rispetto alla email del Presidente, tra le altre cose, mi urge precisare due punti: 1)La trasmissione settimanale su radio radicale inerente ai referendum regionali non è stata condotta solo dal sottoscritto, ma anche da Bacaro, Massari e Sabatinelli. 2)Durante la campagna elettorale il sottoscritto è "mancato" solo ad una riunione del martedì per cause televisive. Saluti
> Per l'audiovideo della riunione dobbiamo aspettare ancora un po'. > Ragionevolmente Venerdì sera sarà on line. Qui di seguito la parte scritta > del mio intervento di ieri. > > > Care a cari, > > > un'analisi spietata delle nostre ultime vicende non deve far pensare che > chi > la fa sia portatore di critiche alle dirigenze politiche attuali e > precedenti, ma deve essere presa come un tentativo di discussione > costruttiva per evitare gli stessi errori in futuro o, magari, persistere > nelle cose messe qui in discussione se queste saranno ritenute ininfluenti > o > giudicate invece diversamente da come qui lo sono. > > > L'ordine cronologico che adotterò non è ordine di qualità o gravità delle > cose che dirò; quindi prendetelo per come è: un ordine, appunto, > cronologico. > > > A mio parare il comitato Nathan, così come era stato ideato nella mozione > generale di Demetrio, ha avuto il merito di porre il problema della > chiamata > a raccolta delle individualità politiche che avrebbero potuto prendere le > redini di una riscossa democratica qui a Roma. Questa chiamata a raccolta > è > effettivamente partita ma i suoi modi non sono stati discussi a > sufficienza. > La mia critica (che allora era solo una perplessità) si riferisce al fatto > di avere scelto, nelle sue riunioni iniziali, la modalità dell'invito su > lista chiusa. Inoltre, a queste prime riunioni del nascente comitato > Nathan, > ci sono state evidenti esclusioni nell'area radicale che poi hanno > comportato inevitabilmente l'etichetta Radicaliroma sui referendum e il > conseguente disinteresse del resto della galassia radicale. Questa è > chiaro > che non si sia sentita coinvolta nella sua totalità. Un esempio è stata la > scelta dei temi, anche se l'attenuante dei tempi (stretti, troppo stretti) > non è di poco conto. Avere escluso dai temi il registro dei testamenti > biologici e l'anagrafe pubblica degli eletti, cosa dettata da legittime e > da > me condivise ragioni politiche, è stato forse controproducente. D'altra > parte le stesse critiche potevano essere rivolte anche ad alcuni degli 8 > referendum poi effettivamente scelti. Ricordo a riguardo una critica di > Josè > lasciata passare senza colpo patire. > > > Un'altra critica alla gestione della campagna referendaria riguarda i > referenti provinciali laziali di Radicali Italiani. Essi avrebbero dovuto > essere coinvolti e responsabilizzati con più forza. Quando lo sono stati, > abbiamo apprezzato come Maughelli, Palluzzi e Giordani si sono mossi sulla > raccolta delle firme a Latina e a Rieti. Anche l'interlocuzione con > Segneri > a Frosinone avrebbe certamente giovato. > > > La nostra capacità di interlocuzione politica interna non è stata quindi > all'altezza. Essa ha tuttavia prodotto dei risultati importanti. Iervolino > ha potuto avere la possibilità di condurre ogni settimana una trasmissione > su Radio Radicale, che gli ha consentito di farsi conoscere e di > proiettarsi > come politico nazionale. Inoltre, non solo in molti notiziari su Radio > Radicale ma anche durante i referendum days abbiamo avuto delle coperture > da > parte dei dirigenti nazionali apprezzabili. Durante il gay pride poi, la > partecipazione di Pannella al tavolo finale di raccolta firme è stata > anch'essa significativa. > > > Questo all'interno della galassia radicale, ma la nostra capacità di > interlocuzione politica esterna è stata altrettanto scadente, seppure in > alcuni casi incisiva. Non che non ci abbiamo provato ma i risultati sono > sotto gli occhi di tutti. I Repubblicani non si sono fatti vedere > nonostante > fossero all'interno del comitato Nathan. I Verdi e i Grillini, pasdaran a > parole della raccolta differenziata e dei vincoli paesistici, non hanno > fatto nulla. I comunisti favorevoli a tutto, anche loro niente hanno > fatto. > E non sto parlando di militanti ai tavoli (cosa che sarebbe stata comunque > inutile chiedere), ma di appoggio politico in quanto tale, che ne so: > articoli sui loro giornali di partito, interventi alle loro feste, > dibattiti > sui temi referendari, email e lettere ai loro indirizzari, soldi. Niente > di > niente. > > > Probabilmente (molto probabilmente) non aver coinvolto le persone e i > gruppi > di persone sulla scelta dei temi referendari, ha tenuto fuori le persone e > i > gruppi di persone dai referendum. > > > Se si esclude il successo sulla legge attuativa dei referendum propositivi > (successo certo non di poco conto), non siamo riusciti a smuovere nulla. > Dobbiamo poi capire se tale successo risulta essere o no limitato > temporalmente, per poi eventualmente sfruttarlo o meno nel futuro. > > > Di buono c'è stato sicuramente l'approfondimento sui temi e la rete di > collegamenti che hanno fatto sì che poi Emma Bonino e Marco Pannella > scegliessero il Lazio (e non la Lombardia, ad esempio) come la regione per > Emma presidente. Anche questo è cosa non di poco conto. > > > Poi c'è stata appunto la campagna elettorale. > > > Noi l'avevamo impostata sulle video inchieste. Quella sulla pillola del > giorno dopo, visionata in anteprima dai 2-3 milioni di spettatori de "La > Vita in diretta", costata anche parecchi week-end a molti associati, e > altre > video-inchieste che denunciavano la situazione di illegalità e di non > rispetto delle regole in cui viviamo. Questa strategia non è più stata > utilizzata a causa dell'appoggio alla candidatura di Emma dei vari partiti > della coalizione, responsabili in gran parte delle stesse cose che > denunciavamo! Abbiamo quindi dovuto cambiare drasticamente strategia > elettorale. > > > In primo luogo, il nostro patrimonio di conoscenze (sto parlando > dell'immagine che gli altri avevano del nostro patrimonio di conoscenze) è > stato donato a chi ci aveva lavorato di più, cioè a Iervolino, che è stato > addirittura nominato dalla Bonino come coordinatore del suo programma > elettorale. > > > A questo punto come associazione ci siamo trovati in una situazione > ambigua. > Da una parte il nostro candidato naturale era Iervolino, dall'altra > Iervolino non si è fatto più vedere, per evidenti ragioni di tempo > connesse > probabilmente al suo nuovo ruolo. La candidatura di parecchie persone > dell'associazione rendeva invece necessaria la sua presenza. Per quanto > infatti nessuno di noi candidati abbia mai fatto campagna elettorale > dentro > l'associazione o abbia mai utilizzato gli indirizzari dell'associazione, > il > rischio che ci dividessimo in parti uguali quel centinaio di preferenze > che > forse avremmo potuto spostare era noto, era stato sollevato, ma non è > stato > evitato. > > > Il meccanismo di selezione dei consiglieri regionali sulla base delle > preferenze di ciascun partito è davvero un meccanismo bastardo. Non premia > l'intelligenza (si veda la posizione di Gilberto Corbellini), non premia > la > competenza sui temi (si veda la posizione di Iervolino). In altri partiti > premia la capacità di raccolta e di gestione delle clientele proprie e > altrui. Da noi premia la capacità di empatia con le persone che si > conoscono > e che si riescono a contattare. Che di questo meccanismo ci si debba > liberare è chiaro. Ma di fatto questo è il meccanismo. E con questo > meccanismo, è evidente, possiamo dire che abbiamo puntato sul cavallo > sbagliato. Non voglio bruciare nomi per il futuro, ma la scelta del > cavallo > su cui puntare dovrebbe tener conto anche del sistema elettorale a > disposizione. > > > Analizziamo adesso la situazione precedente e quella attuale. Prima > avevamo > un governo di centro sinistra che aveva rifiutato all'ultimo minuto la > nostra ospitalità a causa del nome della nostra lista, il nome di Luca > Coscioni. Operava in un normale regime partitocratico, nulla faceva sulle > cose importanti eccetto che per la scrittura dei bilanci delle asl > almeno > la scrittura, cazzo! Adesso abbiamo un governo di centro destra, guidato > da > persona "amica" politicamente assai scadente ed eletta grazie alla > violazione di tutte le regole di comunicazione politica. Se si renderà > conto > però che il consiglio regionale mai la sfiducerà (pena la sua decadenza) e > che quindi può operare in regime di libertà e se si rivelerà meno scadente > di quanto apparso in campagna elettorale, si possono aprire scenari di > interlocuzione politica importanti, con la presidente, su vari temi: > dall'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, alla situazione nelle > carceri e della sanità nelle carceri. Se ci lavoriamo anche per i temi > referendari si può cavare qualche ragno dal buco. Infine se prima > l'interlocuzione era altamente indiretta, fatta attraverso uomini che si > rifacevano a logiche partitocratiche, adesso abbiamo ben 2 consiglieri > radicali. Da sfruttare in ogni modo. Dobbiamo chiedere loro in primo luogo > di essere informati delle loro cose e poi informarli delle nostre. Il > nostro > obiettivo minimo è la loro (re)iscrizione. Quello vero è la loro > integrazione. > > > > > > > > -- > Luca Placidi > cell: 3294936262 > skype: lplacidi > Laboratorio Strutture e Materiali Intelligenti Cisterna di Latina > Dipartimento di Strutture dell'Università Roma Tre > blog.libero.it/lucaplacidi > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected] > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > Massimiliano Iervolino Membro di Giunta di Radicali Italiani via di Torre Argentina 76 00186 Roma 3453652220 [email protected] www.massimilianoiervolino.it _______________________________________________ Lista mailing list [email protected] http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista
