Caro Guido,

noto che hai non hai obiezioni riguardo all'assurdità di ridefinire
termini associati alla esperienza umana (come "vita", "informazione" o
"significato") al solo fine di poterli utilizzare nella definizione di
algoritmi: devo supporre di averti convinto? :-D

Sarebbe un passo avanti, giacché tutti i problemi di cui discutiamo spariscono
nel momento in cui trattiamo questi software programmati statisticamente
come normali tecnologie di compressione con perdita (seppur 
estremamente inquinanti).


> Da quello che capisco, Bender adotta la teoria di Grice (Meaning,
> 1957 – notate l'anno) [...]

L'articolo di Bender e Koller (2020) [1] cita solo un articolo di Grice,
del 1968, mentre l'articolo scritto con Gebru, McMillan-Major e Mitchell
[2] che introduce la locuzione "stocastic parrots" non lo cita affatto.

Il riferimento all'intenzionalità comunicativa è anche uno dei due punti 
deboli dell'articolo in questione (l'altro è il riferimento alla realtà 
condivisa 
dagli interlocutori di cui ho già scritto): quando pensiamo in modo verbale,
il linguaggio svolge una funzione organizzativa senza esprimere 
alcuna intenzione comunicativa.

Per questo nell'altra mail definivo l'intento comunicativo come un buon 
proxy concettuale per l'informazione. 
Con la  notevole differenza che l'informazione continua ad esistere 
nella mente di cui è parte anche in assenza di qualsiasi intento 
comunicativo (ad esempio quando abbiamo un segreto).


In qualunque caso, come detto, gli artefatti umani non sono mai "privi di
intento", ma sono sempre espressione dell'intento combinato di chi li
costruisce e di chi li controlla (in proporzioni variabili da artefatto
ad artefatto, ma specifiche dell'artefatto stesso).

Nel caso di un software programmato statisticamente, questo intento 
può essere però dedotto solo statisticamente, osservando l'effetto congiunto e 
di lungo periodo che il software determina nella società.
Un intento che comunque non è collegato con il significato che l'utente 
sprovveduto attribuirebbe ad uno specifico output.


17 Mag 2026 08:07:18 Guido Vetere <[email protected]>:
> stiamo facendo una discussione vecchia di mezzo secolo.

16 Mag 2026 09:31:24 Giuseppe Attardi <[email protected]>:
> Questa è una regressione di oltre 2000 anni alla posizione di Platone

Mettetevi d'accordo: ci si ragiona da mezzo secolo o  da 2000 anni?


17 Mag 2026 08:07:18 Guido Vetere <[email protected]>:
> Forse perché oggi abbiamo delle nuove evidenze, cari scienziati?

Suvvia Guido, non essere ingenuo.

Se siamo d'accordo che ridefinire il significato delle parole per
sostenere una teoria scientifica non è metodologicamente serio, allora
non possiamo descrivere gli output di un LLM come "nuova evidenza". [3]


Piuttosto, direi che questi dibattiti derivano dal degrado che la
privatizzazione e l'industrializzazione della ricerca scientifica 
e informatica hanno prodotto negli ultimi decenni.


Copernico non ebbe bisogno di ridefinire il concetto di "moto" per
far sostenere la sua teoria eliocentrica.

Nel momento in cui l'obiettivo della ricerca non è più costruire e
organizzare conoscenza in forma di ipotesi verificabili e
falsificabili, ma creare prodotti rivendibili, una narrazione _facile_
da capire per la maggioranza dei potenziali acquirenti è molto più
utile di una spiegazione semplice e rigorosa che però riduce
notevolmente l'applicabilità del prodotto [4]

Che gli "scienziati" si prestino non dovrebbe sorprenderci, ma disgustarci.

> Oggi sappiamo ben distinguere, de iure e de facto, tra un essere umano
> e un automa. Ecco: io suggerirei di fermarci all’oggi, che del
> domani, diceva quello, non v’è certezza.

Fai come credi.

Quanto a me, non intendo lasciare il futuro nelle mani di chi tenta di
erodere la libertà umana, alienando le persone per il solo fine di
poter trattare gli esseri umani come cose da usare a piacimento di chi paga.


Giacomo


[1] https://aclanthology.org/2020.acl-main.463.pdf

[2] https://dl.acm.org/doi/pdf/10.1145/3442188.3445922

[3] Fantasticare di intelligenze dentro matrici, sforzarsi di (far?)
    confondere con "astrazioni" zone di tali matrici che codificano 
    la compressione con perdita di migliaia di testi simili, fornisce
    spiegazioni _facili_ da vendere ma tutt'altro che semplici.

    Se invece riconosciamo in questi software archivi compressi, abbiamo
    una spiegazione _semplice_ ma che richiede un minimo di competenza
    informatica per essere compresa appieno.

    Solo ad un osservatore privo di qualsiasi competenza informatica
    l'osservazione di questi software può apparire come una nuova
    evidenza.

[4] Questa crisi di integrità della ricerca è stata coltivata per anni,
    con una pretesa separazione della tecnica dalla politica che può
    giovare solo a chi detiene il potere.
    Per questo, qualsiasi considerazione storico-politica che
    interferisca con gli affari deve essere tacciata di "complottismo".

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