L'assassinio del presidente ceceno moderato Aslan Mashkadov, eletto in
elezioni definite libere dall'OCSE, la Russia ha lasciato campo libero
al terrorismo, originato anche dal genocidio di 160.000 Ceceni. Questo è
quanto afferma l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) che accusa
l'Europa di corresponsabilità nella violenta morte di Mashkadov e per le
continue sofferenze inflitte alla martoriata popolazione civile cecena.
Così l'Europa ha contribuito a spianare la strada al terrorismo estremista.
Esponenti politici di spicco europei hanno appoggiato
incondizionatamente la politica di aggressione russa nonostante le
uccisioni, gli stupri e le espulsioni di massa, le persecuzioni
sistematiche da parte dell'Intelligence, le morti violente degli
attivisti per i diritti umani e di coloro che si erano opposti con forme
di protesta non violenta, i bombardamenti ai trasporti di profughi, di
ospedali, ambulanze, asili, scuole e moschee. La guerra alla Cecenia è
stata tacitamente sostenuta nonostante i bombardamenti ad ampio raggio
distruggessero le città e la capitale. Ciò non avveniva più dai tempi
della Seconda Guerra Mondiale. Invece di esercitare pressioni sul
presidente russo Vladimir Putin affinché ponesse fine al genocidio e
avviasse trattative con Mashkadov per una soluzione pacifica che
contemplasse la possibilità di un'autonomia cecena, l'Europa ha sempre
ridotto il conflitto a una questione di integrità statale e di lotta al
terrorismo.
Mentre attivisti per i diritti umani russi, democratici dell'opposizione
e giornalisti occidentali mettevano in guardia da una rinascita dello
stalinismo e la trasformazione della Russia in uno stato autoritario,
politici come Gerhard Schröder e Silvio Berlusconi lodavano la
democraticità di Putin. Il ministro della difesa tedesco Peter Struck
pensa addirittura a esercitazioni militari congiunte con la Russia. Dopo
il secondo bombardamento ad ampio raggio della capitale Grozny,
l'ex-ministro della difesa tedesco Scharping aveva concordato con la
Russia 33 progetti militari congiunti, e il governo federale tedesco
aveva inviato nella capitale cecena agenti tedeschi del
Bundesnachrichtendienst (BND) di August Hanning affinché sostenessero la
lotta russa al terrorismo.
{Fonte: Associazione per i Popoli minacciati - www.gfbv.it}