Ti dico io cosa dice il Garante: tu ti sei iscritto, problema tuo.

A meno che qui non si trovi uno Shrems... (spero di averlo scritto giusto).

E comunque ci vogliono anni.


> -----Original Message-----
> From: Paolo Giardini [mailto:[email protected]]
> Sent: 18 February 2017 15:00
> To: [email protected]
> Subject: Re: [lex] Cloud, incaricato del trattamento esterno e 196/03
> 
> Ciao a tutti,
> sono in mezzo alla questione perché la scuola di mio figlio (scuola
> media) sta di fatto obbligando tutti i genitori a concedere l'autorizzazione 
> alla
> creazione di un account g4edu senza la minima informazione ne informativa
> privacy.
> 
> Sto infatti cercando di coinvolgere genitori ed associazioni per creare la
> consapevolezza su quanto comporta dal punto di vista privacy, profilazione,
> accesso ad internet di minori, ecc.
> 
> Tornando all'argomento di discussione, leggendo il contratto, si legge che 
> con la
> sottoscrizione la scuola nomina google "funzionario scolastico" secondo la
> definizione del FERPA (family educational rights and privacy act).
> 
> Non credo che tali norme USA siano applicabili in Italia ne che possa essere
> equiparato alla figura del  responsabile.
> 
> Qualcuno è interessato a portare avanti l'argomento g4edu, fino ad una
> segnalazione o reclamo al garante privacy?
> 
> 
> 
> Il 18/02/2017 11:30, Cesare Gallotti ha scritto:
> > Ciao,
> >
> > da non-legale e non-informatico a informatico, ecco quanto so.
> >
> >
> >
> > Innanzi tutto, un fornitore si nomina “responsabile”; in inglese 
> > “processor”.
> >
> > Gli incaricati sono solo persone fisiche.
> >
> > Da questo punto di vista, sia il Codice privacy italiano, sia il GDPR sono 
> > molto
> chiari.
> >
> >
> >
> > Se usi un servizio cloud, tipo Google, devi guardare cosa dice il loro 
> > contratto.
> Il nostro Codice privacy è un po’ più blando, mentre il GDPR è molto preciso. 
> In
> particolare, il GDPR dice in sostanza una cosa: se il fornitore fa danni, 
> comunque
> paga; il titolare potrebbe non pagare se il contratto è fatto bene. Quindi: 
> se il
> contratto fa schifo o non c’è, il titolare (la scuola) ci rimette comunque.
> >
> >
> >
> > E’ vero che il GDPR andrà in vigore da maggio 2018, ma sappiamo bene che se
> non metti a posto le cose subito, poi sono problemi.
> >
> >
> >
> > Visto che ci ho scritto un post da poco, molto poco elegantemente, te lo
> segnalo:
> >
> > -         
> > <http://blog.cesaregallotti.it/2017/01/gdpr-e-nomina-dei-responsabili-
> privacy.html> http://blog.cesaregallotti.it/2017/01/gdpr-e-nomina-dei-
> responsabili-privacy.html.
> >
> >
> >
> > Google non ti dà le giuste garanzie? Eh... se è gratuito un motivo ci sarà.
> Sicuramente ci sono in giro delle altre soluzioni, non gratis ma forse neanche
> troppo care.
> >
> >
> >
> > Ci sarebbe anche un trucco non proprio bellissimo: se i singoli caricano i 
> > loro
> propri dati e poi li mettono a disposizione degli altri, allora sono essi 
> stessi
> titolari dei propri dati e quindi la scuola non c’entra. Però, ho sono tutti
> d’accordo senza alcuna pressione, oppure ci sono altri rischi che non voglio
> neanche immaginare.
> >
> >
> >
> > Ce
> >
> >
> >
> > From: Avv. Stefano Aterno [mailto:[email protected]]
> > Sent: 18 February 2017 09:29
> > To: [email protected]
> > Subject: Re: [lex] Cloud, incaricato del trattamento esterno e 196/03
> >
> >
> >
> > Lacune normative non aiutano. Il Regolamento Ue in vigore dal 2018 aiutera'
> in minima parte su alcuni dei punti da te esposti.
> >
> > Ciao
> >
> > Stefano
> >
> >
> >
> >
> >
> > Avv. Stefano Aterno
> >
> > Certificato ISO/IEC 27001 LA
> >
> > Docente di diritto penale dell'informatica
> >
> >
> >
> > VIA F. CESI, 72 / 00193 ROMA
> >
> > tel.06 32609427 /fax 0656561190
> >
> > www.studioaterno.it <http://www.studioaterno.it>
> >
> >
> >
> > Le informazioni trasmesse sono da intendersi di esclusiva spettanza
> dell'effettivo destinatario. Nel caso in cui le stesse raggiungessero, per
> qualunque motivo, soggetti non interessati, questi ultimi vorranno darne
> immediata notizia al mittente.  Le violazioni saranno perseguibili ai sensi di
> legge.
> >
> >
> >
> >
> > Il giorno 17 feb 2017, alle ore 22:39, Andrea Canesi
> <[email protected] <mailto:[email protected]> > ha scritto:
> >
> > Saluti a tutti, ho un quesito che spero interessante per qualcuno di voi.
> >
> > Mi sto occupando della formazione di più di un centinaio di docenti liguri 
> > che
> intendono adottare nelle scuole una serie di servizi cloud (nello specifico G 
> Suite
> for Education) e una delle domande ricorrenti è se sia possibile trattare dati
> sensibili con tale mezzo (ad esempio dati che riguardano alunni disabili o con
> bisogni educativi specifici). Non intendo discutere nello specifico della 
> suite di
> Google e delle sue norme sulla privacy, ma più in generale del fatto che, 
> quando
> si ha a che fare con IaaS, SaaS, PaaS, etc.  è praticamente impossibile 
> nominare
> un incaricato del trattamento esterno dei dati che, per quanto ne so, è ancora
> un obbligo (Io con Google ci ho provato in più modi, ma al massimo ho ottenuto
> qualche risata...). L'unico documento che ho trovato è una guida del Garante 
> sul
> cloud del 2012
> (http://194.242.234.211/documents/10160/2052659/CLOUD+COMPUTING+-
> +Vademecum+pagina+doppia+%28anno+2012%29.pdf) che descrive le
> attenzioni che occorre avere nell'adozione di tali servizi, dice che il 
> Titolare
> "deve procedere a designare il fornitore dei servizi cloud 'responsabile del
> trattamento'" e subito dopo spiega: " Questo significa che il cliente dovrà
> sempre prestare molta attenzione a come saranno utilizzati e conservati i dati
> personali caricati sulla 'nuvola': in caso di violazioni commesse dal 
> fornitore,
> anche il titolare sarà chiamato a rispondere dell’eventuale illecito."... 
> Quindi,
> devo nominarlo o semplicemente citarlo nei metodi di trattamento dei dati?
> >
> > La cosa non riguarda solo Google e non solo le scuole, i servizi cloud sono
> sempre più utilizzati anche a livello aziendale, e il problema è lo stesso. 
> Per
> quanto ne so legge italiana non ha fatto grandi passi dal 2003 ad oggi, ed 
> anche
> in Europa mi sembra tutto fermo, ma sono un informatico, non un uomo di
> legge... Quindi, essendo più materia di un avvocato che si intende di 
> informatica
> piuttosto che di un informatico che si arrangia con le norme, chiedo lumi a 
> Voi
> esperti.
> >
> > Grazie in anticipo a chi vorrà rispondere.
> >
> > Andrea Canesi
> >
> >
> > ________________________________________________________
> > http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
> >
> >
> 
> 
> --
> Paolo Giardini
> EUCIP Certified Professional
> Consulente per la Sicurezza delle Informazioni Professionista Informatico
> disciplinato ai sensi della legge 4/2013 Iscritto a Associazione Informatici
> Professionisti al n. 2756 CAT Cracca al Tesoro | AIP/ITCS | CLUSIT | GLUG PG |
> ILS http://blog.solution.it|Cel.337.652876|Fax 075.93831174|skype pgiardini


________________________________________________________
http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List

Rispondere a