Non capisco nulla del problema, ma il provider di cui mi servo --
"iperv" (informatica per il Veneto) -- è di un amico che prima gestiva
il provider dell'Università di Padova (circa, non so di preciso), e poi
l'ha acquisito.
Se dovesse servire un contatto, ditemelo.
Il 2025-09-16 20:26 Damiano Verzulli ha scritto:
Mi stupisce che il tema "Posta Elettronica negli Atenei" continui a
suscitare un certo dibattito...
E' un tema che mi è molto caro e che seguo da tempo [1] + mi coinvolge
*DIRETTAMENTE* [2] + in questo momento storico ho materialmente la
possibilita' di "incidervi" direttamente (dal punto di vista
decisionale) [4].
Cio' premesso, ormai da oltre un anno ho maturato la convinzione che la
guerra sia persa. E ragionare solo su qualche singola battaglia,
rischia di distrarre quelle pochissime risorse (umane) rimaste, da
obiettivi che potrebbe aver piu' senso preservare.
Quello che posso dire senza rischio di essere smentito, è che ormai il
problema è arrivato a livello di software: l'utilizzo di componenti
infrastrutturali (server IMAP; server SMTP e tutti gli elmenti a
corredo [di IMAP e SMTP]) sono solidissimi e pur senza aggiornamenti
frequentissimi, restano "solidi". Il problema è la componente "webmail"
e "mobile": gli utenti (quei pochi che ancora apprezzano l'uso della
mail, e che non ancora spostano discussioni significative su altri
strumenti [da whatsapp a teams, o altro]) *pretendono* (giustamente?)
l'uso di interfacce webmail (o mobile) "adeguate al 2025". E sebbene io
abbia una non-ristrettissima schiera di utenti che usa la webmail
vecchissima... via web... da mobile..., la verita' (vista dai miei
occhi) è che oggi io *NON* ho possibilita' di "svecchiare" la webmail.
Eppure si tratta di un qualcosa che --ne sono certo-- un piccolo
manipolo di 4/5 sviluppatori giovani, che sappia il fatto suo, non
possa sviluppare in tempi/uomo dell'ordine di una manciata di mesi.
Si. Avete letto bene. 4/5 sviluppatori selezionati e guidati, per un
periodo dell'ordine di 6 mesi... è realmente in grado di allestire
un'infrastruttura on-prem che puo' risolvere il 90% delle esigenze del
90% di un Ateneo medio. Chi sostiene il contrario, non ha chiaro la
"scala" del problema (che è una UNIV, e non "il mondo tutto") o,
peggio, è accecato dalle sirene del cloud, ed ha perso il senso della
razionalità (tecnica/tecnologica). Certamente il mantenimento di una
infrastruttura del genere non è roba "da ragazzi"... ma io sono la
dimostrazione vivente che, è possibile (lo faccio!) :-)
Chiaramente ci sono anche altri problemi radicatisi nel tempo: se
Microsoft (o Google) decidono di blacklistarti (...mi è successo)
--nonostante **TUTTO** sia "perfetto" lato tuo--, tu non hai modo di
affrontare il problema e, ovviamente, tutti (i tuoi utenti, ed i loro
interlocutori) verranno da te a dirti che il problema è tuo... (e non
di Google o di Microsoft). Ho anche valutato l'ipotesi di avviare una
campagna sul piano legale ma... al momento, la cosa non è fattibile.
Di converso, il phase-out (da on-prem a Google/Microsoft) è molto piu'
semplice. CRUI ha fatto un lavoro eccellente (!) sul piano del
procurement [5] e reso addirittura banalmente accessibile ai delegati
dei rettori l'adesione alle convenzioni --nello specifico, a Microsoft
[6] o Google [7]-- per i servizi di posta... e non solo. Quindi...
**NIENTE** "gare". Semplice "adesione". E' da li che passano i
contratti relativi ai servizi di posta, e quelli relativi alle
piattaforme on-line (penso a Teams, di Microsoft; a one-drive, a
g-drive, ed a tanto altro).
Recentemente (agosto 2025), CRUI ha aggiunto un tassello che mancava:
l'IA via OpenAI [8]. Convenzione attivata in questi giorni...
Tornando alla Posta. Negli ultimi 18 mesi ho lavorato molto *NON*
tanto/solo per mantenere l'on-prem, quanto/anche per scegliere un
"cloud" che fosse... "scelto" (e non ereditato/imposto). Ma tutti i
miei tentativi sono falliti. Nulla di fatto con OpenXChange [9].
Nessuna chance di "riciclare" quanto effettuato per l'Estonia [10]. Un
non-perfetto "match" rispetto alla componente di posta di nextcloud
[11]. Tentativi non (ancora) andati a buon fine di capire se/quanto io
possa "riciclare" da "La Suite/Messagerie" (francese) [12]. Ma gestire
tutto cio', da solo, non è (stato) banale [volenti o nolenti, c'e'
[tanto] altro da fare [sempre in ambito F/OSS]].
...e potrei continuare (ripeto: è (parte del) mio lavoro).
A tutt'oggi ho smesso di sognare in un mondo (di posta elettronica
negli Atenei italiani) migliore: semplicemente non è alla mia portata.
Viceversa, quasi "di nascosto", sto lavorando su altri piani, con
impatto meno visibile, ma non meno importanti [13][14]. Ho anche
gettato le basi per dimostrare che l'ingegnerizzazione dei processi di
comunicazione interni ad un Ateneo **NON** debba, necessariamente,
passare per oggetti quali TEAMS, SLACK o simili: dopo aver testato
"mattermost" [15], alla fine ho optato per adottare (e "imporre" nella
"mia" divisione) l'uso di una istanza Zulip self-hosted [16]: mi è
costato le ferie estive... ma la soddisfazione (mia) è rilevante:
funziona, ed e' apprezzato dai colleghi (che quando copia/incollano
"segreti" fra le varie chat [es.: password]) si sentono a proprio agio
e capiscono... la differenza.
Ai miei collaboratori [che vedono chiaramente un "peso" legato alla
gestione di tutte queste infrastrutture] dico che... il nostro Ateneo è
una "scatola" molto particolare, che puo' facilmente incidere sulla
qualita' della vita di gran parte del circondario. Inclusi quei giovani
della Generazione Z che, appassionati di ICT e "nativi" abruzzesi,
potrebbero essere interessati ad una carriera nell'IT e... potrebbero
trovare nell'Ateneo (e in tutto il suo ecosistema digitale) una
eccellente palestra o anche un buon "cliente" in grado di farli
lavorare (...e quindi, senza costringerli a migrare altrove).
Romantico? Sognatore? Pazzo? ...puo' essere.
Ma è cosi' che la penso. E' cosi' che intendo andare avanti e...
nonostante io sia apertissimo a qualsivoglia tipologia di confronto
(sia sui piani tecnici sia, soprattutto, su quelli NON-tecnici), la
cruda realta' è che tutto cio'... non interessa a nessuno [in realta'
non è vero: alla Prof.ssa Pievatolo ed alla Prof.ssa Tafani, Si! E'
interessato! [17][18] ... e molto! Cosi' come agli altri relatori
dell'evento da loro organizzato!]. Ma a parte loro... nulla di piu'!
:-(
Da qui, il mio stupore nel riscontrare l'interesse di questo thread...
Un saluto,
DV
[1]
https://dvblog.soabit.com/la-posta-elettronica-negli-atenei-italiani/
[2] dal 15/01/2024 ho la responsablita' di gestione di una delle 4
piattaforme di posta rimaste "on-prem" negli Atenei [3]
[3]
https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/settore-reti-sistemi-e-posta-elettronica
[4]
https://www.unich.it/ateneo/organizzazione/organigramma/divisione-9-informatica
[5] https://ict.crui.it/contratti-e-convenzioni/
[6] https://ict.crui.it/microsoft/
[7] https://ict.crui.it/google/
[8]
https://ict.crui.it/notizie/chatgpt-per-le-universita-il-ruolo-di-crui/
[9] https://www.open-xchange.com/ox-for-the-public-sector - sembra che
siamo troppo "piccoli" per essere considerati...
[10] https://www.youtube.com/watch?v=uA775icp-kk - il progetto Estone è
stato messo da parte, in favore di una soluzione ben piu' ampia,
incentrata su tutta la comunicazione nazionale fra Istituzioni e
Cittadini, che ha "inglobato" la componente Posta. Di fatto, un
qualcosa che è "fuori" dalla mia scala...
[11] https://nextcloud.com/groupware/
[12] https://lasuite.numerique.gouv.fr/en
[13] https://www.unich.it/eventi/tavolo-tecnico-ict
[14]
https://www.linkedin.com/pulse/buone-pratiche-ict-confronto-damiano-verzulli-asqgf
[15] https://mattermost.com/community/
[16] https://zulip.com/self-hosting/
[17]
https://www.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2024/05/Locandina-convegno-Clipkos-3-e-4-giugno-2024.png
[18]
https://zenodo.org/records/11494485/files/Damiano%20Verzulli%20-%20Tecnica%20e%20servit%C3%B9.%20La%20dismissione%20del%20servizio%20di%20posta%20elettronica%20negli%20Atenei%20-%204%20giugno%202024.pdf