-------- Messaggio Originale --------
Oggetto: [red_link] Fw: [No Dal Molin] 15 dicembre: se non ora, quando?
Data: Thu, 29 Nov 2007 00:06:31 +0100
Da: Paolo C. <[EMAIL PROTECTED]>
Rispondi-A: [EMAIL PROTECTED]
A: <"Undisclosed-Recipient:;"@vilipendio.investici.org>
----- Original Message -----
*From:* No Dal Molin <mailto:[EMAIL PROTECTED]>
*To:* Nazionale no dal molin <mailto:[EMAIL PROTECTED]>
*Sent:* Wednesday, November 28, 2007 4:23 PM
*Subject:* [No Dal Molin] 15 dicembre: se non ora, quando?
VERSO IL 15 DICEMBRE
LETTERA APERTA: SE NON ORA, QUANDO?
Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più
grande potenza militare mondiale di mettere casa nel nostro cortile. E
vero, siamo anche un pò testardi; ce lo hanno detto in tutte le salse:
«cari vicentini, mettetevela via, gli interessi della guerra saranno più
forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto, chi avrebbe
montato un Festival-campeggio di 10 giorni?
Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro
Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio assordante, fatto di
quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in
concomitanza con il grande corteo del 17 febbraio, ora non hanno più
nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e
determinazione. Un movimento che si esprime tra e con la gente di
Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni continue: abbiamo
tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la
Basilica Palladiana, piantato 150 alberi allinterno del Dal Molin;
abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche
iniziate un mese fa necessarie per iniziare la costruzione
dellinstallazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a
Firenze per boicottare lABC azienda incaricata delle bonifiche e
proseguire la campagna dei blocchi.
Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad essere
una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti dItalia, la solidarietà
e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono per la lotta
vicentina.
Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati
contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria
promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa
dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari e
chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali.
Questo, ad oggi, non è avvenuto: abbiamo già visto il Governo promettere
di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: cè qualcuno che vuol
seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare subito in Parlamento la
moratoria, infatti, significa comportarsi nello stesso modo del
Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso di voler considerare la
vicenda alla luce della volontà della comunità locale, dichiarò
dallestero di non opporsi alle richieste statunitensi svendendo la
nostra città.
Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il
movimento che vuol battersi contro la guerra e la militarizzazione del
territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove pratiche
di democrazia; ma Vicenza, da sola, è insufficiente a sostenere questa
lotta che, pure, accomuna gran parte della popolazione locale: Vicenza è
solo un villaggio nella grande comunità che crede in un altro mondo
possibile. Abbiamo bisogno, ancora una volta, della vostra condivisione,
della vostra partecipazione, della vostra solidarietà.
Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto,
contaminazione, approfondimento; vogliamo allargare i nostri orizzonti,
conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma vogliamo, anche,
dimostrare che la vicenda del Dal Molin è ancora aperta: per questo il
15 dicembre un grande corteo attraverserà le strade della nostra città.
Abbiamo sempre detto che se si sogna da soli è solo un sogno, se si
sogna insieme è la realtà che comincia: vi chiediamo di condividere il
nostro sogno, ancora una volta, perché una terra senza basi di guerra
possa diventare realtà.
Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo sicuri
che risponderete in tanti. Perché Vicenza vive già al di fuori dei suoi
confini.
Presidio Permanente, Vicenza 27 novembre 2007
Per leggere lappello della tre giorni europea: www.nodalmolin.it
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Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa a Vicenza
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