bruto con una t, non brutto ;)

Il 27/04/2017 23:52, Filippo Meloni ha scritto:
Non riesco a capire cosa intenda con soluzioni brutte. È normale prassi utilizzare lo standard /dev/** nella configurazione di grub e fstab. Inoltre usando i device hai anche meno problemi con il BIOS è il disco di first boot.

È molto più brutto modificare l'uuid di un disco ogni volta, soprattutto se si tratta di procedure automatiche.



On 27 Apr 2017 7:32 pm, "Giancarlo Dessì" <[email protected] <mailto:[email protected]>> wrote:

    Ma si tratta di soluzioni brute che accantonano il problema e
    possono generare il conflitto nei casi non previsti. Ad esempio,
    GRUB configurato dalla slackware non incontra problemi, il fstab
    della slackware l'avevo già impostato per riferire allo standard
    /dev/sdx, ma avevo dimenticato di adattare il fstab di Ubuntu. E
    infatti ubuntu mi montava entrambe le partizioni sullo stesso
    punto di mount! Peraltro mi risulta che l'UUID è tenuto in
    particolare considerazione in ambiente Windows. Non è il mio caso
    dato che non ho sistemi Windows installati (alleluja, ho da un po'
    tagliato definitivamente il cordone ombelicale) però non credo che
    sia cosa buona e giusta mantenere due partizioni con UUID e
    etichette di volume uguali nella stessa macchina se ospita anche
    un sistema Windows.

    Comunque, Roberto Metere mi ha dato l'imbeccata giusta, dopo i
    vari aggiustamenti penso di essere riuscito a superare il
    problema, devo solo fare il test finale. Il primo si è interrotto
    a causa di un errore di sintassi nello script al momento di fare
    e2fsck.


    Il 27/04/2017 17:59, Filippo Meloni ha scritto:
    Puoi ovviare al cambio di UUID configurando GRUB in modo che
    utilizzi il device /dev/sd* invece che l'UUID e configurando
    fstab nello stesso modo, evitando gli UUID

    Il giorno 27 aprile 2017 10:12, Giancarlo Dessì <[email protected]
    <mailto:[email protected]>> ha scritto:

        Ciao lista,

        dopo anni e anni di rischi di perdita dei dati, pur
        disponendo dei dischi di riserva, mi sono finalmente deciso a
        predisporre un sistema di backup. Il disco master ha tre
        partizioni primarie (per ubuntu, slackware e swap) e 5
        partizioni logiche per i dati, di cui due usate per tenere
        separate le directory /var/lib e /var/www della slackware,
        allo scopo di mantenere i database MySQL e il sito web in
        caso di reinstallazione. Il disco di riserva ha un
        partizionamento uguale.

        Il backup è impostato con una serie di script bash, uno per
        ciascuna partizione, ad eccezione della swap, che possono
        essere eseguiti all'occorrenza in modo indipendente oppure
        richiamati in concatenazione da uno script genitore.
        Quest'ultimo è avviato da cron ogni lunedì alle 7.15: a
        quell'ora esco per andare al lavoro, perciò lascio il
        computer acceso per eseguire i job, al termine dei quali si
        avvia lo shutdown. Il tutto gira sulla slackware. Per ogni
        script la sequenza di operazioni è la seguente: mount della
        partizione del disco di riserva (1) registrazione dell'avvio
        su un file di log (2) esecuzione del backup (3) registrazione
        del completamento sul file di log (4) smontaggio della
        partizione di backup.

        Ogni script usa rsync per fare la copia completa di ciascuna
        partizione ad eccezione di quello relativo alla partizione
        della slackware (su /dev/sda2). Quando è avviata la slackware
        le altre partizioni sono montate e quindi rsync lavorerebbe
        anche sulle partizioni montate, con conseguente saturazione
        della partizione di backup su /dev/sdb2. Per evitare una
        concatenazione di comandi rsync per ciascuna directory della
        radice della slackware ho perciò pensato di fare il backup a
        basso livello con dd if=/dev/sda2 of=/dev/sdb2. Peraltro
        credo che sia una soluzione migliore nel caso dovessi
        avviare, all'occorrenza, il sistema dal disco sdb: basterebbe
        invertire i cavi e ritoccare alcuni collegamenti simbolici da
        una live.

        Dopo varie prove per correggere gli errori, alla fine il
        tutto funziona, sia manualmente sia con il cron. Tranne un
        piccolo dettaglio. Facendo un sistema di backup analogo nel
        computer di mia moglie, in cui gira di default la Ubuntu, ho
        notato che l'esecuzione del backup con dd cambia anche lìUUID
        della partizione immagine (/dev/sdb1) assegnandogli lo stesso
        UUID della partizione master (/dev/sda1). Nel mio pc non me
        ne ero accorto perché monto le partizioni identificandole con
        il tradizionale /dev/sdX invece dell'UUID. Con blkid ho però
        verificato che la partizione di backup della slackware ha lo
        stesso UUID della partizione master.

        La cosa mi urta perché non vorrei che un giorno saltasse
        fuori qualche conflitto a causa di qualche applicazione che
        pasticcia con due partizioni che hanno lo stesso
        identificatore. Apparentemente sembra che il sistema non ne
        risenta, anche perché le partizioni di sdb sono normalmente
        smontate e lo stesso GRUB, pur usando l'UUID, carica
        regolarmente il kernel dal disco sda, ma non mi fido. A
        questo punto la sola alternativa che mi viene in mente è
        quella di fare il backup con una serie di comandi rsync
        concatenati per ciascuna directory, escludendo i punti di
        mount delle altre partizioni, ma vorrei una soluzione più
        semplice. Mi vengono in mente due opzioni (ammesso che siano
        possibili):

        1) eseguire dd evitando che modifichi l'UUID della partizione
        di backup

        2) eseguire in automatico una sovrascrittura dell'UUID subito
        dopo l'esecuzione di dd riassegnandogli quello precedente

        Non so se sia possibile farlo o se esistono altre strade
        possibili, perciò ben venga qualsiasi suggerimento.

        Ringrazio per l'attenzione, ciao.

        PS: visto che mi sto facendo un'esperienza in proposito,
        potrebbe essere utile per farne un talk per il prossimo linux
        day?

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