La triste farsa della democrazia rappresentativa sta partorendo un ulteriore 
obbrobrio legislativo che peggiorerà ancor di più le già stressanti condizioni 
di vita del popolo subordinato, cornuto e mazziato.

La CASTA politico finanziaria, quella degli stipendi d'oro, delle pensioni 
fulminee, delle ricchezze accumulate col sudore e la morte di tanti proletari, 
quella gelosa del proprio ultrabenessere costruito rubando terreni, inquinando 
acqua e aria...ebbene, la BORGHESIA ha deciso che per salvaguardare tutto ciò, 
per non mettere minimamente in discussione i propri profitti sempre più alti, 
noi si debba lavorare più a lungo, ricevere una pensione più bassa, accettare 
la precarietà come condizione strutturale.

La CASTA sindacale, quella intoccabile, non eletta dai lavoratori e ai quali 
MAI ha dovuto rendere conto, quella che prima o poi ottiene incarichi 
ministeriali, ha prontamente obbedito al diktat del difatto già costituito 
Partito Democratico e ha compiuto quella trasformazione definitiva che la pone 
dall'altre parte della barricata, che la rende simile a quei generali che 
comandano il macello dei propri soldati.
La metamorfosi è compiuta: se con la scelta (TFR) di gettare i lavoratori 
dipendenti nelle braccia del mercato finanziario, foriero di ingiustizie e 
iniquità abissali, essa aveva toccato il fondo, con la sottoscrizione del patto 
su welfare e pensioni del 23 luglio scorso siglato con gli ineffabili ministri 
"amici loro", ha gettato alle ortiche un secolo di storie operaie, storie 
intrise di lotta, passione, gioia, dolore e sangue.
La solidarietà sociale, l'estensione dei diritti a tutti e a tutte, la 
sicurezza del e sul lavoro, il salario imprescindibile e garante di una vita 
decente sono ormai solo accessori più o meno caritatevolmente elargiti dal 
potente e globalizzante golem della competitività e del MERCATO.

Tra pochi giorni verremo chiamati a dare un parere, un voto, con delle modalità 
che fanno tremare i polsi a tutti i sinceri democratici che credono nella 
partecipazione, sia pure per interposta persona; nelle sedi sindacali si 
respira un'aria gelida, direi siberiana, con velate minacce, boicottaggi, 
mancate comunicazioni a quei delegati che, dal fronte del NO, vorrebbero 
partecipare alle assemblee di fabbrica o azienda; assemblee già cooptate e 
indirizzate a far prevalere una scelta solo apparentemente libera, giocata in 
realtà sull'ignoranza voluta ed agita dalle segreterie, sulla becera logica 
della delega acritica introiettata dalla maggior parte dei soggetti disabituati 
a ragionare con la propria testa e pronti a leccare la mano del proprio 
aguzzino quando questo pone loro un pezzo di pane rancido.

Sicuramente passerà il SI con percentuali bulgare, la correttezza del 
referendum non è garantita da nessuno e il massiccio voto dei pensionati 
attuali, che vengono leggermente premiati da questo governo infame, farà senza 
dubbio la differenza, annichilendo la resistenza di quelle parti di sindacato 
orgogliosamente legate ad un tenace quanto minoritario senso di appartenenza di 
classe.

Personalmente non so se invitare tutti/e a recarsi l'8/9/10 ottobre prossimi 
nei fantomatici seggi allestiti presso le proprie aziende o nelle sedi 
sindacali e votare NO oppure  boicottare questa ignobile farsa come proposto 
dal sindacalismo di base; ognuno agisca come vuole, in base alla propria 
sensibilità e fede politica, sicuramente tutti/e siamo caldamente invitati a 
partecipare in prima persona alle iniziative che l'antagonismo operaio e 
precario metterranno in campo nei prossimi mesi.

ciao a tutti/e, Mau666
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