Moratoria, capisco ora, non all'educazione ma alla "propaganda di Silicon
Valley": sarebbe utile, dubito sia possibile.
Qui in Nexa ho imparato che quella odierna non è "la migliore delle Resti
possibili", ma i grandi sono troppo potenti e diffondono disorientamento a
360° forse anche a 380° :-) e forse più.
Vi terrò aggiornati sulla proposta che ho fatto al nido d'infanzia, l'età
in cui si comincia a strutturare la lingua, nell'attesa della risposta del
nido intanto chiedo di segnalarmi ciò che sapete su pedagogia digitale da 0
anni a 6.
Grazie a voi tutti.
Duccio (Alessandro Marzocchi)


Il giorno dom 20 ott 2024 alle ore 12:19 Stefano Borroni Barale <
[email protected]> ha scritto:

> Secondo me bisogna provare ad esplorare la differenza tra "divieto" e
> "moratoria".
> Il primo è ideologico, assolutista e non prevede alcun contrappeso o
> discussione.
> La seconda è temporanea, ha uno scopo sociale e politico ben preciso, e si
> mette in continua discussione rispetto al raggiungimento dei suoi scopi.
> Questo perché mi sembra evidente dall'esperienza della enshittification
> dei social media che l'approccio "nessuna regola, ci penserà Internet ad
> autoregolarsi mentre approcciamo al mondo perfetto abitato dalle machines
> of loving grace" non produca risultati poi così deliziosi per l'umanità nel
> suo complesso. A meno di non voler sostenere, insieme a Candide, che quella
> odierna sia "la migliore delle Reti possibili". Poi sicuramente sbaglierò.
> Nel frattempo continuo a lavorare sul 'perno' dell'educazione delle future
> generazioni e -quando possibile- anche degli adulti che vi hanno a che fare
> quotidianamente, ma con l'impressione che questo lavoro potrebbe essere
> assai più proficuo se potesse svilupparsi in uno spazio dove la propaganda
> di Silicon Valley è stata silenziata, temporaneamente.
> Dubitativamente,
> Stefano
>
> Inviato con l'email sicura Proton Mail <https://proton.me/mail/home>.
>
> domenica 20 ottobre 2024 11:17, alessandro marzocchi <[email protected]>
> ha scritto:
>
> Il digitale è la cerniera nella quale gira la porta che apre al futuro,
> l'educazione ne è il perno (opinioni mie, non ho la verità in tasca).
> Nella scrittura vedo "il" precedente, che Platone descrive con analisi
> tuttora attuale quando, in Fedro, racconta che nell'antico Egitto il dio
> Theuth presenta la scrittura al re Thamus che la critica perchè
> >> per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell'anima di
> coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura
> ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e
> da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del
> richiamare alla memoria. Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli
> l'apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza
> insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le
> ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori
> di opinione anziché sapienti. ... Allora chi crede di tramandare un'arte
> con la scrittura, e chi a sua volta la riceve nella convinzione che dalla
> scrittura deriverà qualcosa di chiaro e di saldo, dev'essere ricolmo di
> molta ingenuità e ignorare realmente il vaticinio di Ammone, se pensa che i
> discorsi scritti siano qualcosa in più del riportare alla memoria di chi
> già sa ciò su cui verte lo scritto <<
> Più avanti Socrate - protagonista sostanziale - vede nell'
> >> arte dialettica << il metodo >> Se prima uno non conosce il vero
> riguardo a ciascun argomento su cui parla o scrive ... non sarà possibile,
> per quanto è conforme a natura, maneggiare con arte la stirpe dei discorsi
> né per insegnare né per persuadere <<
> Noto che Fedro, come quasi tutto, arriva a noi grazie alla scrittura.
> Domando: rispetto al Fedro, cosa accade di diverso oggi se non negli
> strumenti?
> Platone, e Socrate, restano immensi ma sulla scrittura la storia ha dato
> loro torto, da allora l'umanità ha impegnato due millenni e mezzo per
> realizzare un'alfabetizzazione diffusa ed oggi vorremmo proibire invece che
> educare al digitale, che è alfabeto nuovo e linguaggio nuovo che ci portano
> al futuro, dipenderà da noi evitare che sia un futuro da schiavi.
> Consapevoli che l'educazione è lenta, richiede generazioni mentre la
> tecnologia avanza velocissimamente.
> Spero di riuscire a realizzare un primo esperimento di alfabetizzazione
> digitale per il quale chiesi aiuto a Nexa e che da pochi giorni ho proposto
> ad un nido d'infanzia, se le risposte saranno positive chiederò ancora
> aiuto a Nexa in cui vedo competenze e passioni civiche preziose.
> Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
>

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