Oggi fra le altre cose abbiamo incontrato Kamel Karkach, della coalizione 
repubblicana, e sua moglie Sonia, leader di un'associazione per i diritti 
delle donne. Sono molto preparati e decisi sul piano dei diritti civili e 
martedì vedremo, insieme con loro, altri esponenti della coalizione.

Kamel ci ha spiegato uno dei motivi per cui oggi esistono in Tunisia circa 
140 partiti, quasi tutti nati dopo il 14 gennaio. Siccome per l'elezione 
dell'Assemblea Costituente ogni partito potrà presentare una lista bloccata 
di soli 10 candidati (di cui la metà donne) e i seggi saranno 235, assegnati 
con sistema proporzionale, un partito che conti di ottenere più del 5 per 
cento ha interesse a presentare due liste diverse - mentre meno dell'1 per 
cento dà diritto ad un seggio. Quando poi si deciderà il sistema elettorale 
per il parlamento, molti minipartiti con tutta probabilità formeranno 
coalizioni o semplicemente scompariranno.

Kamel, che è piuttosto 'americano' (l'International Republican Institute 
organizza corsi di formazione alla politica per il suo partito e per altri 
affini, così come del resto fa in Asia centrale e in altre aree del mondo in 
concorrenza con il National Democratic Institute), teme solo che il 
meccanismo elettorale porti alla Costituente numerosi rappresentanti di 
piccoli gruppi estremisti, che hanno scarsissimo seguito nelle grandi città 
e sulla costa ma potrebbero raccogliere consensi sufficienti nelle aree 
rurali. E' soprattutto in quelle, secondo Sonia, che il suo movimento dovrà 
lavorare in questi due mesi per spiegare alle donne l'importanza del loro 
voto per qualsiasi partito purché non per coloro che vorrebbero far 
regredire la condizione della donna.

Kamel, che assisterà all'apertura dei nostri lavori, ritiene che sarebbe 
molto utile per loro ricevere conoscenza politica e metodologica dal Partito 
Radicale.

(....) Antonio Stango

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