Per togliere quell'articolo,il signor tremonti,amato,craxi e il nanissimo 
brunetta con ok di tutti i clericofasciiocattocomunisti, hanno dovuto pagare 
.anzi,noi abbiamo dovuto pagare con la truffa dell (X1000)
Ed oggi chi ci governa sono sempre gli stessi filibustieri,TREMONTI & COMPANY.
Devastante nei tagli sanitari e nell'accanimento verso tutti i maLati e gli 
anzianI . Su questi ultimi ,che inoltre continuano ad essere la maggior parte 
dei votanti pdl,si sta accanendo la criminale mano di tremonti ,polverini & 
company.
E' possibile incriminarlo per  CRIMINI CONTRO L'UMANITA'?
AD ESEMPIO,AL POLICLINICO UMBERTO i,STANNO CHIUDENDO IL REPARTO PER IL 
TRATTAMENTO DELLA FIBROSI CISTICA,540 MALATI SENZA PIU' ASSISTENZA DI CUI LA 
META' BAMBINI CHE RISCHIANO DI MORIRE. l'ERRE MOSCIA LEGHISTA HA TAGLIATO I 
FONDI,I CATTOLICI HANNO FATTO FARE ,POI SPERO SMONTATA, LA LEGGE SULLA 
FECONDAZIONE ASSISTITA CHE VIETA L'ANALISI PREIMPIANTO,A BREVE NON POTREMO PIU' 
DECIDERE COME FARCI CURARE O MORIRE E LA LOTTA CHE SI STA PORTANDO AVANTI NON 
PRODUCE RISULTATI.
I RADICALI STANNO SPARENDO,IL PD NON E' MAI ESISTITO ED HA COMPONENTI 
CATTOCOMUNISTA E LECCALINGUISTE IMPONENTI TANTO QUANTO IL PDL.
A QUESTO PUNTO COME POTER LIBERARCI DI QUESTI BANDITI ASSASSINI?
CON LO SCIOPERO DELLA FAME? COSI' SI CREPA E LORO GODONO ANCORA?
CHE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ABBIAMO?
NON REAGISCE MAI E FIRMA SEMPRE-DOPO L'USCITA DEL NANO AL G8 CHE PALESEMENTE 
DIMOSTRA L'INFERMITA' TOTALE DEL PREMIER,UN CAPO DELLO STATO PUO' INVOCARE IL 
RICOVERO COATTO DI UN PAZZO E PER MOTIVI DI SALUTE E SICUREZZA PER L'ITALIA 
FARLO ARRESTARE PER RICOVERARLO IN UN CIM?
RICORDO DI AVER INCONTRATO SEBASTIANELLI DIEGO AL SANGIOVANNI ALLA VIGILIA 
DELLE ELEZIONI REGIONALI DOVE ERA CANDIDATA LA BONINO. 
GLI DISSI CHE  EMMA AVREBBE SICURAMENTE PERSO NELLA IGNORANTE PROVINCIA LAZIALE 
A CAUSSA DEI VOTI DI SCAMBIO E DELLE PROMESSE SULLA SANITA ' FATTE A CL E 
VATICANO, PIU' TUTTI I PERSONAGGI LOSCHI ESISTENTI NELLE AZIENDE SANITARIE 
PRIVATE.COME SAPETE IL CTO E IL SANT'EUGENIO SONO STATI SMENBRATI E MESSI IN 
CONDIZIONE DI NON POTER PIU' LAVORARE E RICOVERARE PER FAVORIRE IL CAMPUS 
BIOMEDICO DELL'OPUS DEI DI TRIGORIA AL QUALE INVECE HANNO FATTO AUMENTARE I 
POSTI LETTO E APRIRE IL PRONTO SOCCORSO. INOLTRE I GIOVANI  MEDICI LAUREATI CHE 
 DEVONO FREQUENTARE IL TIROCINIO CON UM MEDICO TUTOR PER POTER ENTRARE I N 
GRADUATORIA PER DIVENTARE MEDICO DI BASE,SONO COSTRETTI DA QUEST'ANNO A 
EFFETTUARE OBBLIGATORIAMENTE UN ANNO DI CORSO AL CAMPUS PAGATO DA LORO STESSI.
INOLTRE IN QUESTI GIORNI LA POLVERINI ASSICURA DI RISOLVERE I PROBLEMI DEL SAN 
RAFFAELE(ANGELUCCI) MA NO QUELLI DEL SANTA LUCIA DI ROMA,IMPORTANTE CLINICA 
RIABILITATIVA,PER INCISO IN QUESTA CLINICA VENGONO ANCHE RIABILITATI I SOLDATI 
ITALIANI FERITO IN MISSIONE E ABBANDONATI DAL LUCIFERO LA RUSSA. .
 DEVONO ANDARE IN CLINICA PER LORO CONTO.
LA PROPIETA' DEL SANTA LUCIA GUARDA CASO E' DI UN PRIVATO CHE NON E' DELLA 
STESSA PARTE POLITICA DI DX. DEVE RICEVERE DALLA REGIONE UNA GROSSA SOMMA DI 
RIMBORSO MAI EROGATA DALLE GIUNTE DI DESTRA E SINISTRA.
CI SONO SPUNTI PER FAR CASINO O NO?

----- Original Message ----- 
  From: Gabriele Di Battista 
  To: Alessandro Litta Modignani 
  Cc: Satyagraha (gruppo) ; Certi Diritti (gruppo) ; Lista Radicali Roma 
(gruppo) 
  Sent: Friday, May 27, 2011 10:03 PM
  Subject: Re: [radicaliroma] da NR di oggi


  Ale, puoi anche dire che l'assetto del nostro Stato è "confessionale di 
fatto". =)
  Di fronte alla violenza dei Patti Lateranensi la Costituzione potrebbe 
opporre soltanto il principio della uguale libertà delle confessioni religiose, 
pedissequamente calpestato dallo Stato italiano prima ancora che dalla Curia 
Romana. Al disposto del nostro art. 8, in praticamente qualsiasi altra 
Costituzione liberale, viene sempre affiancato il principio esplicito della 
laicità.


  Peraltro, fino al 1985, all'art. 8 della Costituzione persisteva la 
gravissima deroga concordataria di cui all'art. 1 del Trattato lateranense: 
«...La religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello 
Stato». Fino ad allora, si potrebbe dire che si viveva in uno Stato di fatto (e 
di diritto!) confessionale.




  Gabriele Di Battista
  Via Poli, 13 - 00187 Roma
  Cell 331 7771643
  Tel 06 67608054
  Fax 06 67608068



  2011/5/26 Alessandro Litta Modignani <[email protected]>

    La falsa “laicità” che piace al Corriere

    di Alessandro Litta Modignani

    L’articolo di Dario Antiseri sul Corriere della Sera del 23 maggio sembra 
un appello, condivisibile da chiunque,  alla “tolleranza reciproca” fra 
credenti e non credenti, in nome della libertà di critica, per una laicità 
intesa in senso “non dogmatico”.  Tutto bene dunque ? Veramente no. Qualche 
problema c’è, anche se Antiseri mostra di non accorgersene.

    Una “questione laica”, nell’Italia di oggi, esiste eccome. La laicità dello 
Stato, in tutto l’Occidente, è fondata sulla separazione fra la sfera politica 
e quella religiosa, escludendo a priori che una qualsiasi tendenza 
confessionale possa essere posta a fondamento delle istituzioni. Viceversa, lo 
Stato italiano presenta un assetto semi-confessionale, derivante dal regime 
concordatario. La  Chiesa cattolica gode di ampi privilegi e rendite di 
posizione e occupa vasti settori della vita pubblica – a partire da una 
sovraesposizione televisiva che fa impallidire quella pur “scandalosa” del 
Presidente del Consiglio. Questa posizione abnorme, che non trova riscontro in 
nessuna democrazia al mondo, costituisce un’assoluta anomalia, dalle 
conseguenze evidentissime. Eppure Antiseri non ne accenna neppure marginalmente.

    Nella “società aperta” nessun convincimento può essere imposto e nessuna 
tradizione è esente dalla critica, si legge ancora nell’articolo. Certo, ci 
mancherebbe. Ma questa affermazione elude un’ altra domanda, ben più decisiva: 
può una confessione religiosa (quale che sia, maggioritaria o minoritaria) 
costituire il fondamento dell’etica pubblica ? La risposta laica e liberale è 
no, assolutamente no. Il disegno delle gerarchie vaticane, teso a contrastare 
il “relativismo” in nome dei “valori cristiani”, se trasferito all’interno 
dell’ordinamento costituisce un’aperta minaccia alla libertà degli individui. 
Antiseri cita i referendum sull’aborto e sulla fecondazione assistita - 
pratiche peraltro consentite in tutto il mondo - come strumenti necessari per 
dirimere questioni  “inconciliabili” (Benedetto XVI dice “non negoziabili”) ma 
si guarda bene dal ricordare che la Chiesa cattolica, già ai tempi di Paolo VI, 
promosse un referendum anche contro il divorzio; che oggi chiede al Parlamento 
italiano una legge sul fine vita che priverebbe gli individui della libertà di 
disporre di se stessi; che offre aperto sostegno ideologico ed elettorale ai 
partiti che assecondano questi progetti. Un “voto di scambio” del tutto 
improprio, un “uso religioso della politica” intollerabile tanto quanto il suo 
opposto. 

    Antiseri si dilunga poi nell’elenco di ciò che deve fare il “laico 
rispettoso” (di nuovo riecheggiando la “sana laicità” di Ratzinger) ma non dice 
nessuna cosa, neppure una sola, di quelle che la Chiesa cattolica non dovrebbe 
mai fare, per non ferire la laicità dello Stato, che della società aperta è un 
presupposto fondamentale. Senza il “liberalismo continentale ottocentesco”, che 
Antiseri critica, non ci sarebbero stati né il Risorgimento né l’Italia unita 
di oggi. Non ci sarebbe lo Stato moderno, semplicemente.

    Il laico non deve “reificare” gli istituti collettivi, sostiene Antiseri. 
Giusto. Invece la Chiesa può farlo? Il rischio di dare vita a una “entità 
liberticida” non riguarda anche e soprattutto il tentativo sacerdotale di dare 
vita a uno Stato teocratico, o comunque teocentrico ? Antiseri invece  attacca 
il “laicista fondamentalista”, segno evidente che il fondamentalismo religioso 
delle gerarchie vaticane per lui non costituisce un problema. Alla “indiscussa 
autorità morale” Antiseri non chiede conto degli scandali finanziari e sessuali 
che reiteratamente travolgono i suoi  uomini, né egli spende una parola di 
critica nei confronti di un Papa che condanna l’uso del preservativo 
nell’Africa devastata dall’Aids.

    Per concludere, una domanda. Antiseri afferma che il buon laico deve essere 
rispettoso delle ragioni altrui, critico ma non dogmatico, che non deve 
divinizzare né reificare né idolatrare e così via: perché non va a chiedere la 
pratica di queste stesse virtù dall’altra parte del Tevere ? E’ sicuro che da 
quelle parti si sia disposti ad accettare quella “anarchia degli spiriti” tanto 
cara a  Luigi Einaudi ?


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