per tutti noi che lavoriamo nella P.A. è ben noto che siamo oltre la questione se il programma informatico può imporre comportamenti non previsti da leggi: si fa quello che il programma informatico prevede e ciò che il programma informatico non permette non si fa. il programma è legge!

e non si concepisce che il programma possa essere modificato per permettere ciò che non era stato previsto che permettesse - e che pure le norme o la legge permettono, o che non regolano.
M



Il 13/01/25 16:06, alessandro marzocchi ha scritto:
Il programma informatico può imporre comportamenti non previsti da leggi?
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)


Il giorno lun 13 gen 2025 alle ore 15:29 <[email protected]> ha scritto:

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       1. Re: Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
          (Benedetto Ponti)


    ----------------------------------------------------------------------

    Message: 1
    Date: Mon, 13 Jan 2025 14:29:41 +0000
    From: Benedetto Ponti <[email protected]>
    To: Michele Molè <[email protected]>
    Cc: "[email protected]" <[email protected]>
    Subject: Re: [nexa] Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
    Message-ID: <[email protected]>
    Content-Type: text/plain; charset="utf-8"

    Gent.mo collega, caro Michele,
    Grazie a te per la segnalazione: mi pare che osserviamo il
    medesimo fenomeno, e lo interpretiamo in modo analogo, sebbene in
    due casi diversi (ma accomunati da elementi molto significativi, a
    cominciare dall’esercizio del potere “giuridificato”, quello
    pubblico/amministrativo e quello datoriale, e l’applicazione
    dell’AI come ausilio all’esercizio di tale potere).
    Non appena l’ultore pubblicazione sarà finalizzata, te ne girerò i
    riferimenti.

    Un caro saluto
    Benedetto Ponti
    [firma nuova mail_3 2.png]

    Il giorno 13 gen 2025, alle ore 15:21, Michele Molè
    <[email protected]> ha scritto:

    Molto interessante e idea su cui mi ritrovo appieno! Sono giunto
    alla stessa conclusione per quanto riguarda certe applicazioni di
    AI nei contesti di lavoro; i capi tendono a diventare "meno" capi
    quando usano sistemi di cui non capiscono nulla per gestire la
    forza lavoro (e di cui sono solo in grado di apprezzare i
    risultati). Non l'ho chiamata AI reale ma Commodified, Outsourced
    Authority: https://doi.org/10.6092/issn.1561-8048/20836
    È un dibattito molto interessante e se la lista ulteriori consigli
    di lettura a riguardo (come pure de feedback) apprezzerei molto!

    Un caro saluto
    Michele
    On Monday, 13 January 2025 at 12:26, Benedetto Ponti via nexa
    <[email protected]> wrote:
    Solo a titolo di notizia, e per contribuire al dibattito in questione,
    Di recente ho cominciato a ragionare sull’idea che "l’AI reale”
    (cioè, quella effettivamente realizzata) sia intrinsecamente
    neoliberista.
    L’ho fatto qui:
    
https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/article/view/264

    E a breve tornerò a farlo, in una collettanea di prossima uscita,
    ampliando un po’ il discorso ed i riferimenti (mi pare che la
    critica della scuola di Francoforte alla razionalità strumentale
    sia centrale, sotto questo profilo, ed in linea con alcune delle
    tesi già affacciate nelle mail precedenti).

    Un caro saluto a tutti

    Benedetto Ponti
    <firma nuova mail_3 2.png>

    Il giorno 13 gen 2025, alle ore 12:16, Marco Fasoli
    <[email protected]> ha scritto:

    Buongiorno,
    credo che il tema della neutralità, o meglio della non neutralità
    delle nuove tecnologie, sia uno dei più attuali e rilevanti.
    Mi permetto di allegare un mio articolo di qualche anno fa,
    sperando che possa essere utile a chi vuole
    approfondire la questione.

    Cari saluti

    Marco Fasoli

    On Mon, 13 Jan 2025 at 12:09, Giacomo Tesio
    <[email protected]<mailto:[email protected]>> wrote:
    Ciao Giuseppe, Alfredo, Juan Carlos e tutti.

    Colgo l'assis di Giuseppe per riportare in lista una discussione che
    è proseguita in privato e che potrebbe essere di interesse perché
    ricorrente in Nexa.

    Ad esempio, il Professor Cerroni, nell'intervista condivida da Juan
    Carlos [1], dice esplicitamente:

    > la tecnologia non è neutra, contiene dentro di sé un’anima politica
    > anche al di là dell’uso che se ne può fare.

    Una affermazione che io trovo al limite dell'ovvietà (forse perché
    creo
    tecnologie per mestiere e partecipo alla definizione degli effetti
    politici che queste avranno, fino al limite di dichiararmi incapace
    di realizzare certi software, qualora li ritenga dannosi per la
    società in cui vivranno i miei figli).


    Per contro, Giuseppe ed Alfredo sostengono che quanto meno la
    maggioranza delle tecnologie sono neutrali e gli effetti sociali e
    politici che hanno dipendono esclusivamente dalle scelte di coloro
    che le usano.


    Si tratta di posizioni antitetiche, che credo possa essere
    interessante
    discutere alla ricerca di una sintesi che le comprenda al proprio
    interno e ci fornisca un modello migliore della realtà.


    On Mon, 13 Jan 2025 09:27:51 +0100 Giuseppe Attardi wrote:

    > Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
    > tecnologia.

    Allora perché non provare a partire da definizioni rigorose?


    Definiamo "tecnologia" un determinato insieme di artefatti concreti
    costruiti dall'uomo. In questo modo possiamo ragionare su qualcosa di
    "tangibile", non di un'idea astratta, sia essa platonica ("coltellini
    svizzeri", "LLM"), o pura fantasia ("morte nera", "intelligenze
    artificiali" etc..).

    Naturalmente molte idee (più precisamente, informazioni), e come
    vengono descritte / diffuse, hanno profonde implicazioni politiche e
    sociali, ma per quanto interessante, l'analisi degli effetti politici
    di determinate idee ci porterebbe lontano dai temi della lista.

    Non parliamo però dell'idea astratta di una tecnologia (i "LLM") ma
    delle sue applicazioni concrete.


    Definiamo poi "politicamente neutrale" un artefatto non
    intrinsecamente
    orientato politicamente, ovvero che

    1. non presuppone alcuna specifica organizzazione sociale
    2. non favorisce né sfavorisce alcun uso specifico, non favorendo o
       sfavorendo, di conseguenza, alcuna evoluzione della società nel
    tempo

    Molte tecnologie (insiemi di artefatti costruiti dall'uomo) che non
    sono neutrali per il secondo punto, lo sono anche per il primo, ma non
    viceversa.


    Una tecnologia che presuppone, ad esempio, un forte accentramento di
    ricchezza e potere per essere creata, non è politicamente neutrale per
    il primo punto.
    Infatti, come minimo, l'esistenza di artefatti tecnologici con tale
    caratteristica giustifica e rafforza quella specifica organizzazione
    sociale, rendendo la società nel suo complesso dipendente dal
    perpetuarsi di tale organizzazione.

    Una tecnologia che favorisce certi usi socialmente rilevanti e ne
    sfavorisce altri, non è neutrale per il secondo punto. Ad esempio un
    coltellino svizzero non è facile da utilizzare come arma, ma incentiva
    una cultura del fai da te per piccole riparazioni.


    La scheda ethernet o l'automobile sono altri esempi di tecnologie
    politicamente orientate da entrambi i punti di vista:
    - presuppongono una società industriale per essere prodotte e enormi
      investimenti infrastrutturali (strade / cablaggi) per essere utili
    - velocizzando le comunicazioni e i trasferimenti, riducono le
      distanze, facilitando determinate evoluzioni della società e
      ostacolandone altre.



    Vi sembrano definizioni ragionevoli?
    Se no, perché?


    Una volta individuate definizioni esplicite, attinenti e condivise,
    potremo ragionare se esistano davvero tecnologie politicamente
    neutrali, ovvero che rispondano a tali definizioni, nonché valutare
    in modo rigoroso la neutralità di nuove tecnologie.


    Giacomo

    [1]
    https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053820.html

    PS x Giuseppe: per quanto possibile (sono un po' a corto di tempo
    libero) ti rispondero sul resto della mail nell'altro thread, ma credo
    che trovare definizioni condivise e cercare una sintesi sulla
    questione
    della "neutralità della tecnologia" può meritare un thread separato.
    <7 Contro lo strumentalismo.pdf>



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    End of nexa Digest, Vol 189, Issue 36
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tout est et n'est rien
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli

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