Cara Marina,

L'informazione è corretta ma ti posso assicurare che non è così segreta visto 
che all'epoca ne hanno dato notizia tutti i quotidiani ! Ad ogni modo condivido 
pienamente la tua preoccupazione ed infatti chiesi immediatamente una 
spiegazione a Riccardo (segretario Radicali Roma) circa il comportamento tenuto 
in quell'occasione dai deputati Radicali. 

In risposta mi fu detto che l'iniziativa dell'onorevole Borghesi era solamente 
propagandistica, cioè non presentata nei modi e nelle sede più opportune per 
affrontare un tema così delicato, e per questo motivo non aveva trovato il 
consenso dei parlamentari radicali.

Resta il fatto che la disparità di trattamento pensionistico che la legge 
riserva ai nostri parlamentari rispetto ai colleghi in Europa è semplicemente 
allucinante e merita di essere corretta al più presto. Mi auguro quindi che i 
Radicali si facciano presto carico (se non lo hanno già fatto) di un'iniziativa 
di legge di riforma complessiva dei privilegi, compensi e vitalizi riservati ai 
parlamentari.

Come Radicali Roma, se il segretario lo ritiene opportuno, potremmo ragionare 
su qualche tipo d'iniziativa in questo senso al livello comunale.


A presto,




Valerio



From: marina falanga 
Sent: Sunday, February 27, 2011 6:36 PM
To: 'valerio carboni' 
Subject: a proposito della cosiddetta 'cordata' su web


gentile valerio,

ho pensato di sottoporre all'attenzione tua e/o di chi del mestiere il 
messaggio qui di seguito che vedo circolare sul web, per verifica della sua 
veridicità e per eventuale precisazione della posizione dei radicali in merito.

marina falanga

_________________________________________________________________________________________________

DOVEROSO DARNE DIFFUSIONE!!

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori 
ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 
anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo 
rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di 
contributi per avere diritto ad una pensione. 

 Ecco com'è finita:

  a.. Presenti 525 
  b.. Votanti 520 
  c.. Astenuti 5 
  d.. Maggioranza 261 
  e.. Hanno votato sì 22 
  f.. Hanno votato no 498 
I 22 che hanno votato SI' sono: Barbato, Borghesi, Cambursano, Di Giuseppe, Di 
Pietro, Di Stanislao, Donadi, Evangelisti, Favia, Formisano, Aniello, Messina, 
Monai, Mura, Paladini, Palagiano, Palomba, Piffari, Porcino, Razzi, Rota, 
Scilipoti, Zazzera.

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa 
accettare l'idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una 
pensione, di versare contributi per quarant'anni, quando qui dentro sono 
sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese 
reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai 
accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare 
per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di 
vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui 
per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un 
assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C'è la vedova di un 
parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure 
percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra 
proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del 
giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i 
deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i 
contributi che a noi sono stati trattenuti all'ente di previdenza, se il 
deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS ha 
creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell'arco 
della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni 
lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi 
questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non 
esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell'Ufficio 
di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che 
consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i 
cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l'anno.

Non ne hanno dato notizia OVVIAMENTE ne' radio, ne' giornali, ne' Tv.

Facciamola girare noi !!!

>>>  messaggio emesso da "Cordata"  [email protected]    

 

SURSUM CORDA ...TA !


 

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