Beh, che dire dei provvedimenti amministrativi molto invasivi che il
Consiglio dell'Unione Europea continua ad adottare contro persone
accusate di sostenere in pubblico opinioni tecnicamente lecite (per quel
che posso capire), ma sgradite ai governi?
Da ultimo il bersaglio, tra gli altri, è stato un noto ufficiale
svizzero in pensione (70 anni), Jacques Baud
<https://www.rsi.ch/info/svizzera/%E2%80%9CDestabilizzazione-russa%E2%80%9D-l%E2%80%99UE-sanziona-un-ex-colonnello-svizzero--3359237.html>,
autore di vari libri, ma in precedenza anche due giornalisti tedeschi,
Alina Lipp e Thomas Röper, e uno turco, Hüseyin Doğru.
Nel caso di Baud, Lipp e Roper l'accusa è di essere pro-Russia (varie
fonti online spiegano i dettagli), mentre nel caso di Doğru la colpa è
quella di aver messo in evidenza la complicità della Germania nel
genocidio palestinese
<https://www.reddit.com/r/europeanunion/comments/1levy3g/interview_with_h%C3%BCseyin_do%C4%9Fru_targeted_by_the_eu/>.
Non sono un giurista, ma da quel leggo pare sia molto difficile
difendersi da queste "sanzioni".
Come azioni simili siano conciliabili con la Carta dei Diritti
Fondamentali dell'Unione Europea, oltre che con le Costituzioni
nazionali, non mi è dato di capire, ma di sicuro per limiti miei.
A meno che non sia stata dichiarata, a nostra insaputa, la guerra,
facendo scattare, sempre a nostra insaputa, la legge marziale.
Juan Carlos
On 18/12/25 13:56, Claudio Agosti wrote:
ah, decisamente in topic, parlando di censura, solo nelle ultime 24
ore (ops, l'email mi è rimasta in bozza per una settimana o più) ho
appreso dei tre casi sottostanti.
* questa storia
https://www.msn.com/en-us/politics/government/reith-lecturer-accuses-bbc-of-censoring-his-speech-by-removing-line-about-trump/ar-AA1R89uN
da
parte di Rutger Bregman, che per essere validata va ascoltata
quest'ora di lecture: https://www.bbc.com/audio/play/m002mmrv ma
in pratica porta un professore che parla di censura dei regimi
autoritari, ad essere censurato dalla BBC mentre parla di Trump.
* da tiktok ho appreso anche
https://www.tiktok.com/@myvoicemychoice0/video/7580495533844843798
facebook censura i contenuti sull'aborto e questo viene lamentato
dai membri del parlamento europeo (no shit sherlock)
* e dall'internet apprendiamo pure che youtube ha cancellato senza
preavviso e con giustificazioni ad cazzum il canale di un
giornalista che raccontava i progressi della colonizzazione
israeliana
https://theintercept.com/2025/12/07/youtube-deleted-journalist-israel-palestine-censorship/
Per fare eco alla mail precedente: ma ste autorità insignite di
esercitare il potere del DSA, sapete dirmi perché non si muovono?
Possono muoversi in questi casi? hanno spazio e potere d'azione?
Lato "autodifesa", non dovrebbe essere chiaro che si deve ridondare e
duplicare la propria presenza, così da avere dei paracaduti nel caso
di censure improvvise? voi conoscere content creators che adottano
queste o altre soluzioni? (non vale dire "stanno su mastodon",
dobbiamo riconoscere che la massa critica è il problema irrisolto che
porta anche persone in buona fede a starsene su queste piattaforme
dello sfruttamento)
Grazie, cari saluti, Claudio
On Mon, Dec 8, 2025 at 6:37 PM antonio <[email protected]> wrote:
C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della
coscienza critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi.
C'era un titolo: "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la
cultura e la scienza, censurare l'informazione".
Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre
2025 al Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per
revoca della concessione della sala. Una decisione comunicata
dall'alto, secca, asettica. Ma che ha un odore preciso,
inconfondibile: puzza di censura.
Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende
in giro l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto
per un problema all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a
un evento che parlava di censura, guerra, propaganda, libertà di
informazione. La coincidenza è così grossa da diventare una
confessione.
...
Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana,
universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte
civili. Ed è proprio per questo che questa cancellazione pesa
doppio. Perché è uno strappo simbolico. La storia insegna una cosa
semplice: la censura non inizia mai con un boato. Inizia con una
sala negata. Oggi tocca a due storici. Domani a un giornalista.
Dopodomani a un insegnante. Poi, quando il silenzio sarà diventato
abitudine, toccherà a tutti.
https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-levento-con-barbero-e-dorsi-una-revoca-che-puzza-di-censura/
A.