Ringrazio sinceramente Enrico, Beppe, Guido, Giacomo e tutti/e coloro che hanno contribuito all’interessantissimo scambio di opinioni a partire dal documento ‘una visione realistica dell’intelligenza artificiale’. Per me una preziosa occasione di diminuire almeno un po’ la mia ignoranza. Mi permetto di fare una domanda.
Nel suo primo intervento di critica Beppe ha scritto. ‘Ma ci sono strade di ricerca da esplorare diverse da quelle guidate da interessi commerciali, e su questo si dovrebbe investire in Europa. Da tempo, con l’associazione CAIRNE (https://cairne.eu/cern-for-ai/) e di recente con l’appoggio del premio Nobel Giorgio Parisi, stiamo chiedendo la costituzione di un CERN for AI, un centro fisico (non le solite network che piacciono tanto ai funzionari europei, vedi RAISE https://www.coe-raise.eu/), dove concentrare gli investimenti e i ricercatori in AI, dotandoli della necessaria libertà di ricerca, per battere anche strade inesplorate.’ Beppe mette in evidenza che la ricerca, quella che ha prodotto i sistemi attuali di AI, è stata ed è guidata da interessi commerciali (e militari, considerando la stretta interconnessione tra uso commerciale e uso militare della AI). La domanda che faccio è: quali filoni di ricerca e quali parti della AI attuale sono state e sono influenzate/determinate dagli interessi commerciali/militari? E quali strade di ricerca, anche inesplorate, occorrerebbe battere per sottrarsi a questa influenza?
