Cari tutti,

*il Governo intende presentare in pre-consiglio martedi una bozza che di
fatto bloccherà il fotovoltaico con effetto quasi immediato se non
retroattivo.* Tetto di 8.000 MW e stop agli incentivi un MW dopo. Chi
finanzierà gli impianti in queste condizioni di incertezza e dopo tutta la
disinformazione che è stata fatta in questi giorni?

Stiamo agendo su vari fronti per cercare di parare il colpo:

1) oltre 55 parlamentari hanno firmato la lettera da noi predisposta per il
Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio dei Ministri

2) lunedi terremo una conferenza stampa congiunta di fronte al ministero
dello Sviluppo con Legambiente, WWF, GreenPeace, Aper, Anev, AssoSolare,
Grid Parity Project e Kyoto Club

3) stiamo cercando di organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo
Chigi per il giorno previsto di approvazione del Dlgs (mercoledi).

Tutto questo potrebbe non bastare purtroppo.

E' il momento di fare sentire quanti interessi sono toccati da un
provvedimento cosi sbagliato.

Abbiamo predisposto il testo di una lettera (lo trovate nel seguito).
Ciascuno di noi lo dovrebbe inviare e impegnarsi a farlo inviare a quante
più persone possa.

Se non ci muoviamo ora faremo la fine della Spagna e saremo spazzati via.

Dobbiamo far capire che non siamo pochi speculatori ma un vero settore
industriale. Ogni operaio, ogni elettricista, ogni collaboratore dovrebbe
mandare la mail.

Se ci credete diffondete agli amici, ai colleghi e ai collaboratori. Se non
lo facciamo adesso la settimana prossima potrebbe essere troppo tardi.



L'e-mail dovrebbe essere indirizzata ai seguenti indirizzi e-mail:

[email protected],

[email protected],
[email protected],
[email protected],
[email protected],

[email protected], [email protected],
[email protected], [email protected]

[email protected]



in cc andrebbe messo il seguente indirizzo:

[email protected]

Ancora meglio se potete fare inviare anche dei fax.

Vi fornisco i numeri di fax:

Presidenza del Consiglio dei Ministri: 06 67793067

Ministero dello Sviluppo economico: 06.47887964

Ministero dell'Ambiente: 0657288513



Ministero del Lavoro: 064821207



Se avete un profilo su Facebook, su Linkedin o su un altro social network
diffondete la lettera. Di silenzio si muore!





Oggetto della mail: Senza lavoro per decreto: 15.000 famiglie a rischio

"On. Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Ministro dello Sviluppo Economico

On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare

On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali



In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili
in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto
di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà colpito. E' un
prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno
dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero
importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederà se il Consiglio
dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che
circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono
anticipazioni di stampa.

Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto
dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio
la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui
invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti
rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi,
causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.

A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo
rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite
vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di
autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al
fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È
questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire
dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei
Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori
impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico.

*In queste condizioni un'industria nascente è condannata a morte prima
ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni
non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una
Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che
di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in
presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo
il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo
tracollo dopo quello degli anni Ottanta.*

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l'ambiente
e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000
addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunità a oltre
160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi
si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando
ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico.
Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie
opportunità di sviluppo?

Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui
lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti
rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta
a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di
CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso
espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede
politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà,
si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione,
di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.

La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il
tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in
netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul
bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è
letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al
Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione
e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile
come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un
settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore
tecnologicamente in evoluzione.

Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento
affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della
nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie
ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai
nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e
nell'incertezza."


Chi concorda che sia una puttanata e può fare qualcosa, faccia.

GRAZIE.
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