> detto questo: è importante che certe cose siano scientificamente
> dimostrate per poter fare in modo che i genitori decidano
> consapevolmente come educare i propri figli e gli insegnanti come
> lavorare in classe?!?!?

Domanda molto importante (a cui rispondo "no" nella prassi docente). Mi pare 
che da questa derivi: "ma in quale momento abbiamo deciso collettivamente che 
non solo in campo scientifico, ma anche pedagogico, politico e sociale tutto 
ciò che non è quantificabile è inesistente o irrilevante, talebanizzando il 
pensiero di Galilei e gettando alle ortiche tutto ciò che è qualificabile ma 
non quantificabile?"

> il Governo?!?!?
>
> perché anche in queste iniziative traspare chiaramente il rifiuto
> dell'autonomia genitoriale E scolastica e si invoca un intervento
> diretto dei governi in OGNI sfera educativa?
>
> ...non è anche questa BIOPOLITICA?

Qui, pur nutrendo una sana sfiducia verso ogni stato e governo (e relativi 
divieti), mi sento di dire che quando c'è un attore molto forte che vuole 
imporre qualcosa (in questo caso BigTech), una moratoria -almeno in quei 
contesti dove il digitale è stato fin qui magnificato come panacea di ogni male 
fin dai tempi di Scuola 2.0- rischia d'essere l'unica maniera per permettere 
una riflessione la costruzione dell'autonomia che auspichiamo. Non sarebbe 
nulla di diverso a quanto facciamo con i farmaci e con molti altri prodotti che 
sono sottoposti a studi prima d'essere introdotte in società. Fuori dai 
contesti pubblici ognuno farà quello che meglio ritiene, ovviamente.
Stefano

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