1. Ritorniamo a Genova… la storia siamo noi!
2. questo weekend @ pacì paciana
3. sentenza 11 marzo
4. c’è chi dice gods!
5. rete*bassa
1. Ritorniamo a Genova…. La storia siamo noi!
*** SAB 17 NOVEMBRE - Pullman da Bergamo ore 11 – partenza dal c.s.a.
Pacì Paciana - Per prenotazioni: 338.4312559 ***
"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un
lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha
cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver
vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia.
E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la
revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle:
coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono
diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade
di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale,
mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di
rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che
Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la
forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per
pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come
ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla
presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità
giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza
che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare
la stizzosa vendetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che
vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato
l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo
le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la
richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di
gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti
noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25
persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*,
nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre
a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra
memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in
quello che hanno rappresentato.
Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza
identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui,
oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.
Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007 LA STORIA
SIAMO NOI
2. questo weekend @ pacì paciana
"Dietro ogni passamontagna zapatista ci sono occhi attenti che scrutano
il mondo dentro e fuori il Chiapas.”
Promedios e' un'organizzazione non governativa con base a San Cristobal
de las Casas, la citta' messicana piu' vicina alle comunita' autonome
in resistenza, nate dopo la sollevazione degli indigeni del Sud-Est
messicano avvenuta nel 1994. Attraverso il suo personale, composto anche
da volontari, Promedios forma gli indigeni all'uso delle nuove
tecnologie, come il computer, la fotocamera e la videocamera digitali.
Grazie a questo impegno, iniziato nel 1998, Promedios e le comunita'
indigene in resistenza hanno prodotto oltre venti video documentari che
verranno presentati in questo tour.
Si e' pensato di invitare un membro fondatore di Promedios Messico
perche' raccontasse in modo diretto l'esperienza condotta ed aprisse,
anche nella nostra comunita', un dibattito sulla situazione dei
movimenti sociali in Messico.
"Completare il circuito della comunicazione e' per noi fondamentale il
nostro principio ispiratore e' che le comunita' arrivino a potersi
autorappresentare. Proporre alla cittadinanza i lavori realizzati e'
fondamentale per dare loro un senso".
Promedios girera' per l' Italia presentando i videodocumentari
realizzati in varie comunita' dagli stessi indigeni assieme a
videomakers indipendenti, per raccontare il loro punto di vista ed
aiutare a comprendere, in modo piu' diretto, l'attuale situazione
messicana."
appena tornata dal Chiapas dove ha supportato un progetto di educazione
in una comunita' autonoma zapatista grazie alle iniziative "ma va' a
bacia' in Chiapas" a sostegno dei progetti legati allo sviluppo di donne
nelle comunita', wendy partecipa al viaggio italiano di Promedios
organizzando tre incontri ed iniziative...
****Sabato 17 novembre**, con la partecipazione e collaborazione di
C.S.A. Paci' Paciana e Business
*@ Paci' Paciana*, Via Grumello 61/c
Dalle ore 22.00 Proeizione Video + Dibattito
A seguire concerto Punk-Rock con ****Tracciazero, Linea ed Inerdzia**
3. sul processo per i fatti dell’11 marzo 06 – riceviamo e pubblichiamo
DEVASTANO le nostre VITE E SACCHEGGIANO il nostro FUTURO
60 anni di carcere per 15 degli antifascisti arrestati l’11 marzo 2006.
Due le assoluzioni per non aver commesso il fatto, una condanna a 4 mesi
per porto d’arma impropria.
Questo il risultato del processo d’appello che si è concluso oggi a
Milano dove, in sostanziale continuità con la sentenza di primo grado,
viene confermato il reato di devastazione e saccheggio. Un chiaro
messaggio a tutti coloro che si erano illusi della possibilità, a due
anni dai fatti, di una derubricazione del capo d’imputazione.
La linea tenuta dalla magistratura conferma la volontà di colpire
duramente, attraverso l’utilizzo del concorso morale in devastazione e
saccheggio, le manifestazioni di dissenso e scontro di piazza. Così per
Genova, così per Torino, e così sarà d’ora in avanti… Un processo che ha
voluto essere fin dall’inizio un processo politico sia nella scelta dei
capi di imputazione, che nell'utilizzo indiscriminato della carcerazione
preventiva (4 mesi in galera seguiti più 3 mesi di domiciliari e altri
di obblighi di firma), e infine nelle motivazioni della sentenza di
condanna confermata dalla corte d’appello. Quell'11 marzo, a seguito
dell'autorizzazione a sfilare concessa dalle autorità cittadine ai
nazifascisti della Fiamma Tricolore scoppiarono scontri tra gli
antifascisti, scesi in piazza per impedire la vergognosa manifestazione,
e la polizia. Agli arresti e alle condanne si è associato il meccanismo
di demonizzazione attraverso i mezzi di informazione, con il consueto
atteggiamento da “sbatti il mostro in prima pagina”, cercando così
d’isolare gli imputati dal tessuto sociale che li circonda e spezzare la
solidarietà. Una solidarietà che va costruita e alimentata per
contrapporre la nostra verità a quella processuale e mediatica oggi a
Milano come a Genova, altro processo in cui l'accusa chiede condanne
esemplari (per un totale di 225 anni di carcere), sempre attraverso
l’utilizzo della devastazione e saccheggio. Le giornate del luglio 2001
sono un pezzo della nostra storia, della nostra memoria, a cui tocca
tornare se vogliamo comprendere l'evoluzione e il consolidamento dei
disegni repressivi e delle derive securitarie in atto oggi in Italia e
non solo.
Mai come nel caso di Genova il sistema calò la maschera, mostrandosi in
tutta la sua brutalità, con la violenza in divisa che culminò nella
mattanza alla scuola Diaz. Mentre gli artefici e i responsabili dei
pestaggi in piazza e delle torture nelle caserme venivano promossi di
grado, chi quei giorni era in strada per manifestare si trovava alla
sbarra a doversi difendere da accuse pesantissime. L'impunità dei
picchiatori in divisa non fu un passo verso l’avvallamento dei disegni
di una destra autoritaria che si apprestava a governare l'Italia per 5
anni, seminando paure per poi proporre soluzioni forti, consistenti
nell'aumento del controllo sociale ai danni di chi si sceglie di opporsi
a un sistema ingiusto, prepotente e autoritario. In questi sei anni
abbiamo visto cambiare radicalmente le nostre città, con una continua
esasperazione del bisogno di sicurezza cavalcato da politici e mass
media, che si è tradotto in una crescente militarizzazione del
territorio, nella continua criminalizzazione delle diverse forme di
dissenso, nell'accanimento contro le fasce più deboli e marginali della
popolazione e in un rigurgito di razzismi e autoritarismi. Una prassi
reiterata dal governo attuale, e in particolare dai rappresentanti del
Partito Democratico. E' quindi necessario costruire e organizzare la
solidarietà con i 25 compagn* imputati a Genova il 17 novembre. E’ la
nostra storia che viene messa alla sbarra e dobbiamo quindi costruire
intorno alla vicenda processuale un forte momento di risposta e di
lotta. Invitiamo tutti e tutte a riprenderci le strade di Genova per
esprimere la massima solidarietà e complicità con i 25 imputati e per
rivendicare ad alta voce il nostro rifiuto per una società che sembra
assomigliare ogni giorno di più a una prigione. Mai liberi finchè
l'ultimo sarà schiavo!
Libereribelli
4. c’è chi dice gods!
La free free press dei precari e delle precarie torna per lo sciopero
generale e generalizzato dei sindacati di base del 9novembre007
**** Fuori e Dentro a Questo Numero ****
**** articoli, commenti ed inchieste su: ****
- Il pacchetto in-sicurezza sociale;
- In difesa del Made in Italy: Pacciani, Franzoni, Bilancia;
- Come chiudere un quotidiano calcistico e lasciare i giornalisti in
panchina;
- Tutto sui maiali olimpici in Cina;
- La cospirazione solare dei precari e delle precarie;
- Si può essere contessa, modella e giornalista allo stesso tempo?
- Reportage tragicomico del 20 ottobre: "Abbattiamo il precariato";
- Ritorno a Genova. Togliamoci qualche sasso dalla scarpa;
- Professione cecchino: dibattito Placanica - Spagnoli. Terrazzo o
defender?;
La free&press precaria torna nelle strade... con un inserto speciale de
Il Sole 24 ore! Edizioni locali di Milano, Roma, Bergamo, Monza, Livorno.
City of Gods.
Parole che s/colpiscono la storia.
L'attualità è passeggera. La storia è per sempre.
Continua su IP
[http://intelligence.precaria.org]
Leggi City of Gods in versione digitale
[http://city.precaria.org]
spot video
alta definizione
http://www.youtube.com/watch?v=CCupRQ1wfcI
<mailbox://C%7C/Documents%20and%20Settings/Karletto/Dati%20applicazioni/Thunderbird/Profiles/f2wcv9tk.default/Mail/Local%20Folders-1/Inbox?number=1005828912>
bassa definizione
http://www.youtube.com/watch?v=gAnxCjMsD6w
<mailbox://C%7C/Documents%20and%20Settings/Karletto/Dati%20applicazioni/Thunderbird/Profiles/f2wcv9tk.default/Mail/Local%20Folders-1/Inbox?number=1005828912>
5. Dalla rete*bassa – un appello
salve a tutt*. forse qualcuno di voi ci conoscerà già, per gli altri una
breve presentazione: siamo Rete*Bassa, realtà esistente da circa un anno
nella Bassa bergamasca. Per informazioni più precise potete visitare il
sito www.retebassa.org <http://www.retebassa.org/>.
Fino ad ora abbiamo organizzato feste, proiezioni, mostre ed altre
iniziative in spazi temporaneamente occupati; ora, per iniziare una
presenza più continuativa sul territorio, abbiamo bisogno:
- di una stanzetta, un garage, un mezzo magazzino, uno spazio qualsiasi
insomma in cui aprire una sede fissa e semiufficlale, preferibilmente a
Treviglio oppure in un paese limitrofo;
- di un cascinale anche mediamente diroccato, un capannone vuoto, una
rimessa per gli attrezzi in disuso, un posto qualsiasi in campagna nella
Bassa in cui organizzare concerti ed eventi più rumorosi e meno
presentabili.
il problema: non siamo un'associazione ma solo un gruppo informale , ci
autofinanziamo con bar a prezzi pop durante le nostre serate. non
possiamo quindi permetterci un affitto a prezzi di mercato.
per questo motivo chiediamo a chiunque abbia uno spazio non utilizzato
(e che non prevede di utilizzare a breve) di contattarci:
[EMAIL PROTECTED] <mailto:[EMAIL PROTECTED]>
_______________________________________________
*** C.S.A. Pacì Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
* tel/fax ++39-035-4373217
* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione è paura e complicità
/ Contro la rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura
imparare il coraggio / Cospirare vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'è solo una parola degna e una azione conseguente di
fronte a questa guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' però.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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per informazioni [EMAIL PROTECTED]
In questa mailing list ogni iscritto può far circolare tutte le notizie che
ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano
ma ci si affida alla responsabilità individuale.
Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realtà del
Forum e per altre ancora...
Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla
mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf
oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED]
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