Premetto che openindiana (secondo me era piu bello se lo chiamavano solo
indiana) ha spazzato via i dubbi sulla sopravvivenza del sistema, ma, come loro
stesso dicono, il primo rilascio è un vero colabrodo, ci vuole coraggio per
metterlo su una macchina di "produzione".
Premetto anche che l'ho provato su virtualbox, ma siamo ai limiti
dell'usabilità.
Per quanto si intravedano le novità del kernel (specialmente sul supporto di
rete) ci sono molte davvero molte cose da sistemare, inoltre mi domando se sarà
mai possibile pensare ad un update dalla 134 di opensolaris ai prossimi rilasci
oi, senza dover fare un nuovo recupero dello zpool, la cosa meno pratica di un
file system che vuole essere pratico.
Comuqnue, ripeto, W OPENINDIANA!!!!
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