Ciao,

da non-legale e non-informatico a informatico, ecco quanto so.

 

Innanzi tutto, un fornitore si nomina “responsabile”; in inglese “processor”.

Gli incaricati sono solo persone fisiche.

Da questo punto di vista, sia il Codice privacy italiano, sia il GDPR sono 
molto chiari.

 

Se usi un servizio cloud, tipo Google, devi guardare cosa dice il loro 
contratto. Il nostro Codice privacy è un po’ più blando, mentre il GDPR è molto 
preciso. In particolare, il GDPR dice in sostanza una cosa: se il fornitore fa 
danni, comunque paga; il titolare potrebbe non pagare se il contratto è fatto 
bene. Quindi: se il contratto fa schifo o non c’è, il titolare (la scuola) ci 
rimette comunque.

 

E’ vero che il GDPR andrà in vigore da maggio 2018, ma sappiamo bene che se non 
metti a posto le cose subito, poi sono problemi.

 

Visto che ci ho scritto un post da poco, molto poco elegantemente, te lo 
segnalo:

-         
<http://blog.cesaregallotti.it/2017/01/gdpr-e-nomina-dei-responsabili-privacy.html>
 
http://blog.cesaregallotti.it/2017/01/gdpr-e-nomina-dei-responsabili-privacy.html.

 

Google non ti dà le giuste garanzie? Eh... se è gratuito un motivo ci sarà. 
Sicuramente ci sono in giro delle altre soluzioni, non gratis ma forse neanche 
troppo care.

 

Ci sarebbe anche un trucco non proprio bellissimo: se i singoli caricano i loro 
propri dati e poi li mettono a disposizione degli altri, allora sono essi 
stessi titolari dei propri dati e quindi la scuola non c’entra. Però, ho sono 
tutti d’accordo senza alcuna pressione, oppure ci sono altri rischi che non 
voglio neanche immaginare.

 

Ce

 

From: Avv. Stefano Aterno [mailto:[email protected]] 
Sent: 18 February 2017 09:29
To: [email protected]
Subject: Re: [lex] Cloud, incaricato del trattamento esterno e 196/03

 

Lacune normative non aiutano. Il Regolamento Ue in vigore dal 2018 aiutera' in 
minima parte su alcuni dei punti da te esposti.

Ciao

Stefano 

 

 

Avv. Stefano Aterno

Certificato ISO/IEC 27001 LA

Docente di diritto penale dell'informatica

 

VIA F. CESI, 72 / 00193 ROMA

tel.06 32609427 /fax 0656561190

www.studioaterno.it <http://www.studioaterno.it> 

 

Le informazioni trasmesse sono da intendersi di esclusiva spettanza 
dell'effettivo destinatario. Nel caso in cui le stesse raggiungessero, per 
qualunque motivo, soggetti non interessati, questi ultimi vorranno darne 
immediata notizia al mittente.  Le violazioni saranno perseguibili ai sensi di 
legge.

 


Il giorno 17 feb 2017, alle ore 22:39, Andrea Canesi <[email protected] 
<mailto:[email protected]> > ha scritto:

Saluti a tutti, ho un quesito che spero interessante per qualcuno di voi.

Mi sto occupando della formazione di più di un centinaio di docenti liguri che 
intendono adottare nelle scuole una serie di servizi cloud (nello specifico G 
Suite for Education) e una delle domande ricorrenti è se sia possibile trattare 
dati sensibili con tale mezzo (ad esempio dati che riguardano alunni disabili o 
con bisogni educativi specifici). Non intendo discutere nello specifico della 
suite di Google e delle sue norme sulla privacy, ma più in generale del fatto 
che, quando si ha a che fare con IaaS, SaaS, PaaS, etc.  è praticamente 
impossibile nominare un incaricato del trattamento esterno dei dati che, per 
quanto ne so, è ancora un obbligo (Io con Google ci ho provato in più modi, ma 
al massimo ho ottenuto qualche risata...). L'unico documento che ho trovato è 
una guida del Garante sul cloud del 2012 
(http://194.242.234.211/documents/10160/2052659/CLOUD+COMPUTING+-+Vademecum+pagina+doppia+%28anno+2012%29.pdf)
 che descrive le attenzioni che occorre avere nell'adozione di tali servizi, 
dice che il Titolare "deve procedere a designare il fornitore dei servizi cloud 
'responsabile del trattamento'" e subito dopo spiega: " Questo significa che il 
cliente dovrà sempre prestare molta attenzione a come saranno utilizzati e 
conservati i dati personali caricati sulla 'nuvola': in caso di violazioni 
commesse dal fornitore, anche il titolare sarà chiamato a rispondere 
dell’eventuale illecito."... Quindi, devo nominarlo o semplicemente citarlo nei 
metodi di trattamento dei dati?

La cosa non riguarda solo Google e non solo le scuole, i servizi cloud sono 
sempre più utilizzati anche a livello aziendale, e il problema è lo stesso. Per 
quanto ne so legge italiana non ha fatto grandi passi dal 2003 ad oggi, ed 
anche in Europa mi sembra tutto fermo, ma sono un informatico, non un uomo di 
legge... Quindi, essendo più materia di un avvocato che si intende di 
informatica piuttosto che di un informatico che si arrangia con le norme, 
chiedo lumi a Voi esperti.

Grazie in anticipo a chi vorrà rispondere.

Andrea Canesi


________________________________________________________
http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List

Rispondere a