetutamente
rifiutati di permettere che qualsiasi questione andasse al Consiglio di
Sicurezza e passasse senza opporvi il veto, o senza che venisse inclusa una
nuova formula alle varie risoluzioni, in cui venisse condannato il
"terrorismo palestinese", nominando i vari gruppi, come Hamas e Jihad
Islami. Dunque mi chiedo se la road-map soffrir� dello stesso fato delle
altre risoluzioni, a cominciare dalla 181, passando per la 242, 338, 33,
fino alla 1397, 1402, 1403 ...
Israele ha immediatamente detto che non se ne preoccupa, che non obbedir�,
che andr� avanti nella costruzione del muro, che non si ritirer�, che non
rimuover� insediamenti ed avamposti. Che fare, dunque? Abbiamo chiaramente
uno stato-canaglia, che si e' storicamente rifiutato di implementare una
sola delle risoluzioni ONU. Ed ora c'e' un'altra risoluzione. E' un altro
tassello di un sinistro tracciato o c'e' una volont� politica di costringere
Israele ad obbedire? Ne dubito.
Nel suo discorso di Londra, Bush ha detto che Israele dovrebbe smettere la
costruzione del Muro. Basta, per�, che gli israeliani storcano il naso e
Bush riprender� a dire che "Sharon e' un uomo di pace".

� Lei ha chiuso il suo discorso di accettazione, a Sydney, dicendo: "Stiamo
sfrecciando verso l'abisso". Cosa prospetta il futuro alla pi� lunga
occupazione militare dei tempi moderni?

* Beh, se parlo di abisso vuol dire che non mi sento molto ottimista. Ma ho
speranza che, nonostante tutto il male, c'e' una determinazione, una
volont�, uno spirito che e' dalla parte dei palestinesi e nelle loro
controparti in tutto il mondo, coloro che credono nella giustizia, in una
pace giusta, che non si arrendono, che non si abbandonano alla disperazione
e alla distruzione, che non mollano la loro volont�. Questa e' la mia
speranza. Essa deriva da una fede vera nella giustezza della causa e
nell'inevitabilit� di una giusta soluzione. Non pu� esserci stabilit�, n�
sicurezza, n� pace per nessuno nella regione se non vi e' una giusta
risoluzione al problema palestinese. E' una questione di tempo e
determinazione.

Eravamo stati spinti verso l'oblio nel 1948, ci era stato detto che non
esistevamo. La gente credeva che saremmo scomparsi, ci saremmo dissolti,
avremmo accettato la realt� della nostra negazione. Non e' accaduto. Abbiamo
persistito, resistito, siamo rimasti nella nostra terra, con la nostra
cultura, la nostra storia, i nostri diritti. E continueremo a farlo.
Tutte le esperienze coloniali sono fallite, e tutti i colonizzatori hanno
imparato che non si pu� soggiogare per sempre un popolo, una nazione. Gli
eserciti possono sconfiggere altri eserciti, ma non possono sconfiggere la
volont� di un popolo. Questa e' la lezione che Israele deve imparare. Spero
che vi sia una nuova leadership in Israele. La fallimentare e tragica
politica di Sharon, di Mofaz e della loro cricca apparir� in tutta la sua
letalit� agli israeliani ed a tutti gli altri.

Sono certa che ci sar� un risveglio, di cui siamo gi� testimoni, all'interno
della pubblica opinione israeliana. Ci sar� un cambiamento e ci sar�
globalmente genuina solidariet� e supporto per il popolo palestinese. Ed
alla fine Israele sar� trattato come chiunque altro: non come uno stato al
di sopra della legge, titolare di trattamenti preferenziali.

����

*Hanan Ashrawi, laureata in Letteratura Inglese, e'insegnante
dell'Universit� di Bir Zeit. Parlamentare palestinese, e' uno dei membri pi�
prominenti della scena politica ed intellettuale palestinese. Portavoce
della Lega Araba, in qualit� di donna, cristiana e palestinese contribuisce
a sfatare molti falsi miti con la sua sola immagine.


Intervista condotta a Ramallah il 21 novembre 2003
Jon Elmer e' l'editore del giornale online "From Occupied Palestine".
L'articolo ci e' giunto via Palestine Chronicle
traduzione a cura di www.arabcomint.com

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(http://www.arabcomint.com/sfrecciando_verso_l.htm)


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