Grazie, 380°,
sì, avevo capito il tuo punto e mi torna, naturalmente.
Solo, constatavo che con la computerizzazione del mondo
(questo termine felice di Juan Carlos De Martin dovrebbe sostituire
qualsiasi riferimento alla "digitalizzazione")
le funzioni un tempo primarie degli oggetti quotidiani di uso comune
sono sacrificate a una costellazione di funzioni (tra cui, ovviamente,
sorveglianza, manipolazione e controllo)
rispetto alle quali siamo oggetti e non soggetti.
Perché, altrimenti, l'unica app con cui posso attivare il mio aprigarage
dovrebbe impedirmi di aprire il mio garage se prima non mi sorbisco un
annuncio pubblicitario?
In una provincia coloniale, soggetti sono il colonizzatore e il suo
apparato, ce lo siamo già detto in altre occasioni.
La tecnologia rende in genere più potente chi lo era già. E i potenti,
in questo caso, sono pochi grandissimi soggetti privati e qualche
governo altrettanto privato:
https://zenodo.org/records/17158439
E' per ciò che il gadget occhiuto che non correrai da solo a comprarti
ti sarà cacciato in gola a forza più avanti.
Che quel gadget ti sia utile o che svolga la sua funzione non è la
priorità, in questo momento: avrai letto, ad esempio,
quante persone devono restare pazientemente all'interno della loro auto,
pur avendo appena parcheggiato e apprestandosi a uscire dal veicolo,
perché un aggiornamento di un software inessenziale di quello stesso
veicolo li diffida dallo spengere il motore.
Quanto alla scadente qualità della progettazione o della manutenzione,
non credo che abbiamo toccato il fondo:
la sostituzione di lavoratori esperti di informatica con estrusori di
stringhe di codice probabili potrebbe riservarci abissi
di cui il blocco degli AWS non è che un primo timido esempio.
Se la scelta di un simile degrado ti pare irrealistica, ricorda che non
siamo propriamente esseri umani, per le élites al governo (privato) del
mondo:
Sam Altman - per fare un esempio paradigmatico - ha dichiarato che i
poveri possono farsi curare da ChatGPT
e altri suggeriscono che tu te la sposi (secondo la spinta crescente, da
parte delle aziende, affinché tu intrattenga relazioni sociali con i
loro prodotti).
Come osserva a volte Maria Chiara, sembriamo ben avviati a una
confusione simile a quella altomedievale prodotta, in ambito giuridico,
dai ristretti.
Come allora, infatti, abbiamo cominciato a procedere per il tramite di
riassunti infedeli.
Oggi, oltrettutto, entro monocolture.
E non serve un sistema di ottimizzazione predittiva,
per figurarsi cosa capiterà a chi abbia messo tutte le sue uova in un
paniere.
Un caro saluto,
Daniela
Il 23/10/25 13:24, 380° ha scritto:
Buongiorno Daniela,
parliamone... :-)
On 2025-10-22, Daniela Tafani wrote:
Buonasera, 380°,
Il 22/10/25 14:56, 380° via nexa ha scritto:
eh niente, non ce la fanno proprio: progettisti, venditori e clienti di
"smart-quaicos" non ce la fanno proprio a ficcarsi in testa che essere /online/
è una condizione _temporanea_ sulla quale NON si deve fare MAI affidamento per
determinare il funzionamento di un apparecchio,
Dipende da quale sia la funzione dell'apparecchio:
Mi tocca cercare di essere serio [1].
Innanzi tutto io mi riferivo in generale a dispositivi che per diverse ragioni
prevedono una connessione in rete per la configurazione e/o per il
trasferimento dei dati raccoti.
Nel caso speficico, quello del "letto di Procuste" connesso h24 in cloud via
Amazon AWS, le principali caratteristiche le trovo in un articolo sul web [2] che
fornisce una descrizione completa dei modelli e delle funzioni:
https://www.opumo.com/magazine/eight-sleep-mattress-guide/
Da quello che leggo, non mi pare che tutti i modelli prevedano la necessità di una connessione _costante_ al
"AI-driven autopilot" (ha ha, ancora con 'sta menata dell'AI!) dei modelli dal "Pod 4" in
su. Per esempio non ho capito se il modello "Pod 3" necessita di connessione per essere
configurato.
In particolare, la funzione "adjusts bed elevation and position" è disponibile nel modello
"Pod 4 Ultra", che mi par di capire necessiti per forza di una connessione al "sistema
AI" con tanto di costi di abbonamento.
se la funzione di un sistema è ciò che il sistema fa, il sistema di cui si
parla nell'articolo è, a quanto possiamo leggere, un computer progettato per
tracciare e trasmettere dati sulla durata e la qualità del tuo sonno e, tra gli
altri, sulla tua salute e sulle tue attività sessuali. Dare la forma di un
letto o di un materasso a un computer progettato per tracciare e trasmettere
l'andamento dei tuoi parametri vitali mentre giaci su un letto mi pare
ragionevole. Certo non puoi progettarlo in modo tale da consentire che si
disconnetta, altrimenti cosa trasmette? Ti torna?
No, non torna per niente, _insisto_: il fatto che le impostazioni del letto (di un modello?) non si
possano modificare in locale ma solo attraverso una "app" del menga connessa a un sistema
"in cloud" è una deficienza di progettazione imperdonabile.
I dati possono essere trasmessi quando c'è la connessione disponibile, ma si
_deve_ tener conto che non sempre la connessione lo è...
...in questo caso la deficienza è ancora più imperdonabile, se per funzionare è
indispensabile che il sistema remoto (command and control?) sia sempre "up and
running", oltre che il tuo computer locale *quad-core* (che potrebbe benissimo
rendere inutile il sistema in cloud).
Per dirla con "Internet of Shit": «I genuinely cannot believe a BED stops
working because of an amazon outage. the jokes are literally writing themselves.»
(https://xcancel.com/internetofshit/status/1980505898088034704#m)
per ragioni che nulla hanno a che fare con la funzionalità e la qualità dei
prodotti
Appunto. Si tratta di capire quale sia il prodotto e cosa faccia.
Qui un indizio:
<https://xcancel.com/internetofshit/status/1980506231233184144>
Ovvio che quel /coso/ è ABOMINEVOLE, un coso che trasmette 16GB al mese di
telemetria merita l'oscar del Internet of Shit! Anzi: qualcuno dovrebbe
fermarli! :-O
...rimane il fatto che /probabilmente/ se i progettisti avessero fatto un
lavoro migliore, i _sorvegliati_ da quel letto non avrebbero avuto nulla da
ridire, probabilmente manco se ne sarebbero accorti che il loro letto trasmette
16GB al mese di dati all'azienda.
[...]
Ora vorrei tornare "a bomba" alla mia (e non solo mia) preoccupazione, ovvero alla
"smartification" imposta su molti dipositivi...
I clienti di quei _cosi_ hanno tutto il diritto di farsi tracciare come meglio
credono, per fortuna di letti _scemi_ ma comodi e confortevoli ce ne sono
ancora tantissimi in circolazione, ma....
cosa posso fare io per evitare, per esempio, che le case automobilistiche traccino il mio GPS ed
altri dati "sensorizzati" presi dalla mia autovettura?!? Per fortuna ce ne sono ancora
diverse di auto "non connesse", ma con questo andazzo...
un caro saluto, 380°
[1] non me ne vogliate Daniela e gli altri nexiani per questa mia frase che sembra
"spocchiosa", ma faccio davvero fatica a non essere sarcastico, non con voi ma con i
"geni del male" che _disegnano_ certe robe.
[2] perché la pagina dell'azienda è semplicemente inguardabile (nella forma e nei
contenuti), una "red flag" grande come una montagna per chiunque abbia un
approccio sano ed equilibrato con la tecnologia