Finché le divergenze sono costruttive ben vengano

On 28 Apr 2017 8:25 pm, "Giancarlo Dessì" <[email protected]> wrote:

> A prescindere dalle divergenze di opinione, quello del sovraccarico
> dell'hardisk con l'uso di dd è un aspetto da tenere in debita
> considerazione, mi hai convinto! A questo punto, avendo l'immagine, meglio
> usare rsync.
>
> Il 28/04/2017 20:06, Filippo Meloni ha scritto:
>
> Se sei di questa idea e pensi che per te sia la più azzeccata, in base
> alle tue esigenze, no problem.
>
> Io rimango della mia idea perché sono anni che la metto in pratica e io
> per lavoro, al contrario tuo non potrei permettermi il fermo di una
> macchina per ripristinare un backup avviando live ecc....
>
> Inoltre, l'uso di dd per effettuare dei backup mi sembra alquanto esoso, a
> livello di tempo,  prestazioni e a livello HW, Il disco  sarà abbastanza
> stressato con conseguente riduzione della vita del HDD.
>
> Io uso dd per fare il primo clone, per preparare l'ambiente, dopodiché
> decido se utilizzare i /dev/* e fregarmene altamente degli UUID, oppure una
> volta fatto il clone, cambiiare gli UUID delle partizioni clonate, ma
> questo lo faccio solo la prima volta, configuro opportunamente fstab del
> disco clonato,  e infine utilizzo rsync a vita, semplicemente​ escludendo
> alcuni file che non devono essere modificati. Come ad esempio appunto fstab.
>
> In questo modo da qualsiasi disco  tento di fare il boot,  il sistema
> parte tranquillamente.
>
> Detto ciò, tralascio la lezione sulla differenza tra bruto e brutto,
> grazie della spiegazione ma la mia era una battuta.
>
> Buon dd  ;)
>
> On 28 Apr 2017 9:16 am, "Giancarlo Dessì" <[email protected]> wrote:
>
>> In merito al primo rilievo ("non mi è chiara l'utilità di ricambiare ...")
>>
>> Alcuni motivi li puoi ad esempio estrapolare da quanto scritto qui:
>> https://wiki.debian.org/it/Part-UUID (al paragrafo Panoramica UUID,
>> etichette, fstab). In sostanza siamo in una fase di transizione in cui
>> coesistono diversi standard e allo stato attuale , ma la tendenza è che il
>> software a basso livello userà in un prossimo futuro la denominazione
>> persistente (gli UUID, per intenderci). Come avevo detto in precedenza, i
>> sistemi Linux non danno attualmente problemi in proposito, ma altre
>> piattaforme, come Windows e Oracle, sono già più orientate verso la
>> denominazione persistente. È chiaro che se questa tendenza andrà avanti,
>> quelli che attualmente sono problemini accidentali, in un prossimo futuro
>> saranno sempre più frequenti qualora si trovino device con lo stesso UUID,
>> sia a livello di macchina sia a livello di rete. Conflitti che possono
>> essere generati sia dal software a basso livello sia dall'errore umano.
>> Questa è la ragione per cui preferisco evitare situazioni che possono
>> generare errori accidentali. Finché si tratta di prevenire o correggere
>> errori o conflitti nella configurazione di GRUB o fstab poco male, più
>> difficile se non impossibile, almeno per me, è invece prevedere, capire e
>> aggirare il comportamento del software a basso livello (kernel, controller,
>> protocolli, ecc.) di fronte ad una possibile situazione di ambiguità.
>>
>> Ergo, perché farsi male? Se un software mi assegna lo stesso UUID a due
>> device e ho la possibilità di correggere l'ambiguità preferisco farlo
>> piuttosto che lasciare una possibile causa di conflitto.
>>
>> In merito al secondo punto ("se ti serve invertire i dischi come hai
>> detto e il tutto è configurato usando gli uuid ...")
>>
>> Probabilmente ti è sfuggito un passo che avevo scritto. È chiaro che se
>> dovessi fare l'eventuale inversione dei dischi, metterei mano alla
>> configurazione di base. GRUB non avvierebbe il sistema, ma non è un
>> problema: farei il primo avvio da un disco di installazione o da una live,
>> ritoccherei manualmente il grub.cfg, fstab e qualche link simbolico per
>> rendere provvisoriamente operativo il disco di riserva. Il tutto è
>> finalizzato al recupero di una serie di configurazioni impostate nei file
>> delle partizioni di sistema (in gran parte in /etc, in /usr/share e in
>> /usr/local). Recuperati questi file e accantonati in una delle partizioni
>> dei dati, a questo punto procederei ad una reinstallazione: meglio avere un
>> sistema reinstallato e riconfigurato in pochi passaggi che avere a che fare
>> con un sistema riciclato in cui rischi di passare mesi a risolvere
>> problemini che saltano fuori di tanto in tanto. Certo, l'uso del RAID mi
>> eviterebbe tutto questo, ma dal momento che ho parecchi limiti e di RAID
>> non ne capisco un tubo, ricorro ad una strategia di backup e restore più
>> grezza ma nella quale posso muovermi con cognizione.
>>
>> Spero di essere stato chiaro, non vorrei scrivere noiosi papiri :-D
>>
>> In merito al malinteso brutto/bruto, i due aggettivi hanno significati
>> completamente diversi. Non avrei mai usato l'aggettivo "brutto" per
>> etichettare un suggerimento, a cui va comunque tutto il mio rispetto! L'ho
>> etichettato come "bruto" perché la soluzione contempla l'accantonamento di
>> un possibile problema sulla base del fatto che apparentemente il problema
>> non si pone. Nei limiti del possibile preferisco prevenire alla radice
>> l'eventualità di un conflitto, anche se questa non dovesse mai verificarsi.
>>
>> Il 28/04/2017 00:12, Filippo Meloni ha scritto:
>>
>> Scusa mi è partita l'emI prima...Non mi è chiara comunque l'utilità di
>> "ricambiare" l'uuid del disco di backup, parlo in caso di recovery.
>> Se tu cambi l'uuid al disco di backup, il giorno che ti serve invertire i
>> dischi come hai detto, e il tutto è configurato usando gli uuid, grub ed
>> fstab in questo caso, cosa fai? Se grub ed fstab cercano l'uuid del vecchio
>> disco master ma il disco di backup ha un uuid diverso perché l'hai
>> modificato?
>>
>>
>> On 27 Apr 2017 7:32 pm, "Giancarlo Dessì" <[email protected]> wrote:
>>
>>> Ma si tratta di soluzioni brute che accantonano il problema e possono
>>> generare il conflitto nei casi non previsti. Ad esempio, GRUB configurato
>>> dalla slackware non incontra problemi, il fstab della slackware l'avevo già
>>> impostato per riferire allo standard /dev/sdx, ma avevo dimenticato di
>>> adattare il fstab di Ubuntu. E infatti ubuntu mi montava entrambe le
>>> partizioni sullo stesso punto di mount! Peraltro mi risulta che l'UUID è
>>> tenuto in particolare considerazione in ambiente Windows. Non è il mio caso
>>> dato che non ho sistemi Windows installati (alleluja, ho da un po' tagliato
>>> definitivamente il cordone ombelicale) però non credo che sia cosa buona e
>>> giusta mantenere due partizioni con UUID e etichette di volume uguali nella
>>> stessa macchina se ospita anche un sistema Windows.
>>>
>>> Comunque, Roberto Metere mi ha dato l'imbeccata giusta, dopo i vari
>>> aggiustamenti penso di essere riuscito a superare il problema, devo solo
>>> fare il test finale. Il primo si è interrotto a causa di un errore di
>>> sintassi nello script al momento di fare e2fsck.
>>>
>>> Il 27/04/2017 17:59, Filippo Meloni ha scritto:
>>>
>>> Puoi ovviare al cambio di UUID configurando GRUB in modo che utilizzi il
>>> device /dev/sd* invece che l'UUID e configurando fstab nello stesso modo,
>>> evitando gli UUID
>>>
>>> Il giorno 27 aprile 2017 10:12, Giancarlo Dessì <[email protected]> ha
>>> scritto:
>>>
>>>> Ciao lista,
>>>>
>>>> dopo anni e anni di rischi di perdita dei dati, pur disponendo dei
>>>> dischi di riserva, mi sono finalmente deciso a predisporre un sistema di
>>>> backup. Il disco master ha tre partizioni primarie (per ubuntu, slackware e
>>>> swap) e 5 partizioni logiche per i dati, di cui due usate per tenere
>>>> separate le directory /var/lib e /var/www della slackware, allo scopo di
>>>> mantenere i database MySQL e il sito web in caso di reinstallazione. Il
>>>> disco di riserva ha un partizionamento uguale.
>>>>
>>>> Il backup è impostato con una serie di script bash, uno per ciascuna
>>>> partizione, ad eccezione della swap, che possono essere eseguiti
>>>> all'occorrenza in modo indipendente oppure richiamati in concatenazione da
>>>> uno script genitore. Quest'ultimo è avviato da cron ogni lunedì alle 7.15:
>>>> a quell'ora esco per andare al lavoro, perciò lascio il computer acceso per
>>>> eseguire i job, al termine dei quali si avvia lo shutdown. Il tutto gira
>>>> sulla slackware. Per ogni script la sequenza di operazioni è la seguente:
>>>> mount della partizione del disco di riserva (1) registrazione dell'avvio su
>>>> un file di log (2) esecuzione del backup (3) registrazione del
>>>> completamento sul file di log (4) smontaggio della partizione di backup.
>>>>
>>>> Ogni script usa rsync per fare la copia completa di ciascuna partizione
>>>> ad eccezione di quello relativo alla partizione della slackware (su
>>>> /dev/sda2). Quando è avviata la slackware le altre partizioni sono montate
>>>> e quindi rsync lavorerebbe anche sulle partizioni montate, con conseguente
>>>> saturazione della partizione di backup su /dev/sdb2. Per evitare una
>>>> concatenazione di comandi rsync per ciascuna directory della radice della
>>>> slackware ho perciò pensato di fare il backup a basso livello con dd
>>>> if=/dev/sda2 of=/dev/sdb2. Peraltro credo che sia una soluzione migliore
>>>> nel caso dovessi avviare, all'occorrenza, il sistema dal disco sdb:
>>>> basterebbe invertire i cavi e ritoccare alcuni collegamenti simbolici da
>>>> una live.
>>>>
>>>> Dopo varie prove per correggere gli errori, alla fine il tutto
>>>> funziona, sia manualmente sia con il cron. Tranne un piccolo dettaglio.
>>>> Facendo un sistema di backup analogo nel computer di mia moglie, in cui
>>>> gira di default la Ubuntu, ho notato che l'esecuzione del backup con dd
>>>> cambia anche lìUUID della partizione immagine (/dev/sdb1) assegnandogli lo
>>>> stesso UUID della partizione master (/dev/sda1). Nel mio pc non me ne ero
>>>> accorto perché monto le partizioni identificandole con il tradizionale
>>>> /dev/sdX invece dell'UUID. Con blkid ho però verificato che la partizione
>>>> di backup della slackware ha lo stesso UUID della partizione master.
>>>>
>>>> La cosa mi urta perché non vorrei che un giorno saltasse fuori qualche
>>>> conflitto a causa di qualche applicazione che pasticcia con due partizioni
>>>> che hanno lo stesso identificatore. Apparentemente sembra che il sistema
>>>> non ne risenta, anche perché le partizioni di sdb sono normalmente smontate
>>>> e lo stesso GRUB, pur usando l'UUID, carica regolarmente il kernel dal
>>>> disco sda, ma non mi fido. A questo punto la sola alternativa che mi viene
>>>> in mente è quella di fare il backup con una serie di comandi rsync
>>>> concatenati per ciascuna directory, escludendo i punti di mount delle altre
>>>> partizioni, ma vorrei una soluzione più semplice. Mi vengono in mente due
>>>> opzioni (ammesso che siano possibili):
>>>>
>>>> 1) eseguire dd evitando che modifichi l'UUID della partizione di backup
>>>>
>>>> 2) eseguire in automatico una sovrascrittura dell'UUID subito dopo
>>>> l'esecuzione di dd riassegnandogli quello precedente
>>>>
>>>> Non so se sia possibile farlo o se esistono altre strade possibili,
>>>> perciò ben venga qualsiasi suggerimento.
>>>>
>>>> Ringrazio per l'attenzione, ciao.
>>>>
>>>> PS: visto che mi sto facendo un'esperienza in proposito, potrebbe
>>>> essere utile per farne un talk per il prossimo linux day?
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