uno dovrebbe decidere oggi quello che dovrà subire un domani, in una situazione
di cui nulla conosce
come dire a un bambino "che cosa farai quando sarai papà?" quello ti guarda e
ti
dice "voglio 'a me'endina!"
perchè capire cosa sia lo stato comatoso, dal dentro, credo sia abbastanza
difficile
perchè della fisiologia celebrale ne sappiamo una sega
della fisiologia del dolore...poi.....non ne parliamo
e vogliamo che uno esprima oggi una decisione per qualcosa di ignoto che
potrebbe vivere un domani laddove nè scienza nè lui personalmente può
immaginarne la consistenza??'
che stronzata!!!
un conto PierGiorgio, un Santo nonostante e a dispetto della chiesa, condannato
a vivere da una scienza senza cuore...(come deve essere la scienza)
un conto è l'impossibilità di esprimere le proprie volontà
conosco pazienti che non parlano, non mangiano autonomamente (portatori di
tubicini per l'alimentazione), non si muovono.......ma piangono....
che quando un parente entra nella stanza e sentono la voce...il respiro aumenta
di frequenza
e quando il parente saluta....escono lacrime da occhi fissi nel vuoto o chiusi
e un legislatore vuole che uno si esprima oggi...su quello che vivrà un domani
e
del quale non ha esperienza???
e se a quella persona bastasse vedere o sentire ogni settimana i nipoti entrare
da quella porta e saperli cresciuti?... e se nonostante tutto la sua cinestasìa
fosse sufficientemente armonica? come si dice in italiano, e se nonostante
tutto
non stesse così malaccio?.. solo perchè 30 anni prima avava detto che avrebbe
preferito morire.....noi oggi dobbiamo staccare anche solo l'alimentazione????
ma che cazzo stamo a di'???????
ma nessuno parla dei casi limite...eppure è sulle ali dell'asssurdo che vola la
verità (questa non è mia...ma adesso sì)...
mai sentita nominare la vera parola chiave di tutto questo: com-passione
i medici oggi sono sempre meno formati alla compassione...sono sempre più
tecnologici e sempre meno uomini...
somigliano a computer (ma con molta meno memoria) e fra un po' qualcuno non
esiterà a sostituirli con un software avanzatissimo...
ma sono sempre meno uomini......
io li vedo negli occhi e mi vergogno per loro: manco ti toccano, ti dicono
subito di fare
ecografia...analisi...lastre..tac...pet...risonanze....elettromiografie...ecg.eeg....e
bastaaaaaaa
nessuno che ti chieda..."ma lei come si sente?.... è felice?...quale è la cosa
che le manca di più?"
semmai ti chiedono "quante volte vomita?....ha la febbre?...quant'è la sua
diuresi?" che tristezza...
la scienza non deve avere un cuore...ma gli uomini di scienza sì...devono avere
una coscienza
ma la coscienza pesa...fa soffrire...
non per niente quando gli uomini l'hanno ottenuta, mangiando quella fatidica
mela, hanno perso il paradiso e sono caduti nell'inferno....la vita è diventata
un inferno..un dolore....
si è passati dalla beata innocenza ...alla sofferta coscienza...
ma la coscienza la dobbiamo sopportare e in lei troveremo la chiave per un
ritorno al paradiso...ossia per un ritorno ad un'armonia con la vita....
ma questa è un'altra storia..
parlavo della compassione come parola chiave: certo! io farei una legge
semplice
semplice...
"il trattamento andrà deciso dalla compassione"
e il vero problema non sarà più stabilire quanto tempo deve durare un
trattamento...quanto tempo mi serve per dichiarare incosciente una persona,
cosa
posso staccare e cosa no...
ma il vero problema diventa come formare alla compassione, alla coscienza i
medici....e prima di tutto gli uomini...
salute e saluti
paolo madonna
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