Grazie per le domande.

Quali delle AI attuali sono state influenzate da interessi commerciali?
La corsa alla costruzione di modelli sempre più grandi è motivata dalla 
conquista di quote di mercato e dall’esclusione o dalla distruzione della 
concorrenza.
Nel campo del software engineering ci sono già casi di startup che sono fallite 
o effetti dirompenti su aziende ben stabilite come Salesforce, dovuti 
all’invasione del settore da parte di advanced coding models.
Altre aree influenzate sono la finanza, la cybersecurity.
Le stesse Big Tech che dominano le piattaforme digitali stanno ampliando il 
loro dominio e vogliono evitare che le loro quote di mercato vengano erose.
Incorporare modelli di AI nei servizi digitali costituisce un’ulteriore forma 
di lock-in.

Ditte come Palantir hanno sviluppato la tecnologia specificamente nella 
direzione del controllo delle persone, dell’intelligence integrata globale per 
uso militare e di sicurezza (Observe, Orient, Decide, and Act).

Quali direzioni andrebbero esplorate?
Suggerivo modelli ricorsivi o ricorrenti, che consentirebbero modelli di 
dimensioni inferiori e capacità di astrazioni maggiori.
Inoltre esplorare la possibiltà di apprendimento continuo, anche questo 
possibile con modelli ricorrenti che si automodificano.
Ma le migliori idee dovrebbero venire dagli stessi ricercatori, lasciati liberi 
di esplorare nuove strade nel CERN for AI.
Un’altro obiettivo è la democratizzazione della tecnologia, rendendo partecipi 
più possibili tutti nella progettazione e nello sviluppo, anche con iniziative 
come il training distribuito.
Senza contare che le conoscenze acquisite sul campo dovrebbero servire a 
fornire indicazioni alla politica sugli interventi necessari per rendere il 
digitale futuro più aperto e meno invasivo (contrastare la cosiddetta 
Enshittification), con norme che prevedano la portabilità e la interoperabilità 
dei sistemi.

— Beppe

On 16 May 2026, at 16:23, [email protected] wrote:

From: de petra giulio 
<[email protected]<mailto:[email protected]>>

Ringrazio sinceramente Enrico, Beppe, Guido, Giacomo e tutti/e coloro che
hanno contribuito all’interessantissimo scambio di opinioni a partire dal
documento ‘una visione realistica dell’intelligenza artificiale’. Per me
una preziosa occasione di diminuire almeno un po’ la mia ignoranza.
Mi permetto di fare una domanda.

Nel suo primo intervento di critica Beppe ha scritto.

‘Ma ci sono strade di ricerca da esplorare diverse da quelle guidate da
interessi commerciali, e su questo si dovrebbe investire in Europa.
Da tempo, con l’associazione CAIRNE (https://cairne.eu/cern-for-ai/) e di
recente con l’appoggio del premio Nobel Giorgio Parisi, stiamo chiedendo la
costituzione di un CERN for AI, un centro fisico (non le solite network che
piacciono tanto ai funzionari europei, vedi RAISE https://www.coe-raise.eu/),
dove concentrare gli investimenti e i ricercatori in AI, dotandoli della
necessaria libertà di ricerca, per battere anche strade inesplorate.’

Beppe mette in evidenza che la ricerca, quella che ha prodotto i sistemi
attuali di AI, è stata ed è guidata da interessi commerciali (e militari,
considerando la stretta interconnessione tra uso commerciale e uso militare
della AI).
La domanda che faccio è: quali filoni di ricerca e quali parti della AI
attuale sono state e sono influenzate/determinate dagli interessi
commerciali/militari?
E quali strade di ricerca, anche inesplorate, occorrerebbe battere per
sottrarsi a questa influenza?

Reply via email to