RESCONTO iniziativa all'Università di Roma La Sapienza, al cantiere
presso la facoltà di Scienze Politiche, organizzata dal
COMITATO 5 APRILE - RETE NAZIONALE SICUREZZA E
SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO il 28 Dicembre 2010
Circa 40 compagni e compagne hanno partecipato a questa
iniziativa, tra le 17 e le 18.30, è stato fatto un breve sopralluogo
per rendersi conto della situazione. Il cantiere è chiuso e sotto
sequestro giudiziario, come è prassi in caso di incidenti mortali.
E' stato distribuito il comnunicato qui inserito sotto, affisso anche
in un cartellone all'esterno del cantiere vicino alla facoltà di Scienze
Politiche. Si è deciso di fare un esposto agli organismi ispettivi del lavoro
 alla ASL territorialmente competente e alla Procura della Repubblica, in 
base ai rilievi e alle prime indicazioni raccolte oggi. Per l'iniziativa 
pubblica del
22 gennaio, ad un mese dalla morte di Mohammed Bannour, l'operaio della
ditta sub-applatatrice che ha perso la vita il 22 dicembre, sarà fatta una 
riunione
organizzativa il 10 gennaio, con il coinvolgimento delle varie situazioni 
studentesche,
non solo dell'ateneo de La Sapuenza, ma estendendo l'invito anche alle 
situazioni
di Tor Vergata e Roma 3, ai Giuristi Democratici, al Comitato Immigrati di Roma,
presente oggi con una delegazione, alla rete nazionale per la salute e 
sicurezza - comitato
5 aprile e alle varie associazioni che la compongono, al coordinamento 
autoconvocati-e
di Roma e alle altre strutture che siano disponibili a mettere in piedi questo 
percorso.
Il primo obiettivo è stato raggiunto, quello di mettere in  relqazione 
situazioni che a vario
titolo hanno interesse a non far archiviare la procedura, a far individuare i 
reali responsabili
e a sviluppare ancora di più la rete autorganizzata, anche con l'intreccio tra 
le lotte
dei migranti contro la Bossi Fini, il pacchetto sicurezza con le mobilitazioni 
contro il
collegato lavoro, l'applicazione piena del decreto legislativo 81 del 2008 e il 
contrasto
alla precarietà lavorativa, formativa e di vita. 
MOHAMMED NON SARA' DIMENTICATO.
 Segue il testo del volantino e comunicato di oggi. trasmette Comitato 5 aprile
di Roma - rete nazionale salute e sicurezza sui luoghi di lavoro


COMITATO "5 APRILE" – Roma aderente alla RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL 
LAVORO e mail nazionale [email protected]
e mail per info comitato "5 aprile" [email protected]

22 dicembre 2010: un altro morto nei cantieri…un operaio immigrato ucciso 
nell’edilizia…questa volta nell’Università più popolosa d’Italia e d’Europa, 
"La Sapienza" di Roma nel cantiere vicino a Scienze Politiche.

Un trafiletto in cronaca, una notizia veloce nei flash di agenzia o sui 
telegiornali, una informazione che passa tra "veline", "bunga bunga", "la crisi 
di governo", "il mercato in Parlamento", "il Milan primo in classifica" e ora 
"…i consigli per gli acquisti…"
Questo è il destino che tocca di solito a coloro che perdono la vita e vedono 
stroncati di colpo affetti, aspettative, difficoltà, nei luoghi di lavoro, 
specie nell’edilizia e se si tratta di immigrati…il rischio aumenta, meno 
sicurezza, meno costi, lavoro "al nero"…
Ci vuole la "strage sul lavoro", come per la ThyssenKrupp, la Umbria Olii, i 
tanti morti (troppi, anche se le statistiche ci dicono cinicamente che sono "in 
diminuzione" rispetto agli anni scorsi, come gli infortuni denunciati sul 
lavoro non quelli realmente avvenuti, mentre "aumentano" guarda caso malattie e 
patologie contratte sul lavoro) che hanno insanguinato l’Italia, per avere la 
notizia sulle prime pagine dei giornali, per avere l’attenzione dei mezzi di 
comunicazione di massa, gli approfondimenti delle reti televisive…poi i 
processi, lunghi anni per cercare di avere GIUSTIZIA E VERITA’ E DEI 
RESPONSABILI CHE PAGHINO PER LE MORTI SUL LAVORO, LE FAMIGLIE SPEZZATE, LE 
ASPETTATIVE DI UN FUTURO MIGLIORE RIDOTTE IN BRICIOLE…Tutto in nome del 
PROFITTO, del RISPARMIO SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO (la SICUREZZA E’ 
CONSIDERATA "UN COSTO", quindi se si può evitare…), SULLA PELLE E LA SALUTE DI 
CHI LAVORA E CHE, A PRESCINDERE DALLA NAZIONALITA’, CONTRIBUISCE ALLA RICCHEZZA 
SOCIALE DI QUESTO E DI TANTI PAESI "SVILUPPATI"… 
E’ avvenuto il 22 Dicembre 2010 nel cantiere all’Università La Sapienza nei 
pressi di Scienze Politiche, MOHAMMED BANNOUR, 35 ANNI, TUNISINO, moglie e tre 
figli, schiacciato contro un muro dal ribaltamento di un macchinario durante i 
lavori, muore sul colpo…"perché bisogna fare presto, finire i lavori del 
cantiere, perché se non ti sbrighi non ti pagano, i ritmi spesso diventano 
eccessivi e poi…chissà se ti fanno un contratto per il prossimo lavoro, finito 
questo…" 
Il 22 dicembre, erano in corso le manifestazioni studentesche contro la 
"Riforma Gelmini", sostenuti da una gran massa di persone che hanno intuito se 
non compreso che se si tocca l’istruzione pubblica, la ricerca e la formazione 
della futura classe lavoratrice, non "i dirigenti" ma i futuri NUOVI PRECARI 
USA E GETTA, anche se LAUREATI O SPECIALIZZATI, NON C’E FUTURO MIGLIORE MA SOLO 
SFRUTTAMENTO A BASSO COSTO, TEMPORANEO, PRECARIO, MA DI BUONA "QUALITA"…Il 
corteo viene a conoscenza della morte dell’operaio, slogan da parte dei 
manifestanti sulla via Prenestina, quando tornano all’Università, assemblea 
spontanea di fronte al cantiere, fiori, un caschetto giallo "…dispositivo di 
prevenzione individuale…" obbligatorio nei cantieri, appeso accanto al cartello 
"…vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori"…la PROMESSA CHE NON SI 
DIMENTICHERA’, LA "FORZA LAVORO IN FORMAZIONE", studenti e studentesse in lotta 
hanno capito, non solo noi "addetti ai lavori". SIAMO QUI OGGI, PER AVERE 
VERITA’ E GIUSTIZIA, CI SAREMO IL 22 GENNAIO 2011 CON STUDENTI E STUDENTESSE, A 
UN MESE DALLA MORTE DI MOHAMMED, PERCHE’ NON SI DIMENTICHI E NON TORNI TUTTO 
COME PRIMA...
Comitato "5 Aprile" di Roma – Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro

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