in passato si stampava moneta, creando inflazione, poi si sono venduti
titoli di stato, creando debito. La separazione tra bnkitalia e tesoro è
dell'81, ed infatti negli anni ottanta rallenta l'inflazione e si impenna
il debito.
Ora si dovrebbe pagare. Ma sarebbe necessaria una riduzione della spesa
pubblica e una riallocazione efficiente (cura tutta domestica) delle
risorse, oltre alla crescita dell'economia (noi ci riferiamo sempre ad un
rapporto con sopra il debito complessivo e sotto il pil, se il pil cresce
la percentuale diminuisce anche se l'ammontare complessivo del debito può
aumentare in termini assoluti), cosa che è impedita sicuramente dal
sistema di capitalismo inquinato e bancocentrico da cui siamo appestati
(mi riferisco alle comuni banche, non a quelle centrali o alle grandi
banche d'affari, quindi alla concatenazione scellerata comuni, fondazioni,
banche, finanziamento solo agli amici e non ai più meritevoli, tipico del
sistema di captalismo assistito italiano) che non consente attività di
impresa in regime di libero mercato, ma anche da fattori esogeni. Noi
esportiamo,quel poco di segno + davanti al pil dipende dall'estero, se il
mondo si ferma lo facciamo anche noi. Il mercato interno è fermo da quando
tremonti diceva che andava tutto bene
Se tutti vanno all'incasso nello stesso momento e non si rinnovano in i
titoli ci dovrebbe essere il fallimento. Come per un'impresa qualsiasi.
Ad accettate, lo scenario è questo.
Ti riporto dalla relazione all'articolo 81, la serie storica del debito
degli ultimi venti anni, fatto di valore effettivi e non di rapporti
percentuali.
Si capisce megli chi ha speso e come, anche se non risolve il problema del
chi paga:

"La spesa pubblica negli anni della cosiddetta seconda Repubblica".
Ancorché quanto descritto possa far supporre che la maggior parte del
debito sia figlio della prima Repubblica, è invece nella cosiddetta
seconda Repubblica che esso esplode quantitativamente.
Il rapporto percentuale tra debito e PIL, esistente durante il ricordato
Governo Amato, è quasi identico a quello attuale. Analizzando l'accumulo
di stock di debito da parte dei vari Governi repubblicani si possono fare
scoperte interessanti. Considerando il totale del debito dal 1946 al 1992,
rivalutato in euro, il debito complessivo risulta pari a 795 miliardi,
mentre il debito attuale è pari a 1.931 miliardi di euro. La media
giornaliera prodotta nella prima Repubblica è stata pari a  47,5 milioni
di euro al giorno, mentre quella imputabile al periodo compreso tra il
1992 e il 1994, quello che ha visto la nascita di  due “governi di
transizione”, il primo Governo Amato e quello guidato da Ciampi, ha
portato la media a 285 milioni di euro al giorno, il che ha favorito un
accumulo di debito pubblico ulteriore che eleva il debito totale a 994
miliardi di euro. La seconda Repubblica, connotata da una costante
propaganda bipartisan in favore della  necessità di seri programmi di
risanamento della finanza pubblica, riesce subito a fare peggio. Nei 252
giorni del primo Governo Berlusconi si giunge al primato assoluto nella
storia dei Governi italiani, con un accumulo di debito quotidiano pari a
330 milioni di euro. Segue il Governo Dini, che registra un indebitamento
giornaliero pari a 207 milioni di euro. Si arriva, quindi, al primo
Governo Prodi, che aumenta il debito pubblico soltanto (per così dire) di
96 milioni di euro al giorno; i successivi due esecutivi guidati da
Massimo D’Alema si attestano sui 76 milioni di euro al giorno, registrando
il record del “debito pubblico quotidiano” più basso nel periodo in esame.
Complice il famigerato ciclo elettorale di spesa, il secondo Governo Amato
(alla fine della XIII legislatura) aumenta la spesa a 124 milioni di euro
al giorno. Il quarto Governo Berlusconi mantiene stabile la media del
Governo Amato, attestandosi su una spesa quotidiana pari a 124 milioni di
euro al giorno. Il breve secondo Governo Prodi (anni 2006-2008) riabbassa
l’asticella della spesa ad un importo di 97 milioni di euro quotidiani,
per giungere all’ultimo governo Berlusconi il quale, sino al 30 giugno di
quest’anno, ha accumulato un debito giornaliero pari a 218 milioni di
euro.
Sono dati importanti che ci permettono di considerare come i Governi di
centro-destra siano stati assai più “allegri” in fatto di spesa pubblica
rispetto ai Governi di centro-sinistra, i quali, conti alla mano, si sono
dimostrati meno proclivi all’indebitamento.
Dall’analisi dei dati economici fondamentali italiani negli anni di
governo del centro-sinistra (1996-2001 e 2006-2008) emerge come in quelle
due stagioni i conti pubblici siano stati tenuti meno peggio di quanto non
sia accaduto sotto i Governi guidati dal centro-destra: in quegli anni il
rapporto debito/PIL è lievemente migliorato, il disavanzo statale è stato
più contenuto, l’evasione fiscale è stata combattuta, in modo forse
infelice e inefficace, ma almeno lo si è tentato. Molto probabilmente ciò
ha influito negativamente sui risultati elettorali, ma neanche i Governi
di centro-sinistra hanno realizzato le serie di costanti avanzi primari
che sarebbero state necessarie, insieme con le politiche strutturali
richieste per la crescita economica del paese, unica soluzione possibile
per rendere la situazione meno drammatica dell’attuale.
Un situazione che ci vede sommersi dai debiti, senza riforme realizzate,
con un compito immane che attende i futuri governanti e governati perché
il debito complessivo, storico, ha raggiunto la cifra prodigiosa di 1.931
miliardi di euro.





> Io non pongo solo un problema etico.
> Pongo un problema squisitamente tecnico, cioè economico-finanziario:
> qualcuno, *FINALMENTE*, mi spiega, (se lo sa, se lo immagina) cosa
> accadrebbe delle vite delle persone normali se si concretizzasse la
> soluzione garibaldina da centro sociale?
> Diversamente, devo supporre che si parli tanto per parlare.
>
> Grazie infinite.
>
>
> Il giorno 14 dicembre 2011 15:47, Alessandro Massari <
> [email protected]> ha scritto:
>
>> Caro Valerio,
>> mi sembra che più che una proposta, la tua sia una previsione
>> millenaristica.
>> Io sottoscrivo quanto detto da Demetrio e Luca. *Gianclaudio e Marcello
>> pongono un problema etico*, e nessuno vuole evitare di onorare il
>> debito,
>> ma qualche difficoltà l'abbiamo, soprattutto se la gente non capisce
>> qual'è il pericolo effettivo che corre.
>>
>
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> Gianclaudio Morini
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Alessandro Massari
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