ciao, posso girare questa bellissima risposta su un'altra
mailing list (copyleft)??? :)

grazie,

Luca

pwd9148 wrote:
> 
> Per risparmiare si e' scelto l'INFM, non l'INFN o altro, nonostante l'INFM
> fosse l'ultimo arrivato (1994), nato sotto la stella del brevetto, del
> transfer tecnologico, delle "partnership" e dei "network". Scelta
> apparentemente contraddittoria, se fatta da un governo liberista guidato da
> un imprenditore. L'INFN, ad esempio, e' dedicato alla fisica delle
> particelle. Al Berlusca interessano piu' i quark dei brevetti? A guardarla
> dal di fuori, e' una politica piu' simile a quella di Breznev che a quella di
> Bush.
> Ma l'INFN e' il principale finanziatore del CERN.  E' piu' vecchio, e nato in
> tempi in cui il precariato era meno diffuso. L'INFM, invece, e' l'ente con il
> maggior numero di precari. Risparmiare i loro salari non e' difficile: basta
> non rinnovare le borse di studio, che durano al max 2 anni. Non si rischia,
> almeno sulla carta, una Termini Imerese della ricerca.
> Dunque, la scelta dell'INFM e' tutta politica, basata sulla debolezza della
> forza-lavoro che sta di fronte al governo. Tanto e' vero che il governo
> Berlusconi, mentre con una mano misura le universita' con i brevetti
> depositati, con l'altra chiude l'ente creato appositamente per depositare
> brevetti, in cui le segretarie telefonano ai ricercatori per invitarli a
> depositare brevetti, in cui si finanziano gli spin-off, tecnologia che
> dall'universita' si affacci sul mercato.
> Quindi non si sta discutendo se la ricerca deve essere pubblica o al servizio
> del mercato, come dicono certi professori. C'e' un attacco ai ricercatori
> precari perche' sono, tra i soggetti finiti tra le grinfie di Tremonti, la
> parte piu' debole.
> La risposta venuta finora dall'universita' e' stata corporativa (dai rettori
> ai precari insieme) in favore della ricerca-fonte di benessere. Puo' servire
> a bloccare ora la riforma, in prospettiva non so.
> A questo punto, rilancio la provocazione che feci ai tempi novembrini della
> riforma moratti: un fronte fatto da ricercatori precari sindacalizzati (SNUR
> & Cobas non vorrebbero uscire dall'ombra?) e non, studenti, gli spezzoni di
> movimento contro i brevetti biotech e informatici (dalla lotta contro i
> farmaci brevettati al Free Software) e professori di sinistra (a quel punto,
> vorrei proprio vederli).
> Come scrissi all'epoca e dissi al FSE (mal ricevuto dalla maggioranza della
> CGIL presente) invece di chiedere la difesa della ricerca pubblica (visto che
> Berlusconi chiude proprio l'ente al servizio delle imprese), chiediamo una
> nuova ricerca pubblica: senza copyright, senza precarieta' e al servizio
> degli studenti.
> Ciao
> 
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