Buongiorno B.,
e grazie per gli articoli. Solo una mini-osservazione:

> Diventiamo ciò che contempliamo. Noi modelliamo i nostri strumenti, e in 
> seguito sono i nostri strumenti a modellare noi. (Marshall McLuhan)
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Premetto da me che fissarsi sulle citazioni è una cosa terribilmente pedante. 
Lo faccio solo perché nutro, per questa particolare citazione, un culto 
speciale: trovo che spieghi in maniera meravigliosa la necessità di studiare la 
cibernetica fin da piccini.

Di solito la uso per spiegare a grandi (colleghi delle superiori) e piccini 
(miei allievi di 16-19 anni) la differenza tra agenti cibernetici autonomi e 
automatici, e la relazione che li lega.

Solo che l'autore è John M. Culkin, accademico canadese e amico di McLuhan, che 
prova nel suo articolo del 1967 "A schoolman's guide to Marshall McLuhan" a 
spiegare cosa intendesse McLuhan con "the medium is the message", e per farlo 
conia questa frase.

Secondo me, Culkin meriterebbe d'essere ricordato anche solo per questo 
articolo, così come troppo spesso ci dimentichiamo che quelli che consideriamo 
"grandi" non sono "big bang di genialità" saltati fuori dal vuoto cosmico, ma 
più facilmente particelle, tra molte altre, animate dallo stesso campo di 
forza. McLuhan, per dire, aveva letto Wiener a fondo, e ne ripresenta molte 
delle idee, solo senza citarlo in maniera adeguata... bricconcello!

Stefano

Fonti:
https://norbertwiener.org/creating-the-norbert-wiener-media-project/
https://www.ams.org/notices/200605/rev-marcus.pdf

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