Buonasera lista,

Che gli smartphone siano una potenziale "arma di distrazione di massa" è
direi del tutto evidente.
Quello che secondo me è discutibile è regolare l'uso di tali strumenti
attraverso un divieto ministeriale.

Quest'anno ho trascorso due mesi in Finlandia presso un istituto di
formazione professionale ad Helsinki.
Il sistema di istruzione sia per i giovani che per gli adulti in Finlandia
funziona bene, almeno secondo molti indicatori internazionali.

Bene, in Finlandia non sono vietati gli smartphone in classe.
Gli insegnanti godono di un'ampia autonomia, che si traduce in
responsabilità, e decidono quando e come il telefono può essere usato in
classe.

Cordialmente, Alessandro


On Mon, 8 Sept 2025 at 15:11, 380° via nexa <[email protected]>
wrote:

> Buongiorno Stefano,
>
> premetto che non insegno a scuola ma conosco abbastanza bene
> l'ambiente... di sponda :-)
>
> On Wed, Aug 27 2025, Stefano Borroni Barale wrote:
>
> [...]
>
> > Come si inserisce la questione dei device? Credo che conti moltissimo
> > un elemento che non vedo preso in considerazione nelle analisi che ho
> > fin qui letto: l'intenzionalità.
>
> concordo in pieno: _intenzionalità_ nell'uso dei device, che ovviamente
> /implica/ intenzionalità nell'uso del software...
>
> ...indovina un poì dove voglio andare a parare :-D
>
> [...]
>
> > Un esercizio d'intenzionalità potrebbe essere metterli tutti in un
> > punto e - invece di dire agli allievi di non usarli - dir loro di
> > alzarsi per andarli ad usare, ma solo se è davvero necessario.
>
> Il miglior esercizio di intenzionalità che è attualmente praticato in
> alcuni istituti di scuola secondaria superiore è ancora più semplice ed
> efficace: prima di sedersi in aula si mettono tutti i cellulari in un
> punto, un armadietto chiuso a chiave, e li si prendono solo a lezioni
> finite.  Un gesto semplice, con una intenzionalità prorompente e di una
> efficacia insuperata nel dimostrare - senza nessuna ansia e sforzo
> mentale - che usare lo smartphone durante la lezione non è affatto
> necessario. :-)
>
> ...a meno che sia una lezione _sullo_ smartphone (non _con_ lo
> smartphone), che sarebbe davvero interessante.
>
> Io mi auguro di cuore che il "ritito dello smartphone" dall'aula sia
> praticato ad ogni livello di istruzione!
>
> [...]
>
> > Anche l'interazione umana può avere caratteristiche tossiche, tanto
> > quanto l'interazione con le macchine.
>
> Certo che l'interazione umana può essere tossica, lo sa bene chiunque
> studi e lavori a contatto con compagni, insegnanti, colleghi, superiori
> e datori di lavoro... ma anche nella più tossica delle interazioni umane
> esiste sempre un margine di _agency_ della persona, che con l'esperienza
> e con l'aiuto di altre persone di buona volontà è in grado di imparare
> a gestire quelle interazioni e _magari_ e disinnescarne la tossicità.
>
> Con le macchine, invece, che margine di _agency_ hanno le persone... se
> non sono hacker?!?  :-O
>
> [...]
>
> > Il fatto di cambiare ciclicamente il proprio ruolo nel gruppo
> > costringe i soggetti a mettere in discussione i ruoli "automatici" che
> > si sono venuti a creare nel gruppo.
>
> Esatto: una azione di _hacking_ degli "automatismi relazionali umani"
>
> ...sempre di hacking si tratta :-)
>
> > Come si vede non ho risposte definitive, solo suggestioni. Spero
> > possano costituire un valido contributo alla discussione.
>
> Io l'ho trovato valido :-)
>
> ...come spero lo sia stato questo mio.
>
> Saluti, 380°
>
> --
> 380° (lost in /traslation/)
>
> «Welcome to the chaos of the times
> If you go left and I go right
> Pray we make it out alive
> This is Karmageddon»
>

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