Salve.
Mi duole contestare la "divinità", ma lo faccio con un altro personaggio
del tutto non banale: Albertone (...non Sordi, Einstein).
Ha detto (più o meno) che "se non sai spiegare qualcosa in un modo
sufficientemente semplice, non l'hai davvero capita".
L'informatica la deve smettere di avere TROPPI livelli!
Finché "giochiamo" con i livelli -- di solito allo scopo di NON dover
vedere tutto il complesso -- a parte fare proprio il contrario di quello
che dice Knuth, poi:
a) commettiamo anche errori, come ritenere che in condizioni di anomalia
gli strati possano rimanere "separati / indipendenti" come "si volevano"
a livello di progetto,
e
b) ci infiliamo in un tunnel senza uscita nel voler comunicare appunto
il complesso.
Se mettete a confronto un motore a scoppio con uno elettrico, notate
subito la differenza di complessità (poi per azionare il secondo, magari
c'è dell'elettronica altrettanto incasinata, ...ma questa l'hanno già
messa anche nel primo).
Insisto a dire che dovremmo lasciare alle generazioni future non solo un
pianeta messo meno peggio, ma anche un'informatica "ripulita" dai mille
casini visibili (o invisibili) da fuori.
Oppure faremo motori a scoppio (con centraline elettroniche), ...e li
vorremo insegnare alle elementari.
Perché, di fatto, è questo che insistete a dire di voler fare come
educazione / istruzione informatica.
Dove sbaglio?
Il 2025-09-18 09:44 Enrico Nardelli ha scritto:
un commento (per chi in qualunque ruolo fa formazione) e una domanda
1. stiamo dimenticando la lezione di Donald Knuth (per chi non è del
settore, è una sorta di divinità dell'informatica, ancora
attivissimo a quasi 88 anni)
«l'essenza dell'informatica e' l'abilita' di comprendere e governare
contemporaneamente molti livelli di astrazione»
(citazione ripresa del mio libro p.181)
2. come mai siamo costretti a considerare le spese per sviluppo e
formazione come "costi" e non "investimenti"?
(spero di non aver capito male il commento di Beppe)
Ciao, Enrico
Il 17/09/2025 15:50, Giuseppe Attardi ha scritto:
On 17 Sep 2025, at 14:58, [email protected]
wrote:
1] stanno uscendo laureati in informatica che non hanno idea di
dove e
_come_ sia salvato un file, per dirne una... figuriamoci il resto
dei
laureati.
Mi viene in mente di quello studente che una volta mi ringraziò
dicendo che se non fosse stato per me si sarebbe laureato senza
sapere cosa fosse un’interfaccia RS-232.
Approfitto per aggiungere un’altra obiezione a “non abbiamo i
soldi per fare i servizi”:
7. Le spese per sviluppo e formazione sono investimenti, non costi.
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https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
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