Ciao all,
uscito oggi su Guerre di Rete l'articolo di Viola Stefanello "I lavoratori
tech si organizzano, ma cosa vogliono?"
https://www.guerredirete.it/i-lavoratori-tech-si-organizzano-cosa-vogliono/

Negli ultimi anni a livello internazionale è emerso un nuovo soggetto, la
Tech Workers Coalition, un gruppo che si batte per i diritti dei lavoratori
dell’industria tecnologica e che include nella propria definizione i
tecnici veri e propri, ovvero chi crea, aggiorna e mantiene direttamente il
software e l’infrastruttura, ma anche i data worker che etichettano,
puliscono o analizzano i dati, gli operatori logistici che lavorano per le
aziende tecnologiche, i creativi che lavorano nel web design, come social
media manager o nel settore dei videogiochi, e chiunque svolga il proprio
lavoro attraverso una piattaforma digitale – come i rider – o come supporto
alle altre categorie, incluso il personale delle pulizie o della mensa di
queste aziende. L’inclusione di quest’ultima categoria di lavoratori,
normalmente esclusi quando si pensa a chi è impiegato nel settore, è
centrale nella storia di Tech Workers Coalition, perché permette di
superare divisioni tradizionali e amplificare l’impatto delle campagne.

Col tempo questo movimento, fortemente americano nella sua origine, ha dato
vita a sezioni locali anche in Europa, in particolare a Londra, Dublino,
Berlino e in Italia. Il chapter italiano - Tech Workers Coalition Italia -
porta avanti rivendicazioni specifiche legate alle caratteristiche del
mercato del lavoro italiano.

Dal body rental allo scarso aggiornamento, dalla poca specializzazione alle
richieste di smart working, Guerre di Rete le ha passate in rassegna
sentendo uno dei suoi coordinatori nazionali.

Ciao
*merlos*

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