Giro in lista l'unico intervento sui cosiddetti "espropri" del 6 novembre a 
Roma che Il Manifesto non ha pubblicato, quello di alcuni "colpevoli"...

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Innalzare il livello dello SCONTO
Venerd� 19 novembre 2004


Prendo per buono l�invito fatto dall�articolo (ottimo) di Benedetto Vecchi 
nelle pagine del giornale la scorsa settimana e provo ad articolare, a comporre 
una serie di valutazioni che attraversano le aule universitarie in questi 
giorni. Viene da sorridere ripensando al fatto che qualche centinaio di 
"gappisti" (Gap, grande alleanza precaria) abbiano deciso, durante il corteo di 
sabato 6 novembre, di chiedere il 100% di sconto alla libreria Feltrinelli. 
Eppure, senza perdere l�ironia di un�azione che ha coinvolto tanti e tante a 
viso scoperto, con fare affatto cospirativo e con divertita "voracit� 
culturale", la faccenda � cosa per nulla marginale, disimpegnata, ne tantomeno 
un semplice ritorno al passato. Negli episodi della mattina come in quelli del 
pomeriggio della giornata del 6 � mettendo al centro innanzitutto il successo 
della parade - la posta in gioco ha a che fare fino in fondo con il presente e 
con i caratteri centrali ed irreversibili della forza lavoro e del mercato del 
lavoro contemporaneo. Non tanto alcuni tratti premonitori degli anni settanta, 
quanto il dispiegamento materiale di nuove forme di vita, di condizioni 
generalizzate di precariet�, precariet� che, laddove � la vita per intero ad 
essere messa in produzione, investe tutti gli aspetti dell�esistenza di 
ciascuno.

Alcuni nodi pi� di altri per� mi interessa affrontare. Da una parte gli 
oggetti, i "beni" in questione e quindi, va da se, il terreno di vertenza 
politica, dall�altra il rapporto tra forme, pratiche e consenso, 
generalizzazione possibile dei comportamenti.

Per quanto riguarda il primo punto, per quanto riguarda cio� gli obiettivi, le 
azioni simboliche del 6 hanno messo a tema la questione del reddito e del 
carovita in termini ricchi, per nulla tradizionali. � possibile immaginare 
ancora una separazione moralistica ed ipocrita tra beni di prima e di seconda o 
di terza necessit� quando ad esser messa in produzione non � pi� la silenziosa 
fatica fisica quanto piuttosto il linguaggio, la competenza comunicativa e 
relazionale, gli affetti di ciascuno? Quello che forse spaventa di pi� la 
destra ma anche la sinistra � che quelle centinaia di giovani che 
spontaneamente hanno fatto irruzione nella Feltrinelli e con assoluta 
"delicatezza" hanno portato via, gratuitamente, altrettante centinaia di libri, 
hanno preso molto sul serio il Libro Bianco di Delors, la centralit� della 
conoscenza e dell�innovazione nei nuovi processi produttivi! L�affermazione � 
semplice: bisogna sapere e comunicare per produrre ed essere all�altezza del 
mercato del lavoro?...bene (!) allora libri e prodotti hi-tech gratis o per lo 
meno scontati per tutti e tutte i precari e le precarie! � una affermazione del 
tutto realistica, pena il vuoto di innovazione e quindi la precarizzazione 
lavorativa come unica e disastrosa via di salvezza nella competizione globale.

Il filo che lega unitariamente le azioni della mattina con quelle del 
pomeriggio � proprio questo carattere complesso e articolato della battaglia 
sul reddito e su una nuova griglia di diritti, potremmo dire biopolitici. 
Diritti che non possono non passare anche per il consumo, proprio perch� 
consumo e riproduzione in generale diventano anch�essi produttivi. Cosa 
significa consumare e produrre nella societ� dell�informazione e del lavoro 
post-fordista? Abbiamo a che fare con due ambiti sempre pi� coincidenti, 
laddove � il consumo a produrre stili di vita e comportamenti che continuamente 
innovano la domanda e riorganizzano la produzione e viceversa.

Di fronte a fenomeni come il copyright piuttosto che di "esproprio proletario" 
dovremmo parlare di "esproprio proprietario" fatto, dal mercato e dalle 
multinazionali, nei confronti della cooperazione scientifica e culturale in 
genere che per statuto, per ontologia verrebbe da dire, eccede ogni forma di 
propriet�. Possiamo dire, parafrasando un vecchio motivo, che la propriet� 
intellettuale � un furto?

Direi di s� e fortunatamente non sono il solo e con questo entro nel vivo della 
seconda questione. Mentre la destra e una parte consistente della sinistra 
moderata assume toni forcaioli o ricorda "l�aureo valore" della legalit�, c�� 
un�altra parte della sinistra che pur di non pronunciare ci� che pensa 
veramente, fa appello con prosa o con parola debolissima al rapporto tra 
avanguardia e massa, tra azioni e consenso. Da una parte la solita litania che 
sostanzializza il consenso trasformandolo in una categoria inattingibile di cui 
solo i partiti, in verit�, hanno il polso. Dall�altra l�accentuazione del 
carattere avanguardistico e separato dai comportamenti di massa. Dico cose 
banali per� se ricordo che le case discografiche, la new economy e la 
produzione di software proprietario, l�editoria, sanno molto bene, a differenza 
di Bertinotti & co, cosa significa la diffusione e la generalizzazione di 
comportamenti quotidiani legati alla copia, al pirataggio, alla gratuit�. 
Mettere in scena in maniera forte questa cosa, significa n� pi� n� meno 
produrre collettivamente un�esperienza individuale comune e fortunatamente 
dilagante.

Le interviste alle cassiere del centro commerciale Panorama fatte dal Corriere, 
cos� come le parole di chi ha assistito alla "spesa sociale" pomeridiana, 
testimoniano, al contrario delle critiche, quanto il protagonismo "spontaneo" 
abbia avuto un ruolo centralissimo. Mentre prendevano corpo azioni e 
trattative, gran parte dei clienti gi� spingevano per ottenere lo sconto; 
mentre si distribuivano dvd piratati tantissimi giovani decidevano di 
riprendersi una parte importante di ci� che gli spetta, l�accesso alla cultura 
e ai saperi.

Se, per opportunismo, non si coglie questo aspetto non si capisce il perch� di 
tanto accanimento mediatico e repressivo. Il contagio ha agito gi� in loco e 
continuer� a farlo, per questo l�accanimento deve essere quanto pi� esemplare 
possibile (rapina: avete mai visto fare una rapina a volto scoperto, disarmati 
e in maniera festosa?). Quanto � accaduto sabato parla di un obiettivo chiaro 
da parte del movimento, innalzare il livello dello SCONTO, forse � per questo 
che Bertinotti si tira indietro�

Studenti e cognitarie

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