Questo è un arrocco epistemologico. Mossa elegante, ma siamo sempre nel campo della filosofia, magari della metafisica, ma non della fisica. Feyerabend docet. Mi spiace.
La nuova teoria è quella che deve dimostrare di avere la carte in regola per rimpiazzare la vecchia. A nessuno sarebbe MAI venuto a mente di immaginare esseri non viventi che possono pensare prima della creazione di questi shredder-rebuilder di documenti. La relatività di Einstein spiegava, appena nata, la precessione del perielio di Mercurio con una precisione che la relatività di Newton non si sarebbe mai sognata. Idem il modello standard, con la sua brutta interpretazione che ha sparso irrazionalismo nel mondo scientifico, prevede alla perfezione le misure della funzione d'onda collassata. La teoria delle macchine pensanti, mi spiace, si basa su "esperimenti" che -al momento- non sono (in larghissima parte) nemmeno ripetibili. La cosa non merita nemmeno di essere presa in considerazione. Comunque, sebbene non ce ne sia il bisogno, la cosa da dimostrare sarebbe che il fenomeno che chiamiamo "pensiero" all'interno del corpo umano (non del cervello, visto che vi sono parecchie evidenze del fatto che sia un fenomeno che eccede la sola area cerebrale) ha sufficienti analogie con quello che accade nel software che alcuni chiamano "rete neurale artificiale", da giustificarne non l'ANALOGIA, bensì l'IDENTITA'. Ipotesi un po' fortina, direi, dati gli zero spaccato dati sperimentali. Altrimenti, ammesso e non concesso che quello che accade nel "cervello del LLM" sia un fenomeno e non semplice esecuzione di software, questo andrebbe etichettato con un altro nome (tipo "pipppero") e questo andrebbe studiato per i fatti suoi, a lungo, prima di potersi pronunciare sulla validità scientifica delle analogie, let alone della sua identità con il fenomeno che sperimentiamo leggendo questo interminabile scambio di email :-) Con buona pace di McCulloch e Pitts. Stefano Il 16/05/26 17:59, Giuseppe Attardi via nexa ha scritto: >> On 16 May 2026, at 16:23, Daniela Tafani >> [<[email protected]>](mailto:[email protected]) >> wrote: >> >> Quindi potrei sostenere che la sedia, il tavolo e la tovaglia pensino? > > Ragionamento fallace: dire che non si può affermare !P(x) senza una > definizione di P(x), significa che non si può affermare né P(x) né !P(x) per > nessun x. > >> Non incomberebbe a me l'onere della prova? > > Per provare qualcosa, occorre prima definirla formalmente. > > -- > >> ________________________________________ >> Da: Giuseppe Attardi via nexa >> [<[email protected]>](mailto:[email protected]) >> Inviato: sabato 16 maggio 2026 12:48 >> A: Giuseppe Attardi >> Cc: nexa >> Oggetto: [nexa] Re: Illusions of Understanding from Outsourcing Thinking to >> LLMs >> >> On 16 May 2026, at 12:20, Giuseppe Attardi >> [<[email protected]>](mailto:[email protected]) >> wrote: >> >> On 16 May 2026, at 06:30, >> [email protected] >> wrote: >> >> LLMs Cannot Think >> >> La scienza tratta solo concetti che siano misurabili, osservabili e >> falsificabili. >> Si potrà falsificare “think” solo quando se ne darà una definizione >> falsificabile. >> >> The companies marketing their LLMs often describe them with >> anthropomorphising terms like "thinking" and "reasoning", which might >> create the impression that they can think (Mirzadeh et al., 2025; >> Shojaee et al., 2026). But for that impression to be accurate we would >> have to stretch the meaning of the term to refer trivially to whatever >> the LLMs produce as output >> Argomento del fantoccio (strawman): attribuisce una definizione che piace a >> lui a quanto direbbero altri. >> - much like the meaning of intelligence has >> historically been watered down to whatever the tests used to >> operationalise the construct measured (Loru et al., 2025; Mitchell, >> 2023; Quattrociocchi & Capraro, 2025; van der Maas et al., 2021). The >> task of developing systems with non-trivial capability for human-like >> cognition is computationally intractable (van Rooij et al., 2024). >> >> L’articolo di van Rooij afferma che si tratta di un problema NP-hard. Quasi >> ogni problema interessante in informatica è NP-hard, il ché non vuol dire >> che non si possa affrontare. >> A scanso di equivoci: tutte le proprietà non banali dei programmi sono non >> decidibili, teorema di Rice. >> Per problemi interessanti intendevo ciò che resta all’interno del >> computabile. >> Lo sviluppo di euristiche per risolvere efficientemente problemi NP-hard è >> un importante campo di ricerca. >> Qualcuno lo ha fatto proprio con i Transformer: >> https://arxiv.org/abs/2103.03012 >> --
