Fabrizio Nuzzo ha scritto: in data 30/06/2014 16:38:
> Salve a tutti,
> sono un programmatore freelance. Un mio cliente mi ha chiesto di
> progettare e realizzare una piattaforma che a livello funzionale
> permetta l'upload dei dati e certifichi principalmente l'autorevolezza
> del mittente e l'integrità del dato.
> Vi descrivo il mio progetto, fortemente contestato
> dall'Avvocato incaricato di dare il nulla osta al processo in questione.
>  
> _Premessa_
> - Registrazione tramite form con possibilità di finalizzare la
> registrazione tramite link inviato ad email certificata o no;
> - ogni connessione con la piattaforma è sicura (https)
> -Ogni account è associato univocamente ad una PEC o un email.
>  
> _Processo di upload del file da parte di un utente_
> 1) si autentica alla piattaforma;
> 2) effettuo l'upload tramite semplice form (utilizzando https);
> 3) una volta finito l'upload, la piattaforma calcola il digest
> utilizzando una o più funzioni di HASH (MD-5 e SHA-2)
>  e salva nel suo database quest'informazione;
> 4) la piattaforma genera un _documento_ che attesta data e ora
> dell'invio, nome del file,  dimensione e i digest ottenuti dalle
> funzioni di hash;
> 5) L'utente riceve il _documento_ di upload via email o PEC.
>  
> _Considerazioni mie personali_
>  L'utente che ha ricevuto *tramite PEC* il documento che certifica
> l'avvenuto upload e registrazione del file:
>   - può verificare a sua volta se il file uplodato è uguale a quello
> presente nel suo pc applicando le stesse funzioni di hash;
vero ma qualcuno potrebbe anche creare contestazioni inverse rispetto a
quello che ti indica l'avvocato.
il sistema di invio deve generare hash prima e dopo la  transazione e
riportare questi dati sul documento di ricevuta.

>   - ha prova valida ai fini legali che in tale data  ha inviato quel
> determinato file alla piattaforma.
l'uso della pec certifica in un certo senso la data di operazione, nel
senso che al massimo non oltre quel momento è avvenuta l'operazione .
 
>  
> L'utente che ha ricevuto *tramite email* il documento che certifica
> l'avvenuto upload e registrazione del file:   
>   - può verificare a sua volta se il file uplodato è uguale a quello
> presente nel suo pc applicando le stesse funzioni di hash;
vero ma scomodo , meglio che tali attività siano fatte in automatico dal
sistema.

>   - ha una prova NON valida ai fini legali che in tale data ha inviato
> quel determinato file alla piattaforma.
>
parlare di valore legale in senso stretto è errato, la validità legale è
dipendente da tante cose e da diversi contesti.
se quello che vuoi ottenere è una certificazione di avvenuta operazione
allora si , questa è vera, la sua validità è sicuramente superiore a
quella data da un timbro apposto su un foglio , perché nel processo
esiste almeno un soggetto terzo che è idoneo a certificare il dato
temporale. Se invece della pec tu usassi una marca temporale avresti lo
stesso risultato, ovvero sia : "a quel tempo ho detto di aver fatto questo".
   
> _Considerazioni dell'Avvocato_
> Si contesta il fatto che il digest viene calcolato lato server (post
> upload) quindi, in sede legale, un utente potrebbe accusare gli
> amministratori della piattaforma di aver alterato il file.
>  
al di la della sede è una contestazione condivisibile.
rino

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