Integriamo le testimonianze pubblicate ieri a sostegno
della omelia dell'arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti, 
riportando una bella riflessione di don Gianfranco Formenton,
raccolta per noi da padre Agostino Rota Martir
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Primo comandamento 
di tutti gli eserciti: 
tu non avrai altra ragione 
all'infuori della ragione 
(impazzita) 
di colui che ti manda. 
I soldati devono solo uccidere 
ed essere uccisi. 

(David Maria Turoldo) 

 

 
Questa è la guerra, signori, che ora è il dolore della nostra Italia ma che è 
la quotidiana tragedia di gran parte dell'umanità. 

Ora siamo noi a piangere perché a morire sono stati i nostri figli ma questa è 
la guerra, signori. I soldati fanno questo di mestiere: "uccidere ed essere 
uccisi". 

Il dramma è l'ipocrisia degli uomini di Stato che prima li mandano ad "uccidere 
e ad essere uccisi" e poi ostentano un dolore attonito ed ufficiale che non ha 
nessuna forza morale su di noi che conosciamo i meccanismi di questa come di 
tutte le altre guerre. 

Questa è la guerra, signori, che obbedisce solo alla "ragione (impazzita) di 
colui che ti manda". Sono i "mandanti" i responsabili di questi morti come di 
tutti gli altri morti senza onori. Delle migliaia di morti civili che nessuno 
aveva mandato, senza patrie e senza politici e presentatori televisivi ad 
ostentare dolori ufficiali. 

Il "valore aggiunto" di essere italiani (o americani) non toglie alla morte la 
sua tragicità e il suo carico di dolore. Le madri, i figli, le fidanzate… non 
hanno patria, non hanno nazionalità. 

Soffrono tutte allo stesso modo, indicibilmente allo stesso modo, anche le 
madri, i figli, le fidanzate dei "nemici". 

Questa è la guerra, signori, che sovverte i comandamenti della vita, che tutto 
distrugge davanti a se, che non sopporta eccezioni "umanitarie". Perché tutti i 
soldati sono uguali e tutti i soldati per le proprie patrie sono i migliori ma 
tutti uccidono e sono uccisi. E tutti sono uomini ingannati dalle bandiere e 
dalle ideologie e dal fanatismo o dalle necessità economiche che li convincono 
a buttare la vita per qualche migliaia di dollari al mese. 

Questa è la guerra, signori. Ma non raccontate ai nostri ragazzi che questo è 
un bel morire, che questa è la patria, che questo è un ideale. Il petrolio, il 
"posto al sole", i "sacri confini", la "guerra al terrorismo" non sono ideali. 
Sono sempre e solo "pretesti" dei furbi governanti di questo mondo per 
convincere tanti piccoli uomini a morire per loro. 

Sì, è triste e drammatico dirlo, ma questi poveri ragazzi non sono morti per 
nessuna patria che non siano le menzogne di qualche petroliere americano e le 
ambizioni di qualche piccolo politico italiano. 

Questa è la guerra, signori. 

E se anche l'ipocrisia del teatrino della politica italiana ha stabilito che 
ora è il momento del dolore, è un dovere civile gridare l'assurdità di questo 
dolore e del dolore degli altri, dei troppi, dimenticati… e rifiutarsi di 
ingrossare le fila delle retoriche e vuote "liturgie" patriottiche che da 
sempre preparano altre guerre ed altri morti. 

Questa è la guerra, signori… e noi ci rifiutiamo di servire queste meschine 
"patrie mercantili". 

"Deus non vult!" 

 
 

E poi sulla terra intera a innalzare 
monumenti "Ai Caduti"! 
così felici di essere caduti! 
Ma provate a fissare quei corpi squarciati, 
a fissare la loro smorfia ultima 
sulle facce frantumate, 
e quegli occhi che vi guardano. 
Provate a udire nella notte 
l'infinito e silenzioso urlo degli ossari: 
"Uccideteci ancora e sia finita"! 

(David Maria Turoldo) 

 

 
Gianfranco Formenton
parroco di S. Angelo in Mercole e S. Martino in Frignano (Spoleto) 


 

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