Il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha espresso solidarietà a
Sandro(ne) Metz per le gravi percosse subite mentre era impegnatoa
"parlamentare" con il Questore.
Mi aggiungo ovviamente alla solidarietà.
Marcello



On 1 Mar 2006 at 15:11, dario cangelli liguroni wrote:

> Questa mattina (poco dopo le nove) ci sono stati nuovi momenti di
> tensione tra i manifestanti e le forze dell'ordine all'ingresso del
> CPT al momento dell'arrivo della carovana di auto dei lavoratori della
> coop Minerva scortati dalla polizia.
>
> Per la seconda volta la polizia e' intervenuta trascinando via a forza
> i compagni e le compagne presenti per impedire l'ingresso dei
> lavoratori della Minerva (coop che gestisce il CPT). Questa volta
> pero' non sono stati usati i manganelli e non si registrano feriti (al
> contrario di ieri, 28 Febbraio, quando il consigliere regionale dei
> Verdi, Sandro Metz, era stato ferito e trasportato poi in ospedale).
>
> La cosa piu' triste oggi, a mio parere, erano le facce, non solo
> impaurite, ma completamente smarrite di questi lavoratori della coop
> Minerva, alcuni dei quali extracomunitari, chiusi dentro le loro
> macchine (molte con la targa coperta). Alcuni di questi hanno anche
> tentato di forzare il blocco con il rischio di investire i compagni
> presenti.
>
> Altre informazioni, foto del presidio di oggi e soprattutto le FOTO
> DELL'INTERNO del CPT le trovate su
> http://www.globalproject.info/art-7667.html
>
> Vi allego anche il comunicato di un compagno riguardante il presidio
> di ieri.
>
> PROSSIMO APPUNTAMENTO:
> SABATO 4 Marzo
> ORE 9
> CORTEO dalla stazione di Gorizia
>
>
> Ciao,
> Bruno (Trieste)
>
>
> -------- Original Message --------
> Subject: cronache marziane dal cpt di gradisca
>
> tornato da poco dalla giornata al cpt di gradisca, diffondo cronaca e
> pensierini (brevi e semplici), che si intrecceranno a quelli di altre
> e altri che erano li.
>
> [per chi non sapesse: a gradisca d'isonzo, friuli, Pisanu sta
> forzando la mano per aprire un cpt di nuova generazione;
> mostruoso come tutti i suoi simili ma un passo piu' in la':
> concepito e costruito per annullare e violentare ogni tipo di
> memoria identitaria in chi vi viene recluso. Ogni azione
> quotidiana - ogni azione - e' regolata, determinata,
> controllata da un grande guardiano centrale. Non si accende luce che
> lui non voglia, non si apre porta che lui non controlli, non si
> aprefinestra che lui non comandi. Tutte le luci sono incassate nei
> soffitti, distanti e aliene, tutti i tavoli imbullonati al suolo,
> tutte le porte sbarrate, ogni dieci metri la vista e l'interazione
> umana sbarrati da cancelli. Le celle - che altro sono? - da sei
> isolate le une dalle altre, i cortili su cui danno isolati gli uni
> dagli altri. Doveva aprire nell'autunno del 2004. Doveva aprire,
> assolutamente, cascasse il mondo, oggi. almeno in questo hanno
> fallito]
>
> appuntamento questa mattina alle 7.30 davanti al cpt, a ricevere il
> buon giorno da chi li' davanti ci ha dormito, nelle tende o nelle
> roulottes. Ci accoglie addirittura del caffe', della musica e un
> fuoco. Fa freddo, infatti, un freddo becco come si dice nel nord. Si
> battono le brocche, anche cosi' si dice nel nord (est). Piano piano si
> arriva, siamo circa trenta. Allora cominciamo a sciamare.. :) uno
> sciamino di trenta apine.. sulla statale di fronte al cpt,
> interrompendo mezze corsie invandendole con gli striscioni e
> volantinando alle macchine che costringevamo a rallentare o fermarsi e
> poi serpeggiare. Cominciano ad arrivare i mezzi della minerva, la
> sedicente cooperativa sociale che s'e' aggiudicata l'appalto -
> offrendo il prezzo piu' alto, e' un bel mistero - per la fornitura dei
> servizi interni. Scatta l'operazione "stirami ma non passi". "Non ti
> vergogni? cosa racconti ai tuoi figli del tuo lavoro?" a me sembra una
> domanda imbarazzante, ma non sembra scalfire i due lavoratori croati
> che siedono davanti al primo furgoncino. In quindici siamo li'
> davanti, ad impedirgli di passare, la polizia e i carabinieri - in
> proporzione di due a uno con noi - alle spalle. Il sorrisetto sparisce
> quando noi non ci spostiamo. Armeggiano con i cellulari, chiedono
> istruzioni. La digos cerca di toglierli dall'imbarazzo, ma vinciamo
> noi. Retromarcia, a casa. Arrivederci, ciao. Salutate i figli da parte
> nostra. Arrivano due auto. Ancora, noi davanti. Non si passa, oggi
> sciopero. La lavoratrice sulla prima macchina sorride, ci manda baci.
> Se la incontrassi per strada penserei che e' stata una figlia dei
> fiori. Manda baci, sembra che dica "I love you". Ma niente
> retromarcia. Rimane li', guarda tutti e nessuno, sorridente assente.
> Una professionista, altro che figlia dei fiori. I pulotti - abbiamo
> l'onore della celere di padova - cambiano strategia e ci aggrediscono
> da dietro. Spinte, strattoni, calci. Qualcuno di noi s'offende e
> allora partono pugni e manganelli. Ci si offende ancora di piu'. Poco
> distante da me Sandro Metz cade per terra, si protegge la testa ed il
> ventre dai manganelli e dalle pedate. Calma, stallo. Si rialza e
> protesta vivacemente con un dirigente. Uno zelante celerino lo
> colpisce allora come neanche capitan uncino: una manganellata alla
> tempia. Birichino, gli dice il dirigente. Sandro riesce appena ad
> allontanarsi, poi crolla. Rimane a terra dieci minuti prima di
> riprendersi. Poi arriva l'ambulanza che comunque lo porta via.. e'
> ancora in ospedale, giramenti di testa. L'aveva detto Pisanu, nel suo
> discorso, di un certo MeltzMalvagio. Il prefetto gli aveva negato
> l'accesso, sabato, a lui che come consigliere ha libero accesso alle
> carceri (ma allora questo che cos'e'? non e' un carcere, dicono, pero'
> ha il filo spinato, i cancelli con uncini medievali, tutto blindato,
> anche l'aria. cosa sara' mai?). Insomma, l'avevano avvertito, da
> manuale di procedura mafiosa. Ma lui niente, fa orecchie da mercante.
> E allora non l'hanno piu' solo avvertito, l'hanno colpito, a freddo.
> Per il resto di noi , qualche livido, qualche botta, bernoccoli vari.
> Poi diranno che sono dovuti intervenire perche' noi avevamo circondato
> vetture private e cercato di rovesciarle.
>
> Stallo, la macchina della baciosa e' passata, l'altra no. Altre due
> ferme davanti ad uno striscione. Dentro anche un migrante africano.
> Che cazzo fai? mi sembra una domanda imbarazzante, viste le
> circostanze, ma loro non si imbarazzano. Discutono ma senza tirare
> giu' il finestrino. Andatevene a casa, ragazzi. Non si fa il
> carceriere. Non sta bene. Non ho ordini in questo senso, dice chi
> guida. Ma che cazzo succede, pensa ognuno di noi. Non hai ordini? ma
> che dici?? sei un lavoratore di una cooperativa sociale e dici di
> andare la' dentro per solidarieta'.. una solidarieta' da 5 milioni di
> euro per il tuo padrone e 900 euro al mese per te. E la dannazione per
> il tuo compagno africano. Dici che non hai ordini per pensare da solo
> ad una situazione, per pensare da solo a che cazzo fai, per sapere da
> solo che cosa e' solidarieta', che cosa e' umano e cosa e' diabolico.
> ma che diavolo succede, appunto? cosi', tanto per sapere. Che razza di
> iniezione stanno facendo alle coscienze, ai pensieri, alla realta'
> stessa delle cose? che fanno, giocano a domino con le parole
> componendo e scomponendo ossimori cosicche' alla fine qualsiasi cosa
> va bene. Una coop sociale fa la carceriera, i soldati fanno la guerra
> umanitaria. Logico e coerente, non lasciamo buchi nella trama della
> nuova lingua. Cosa pensi che succedera' li' dentro se qua fuori
> spalmano sull'asfalto cosi' un consigliere regionale? mah, silenzio.
> Evidentemente non sono affari suoi, per 950 euro la mese la sua rata
> di solidarieta' si e' fermata al di qua di certi dettagli. Poi, marcia
> indietro, entrambe le macchine. Arrivederci, ciao. Carabinieri e
> polizia zitti e buoni, a pochi metri da noi. Ma come? e perche' cinque
> minuti fa sono scattati i calci in culo? e' un bel mistero.
>
> Sono le nove della mattina.
> Il resto della giornata si dipana occupando la statale e dando
> volantini.
> E qui sta l'incredibile. Dieci a uno, se ti metti a fermare le auto su
> una statale come minimo cercano di metterti sotto. Invece diamo via
> poco meno di duemila (2000) volantini e solo una ventina di persone ci
> vogliono male. La maggior parte sorride, ammicca, accoglie volentieri,
> addirittura solidarizza "bravi", "resistete", "tenete duro", "grazie".
> Pero' non si fermano con noi. Molti alla sera fanno il percorso
> contrario e ci trovano ancora li'. Minchia, pensano, ma dopo le botte
> state ancora qua pronti a farvi menare? le stesse facce da stamattina
> che ancora fermano il traffico e danno volantini, sorridendo,
> scherzando? ma forse, continuano a pensare, qua c'e' qualcosa di
> grosso che muove 'sti ragazzi(e). Forse possiamo anche non farci anche
> scippare i sogni, la ribellione, la voglia di resistere, di esistere.
>
> Ancora non si fermano con noi pero', manca ancora un quid, quello che
> farebbe chiudere il cpt prima di essere battezzato dalla disperazione
> dei deportati. Quale sara' questo quid? che cazzo dobbiamo fare di
> piu'? mah, non lo so, ma intanto continua a sorridere che anche per
> oggi questa fogna non ha aperto.
>
> Quelle persone alla mattina non erano maldisposte ma dopo il tiggi'
> sorridevano platealmente, ci incoraggiavano. A sera anche di piu'.
> Tutte quelle centinaia di persone passavano ogni giorni davanti a quel
> muro osceno, alieno anche solo nella sua fissita' in un paesaggio di
> campi e fossi; ogni giorno passavano ma si saranno mai chiesti
> cos'era, se si poteva
>
> davvero sopportare o se invece non sentissero la necessita' di andare
> li' a smontarlo? si saranno mai chiesti se davvero tanto loro non
> potevano farci nulla? Chissa' cosa si sono chiesti vedendoci li'.
> Qualcosa si sono chiesti, e si sono dati anche una risposta,
> altrimenti non ci avrebbero sorriso.
>
> Vedere decine di ragazze e ragazzi, dai venti ai sessanta, disposti a
> farsi menare o tirare sotto per non farlo aprire, disposti a stare al
> freddo becco tutto il giorno - e la notte, alcuni - fa la differenza.
> Non possono non farsi domande e non darsi poi delle risposte, anche se
> magari un po' in background. Quelle domande e quelle risposte fanno la
> differenza, fanno l'antidoto a quelle iniezioni, rispostano il domino
> delle coscienze e dei pensieri, riportano al linguaggio i suoi
> ossimori. Che cazzo e'? un centro di permanenza temporanea? no, un
> cercare schifoso. Che cazzo ci fa li una coop sociale? solidarieta'?
> no, la carceriera.
>
> arrivederci, ciao.
> a domattina, primo marzo, alle 7.30, davanti al cpt, per tenerlo
> chiuso e far nascere pensierini.
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