L'argomento diventa interessante ma forse è il caso di trasferirlo su [email protected]

Gelpi Andrea ha scritto:
Il giorno 24/apr/09, alle ore 12:21, Roberto Tagliaferri - Tosnet srl <[email protected]> ha scritto:

Il 22/04/2009 16:47, Giovanni Barbieri ha scritto:

Ciao Mariano, intervengo leggermente OT e fuori dalle tue richieste
NON per darti un consiglio tecnico quanto "legale": ben venga l'idea
di realizzare un'infrastruttura PEC, ma... sai già che una cosa del
genere NON avrebbe alcun valore legale in Italia, vero?
Nel senso: se la realizzi per studio, per tua conoscenza, per
smanettare ok... ma se pensi che poi potrai inviare PEC con valore
legale, sei in errore... :)

NI, nel senso che la pec costituisce la forma digitale della Raccomandata AR (fra domini pec) e quindi ha una sua validità.


Non dovrebbe essere più così: in non so so quale decreto è stata inserita la equipollenza con sistemi a data certa e a contenuto non alterato.


Si tratta della legge 2/09.
esattamente, ci si rifereisce al seguente articolo della legge

«6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

E qui la parola ai signori avvocati: come individuiamo quanto dice il legislatore :"analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali"

la posta elettronica tradizionale non ha queste caratteristiche: la data e l'ora di un messaggio sono definiti da il client di posta e dai server che inviano e ricevono. Su quale dei sistemi deve essere assicurata la data certa? su tutti e 3? e chi la garantisce? per non parlare dell'inalterabilità dei log che riguardono la comunicazione, e dell'integrità del contenuto, chi la garantisce?


mentre con la pec è tutto molto chiaro e definito, con questa opzione introdotta dal legislatore a mio avviso si aprono moti scenari in cui le sentenze definiranno meglio i contorni: con la posta tradizionale come faccio a dimostrare che questa mail è partita dal mio client, è stata presa in cosegna dal server di posta, inviata al server del destinatario e consegnata a lui? basta dire che io la mail l'ho inviata? apriremmo scenari apocalittici su falsificazioni di documenti e di mail.



Cosa tra l'altro ovvia perché eravamo gli unici in europa ad avere un simile accrocchio

L'accrocchio, come dici te, è costituito da un paio di rfc, non voglio fare certo il difensore della pec, ma mi sembra una delle poche cose ben pensate per dare garanzia di servizio.

Alessandro Fiorenzi

aka NetExpress
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