Grazie Ale!!! Quello che posti quì sotto è un piccolo riassunto dello speach di Giannino durante il convegno sul debito pubblico??Uscirà mai il cartaceo di quella splendida iniziativa?? Baci
Il giorno 16 dicembre 2011 17:42, Alessandro Massari < [email protected]> ha scritto: > in passato si stampava moneta, creando inflazione, poi si sono venduti > titoli di stato, creando debito. La separazione tra bnkitalia e tesoro è > dell'81, ed infatti negli anni ottanta rallenta l'inflazione e si impenna > il debito. > Ora si dovrebbe pagare. Ma sarebbe necessaria una riduzione della spesa > pubblica e una riallocazione efficiente (cura tutta domestica) delle > risorse, oltre alla crescita dell'economia (noi ci riferiamo sempre ad un > rapporto con sopra il debito complessivo e sotto il pil, se il pil cresce > la percentuale diminuisce anche se l'ammontare complessivo del debito può > aumentare in termini assoluti), cosa che è impedita sicuramente dal > sistema di capitalismo inquinato e bancocentrico da cui siamo appestati > (mi riferisco alle comuni banche, non a quelle centrali o alle grandi > banche d'affari, quindi alla concatenazione scellerata comuni, fondazioni, > banche, finanziamento solo agli amici e non ai più meritevoli, tipico del > sistema di captalismo assistito italiano) che non consente attività di > impresa in regime di libero mercato, ma anche da fattori esogeni. Noi > esportiamo,quel poco di segno + davanti al pil dipende dall'estero, se il > mondo si ferma lo facciamo anche noi. Il mercato interno è fermo da quando > tremonti diceva che andava tutto bene > Se tutti vanno all'incasso nello stesso momento e non si rinnovano in i > titoli ci dovrebbe essere il fallimento. Come per un'impresa qualsiasi. > Ad accettate, lo scenario è questo. > Ti riporto dalla relazione all'articolo 81, la serie storica del debito > degli ultimi venti anni, fatto di valore effettivi e non di rapporti > percentuali. > Si capisce megli chi ha speso e come, anche se non risolve il problema del > chi paga: > > "La spesa pubblica negli anni della cosiddetta seconda Repubblica". > Ancorché quanto descritto possa far supporre che la maggior parte del > debito sia figlio della prima Repubblica, è invece nella cosiddetta > seconda Repubblica che esso esplode quantitativamente. > Il rapporto percentuale tra debito e PIL, esistente durante il ricordato > Governo Amato, è quasi identico a quello attuale. Analizzando l'accumulo > di stock di debito da parte dei vari Governi repubblicani si possono fare > scoperte interessanti. Considerando il totale del debito dal 1946 al 1992, > rivalutato in euro, il debito complessivo risulta pari a 795 miliardi, > mentre il debito attuale è pari a 1.931 miliardi di euro. La media > giornaliera prodotta nella prima Repubblica è stata pari a 47,5 milioni > di euro al giorno, mentre quella imputabile al periodo compreso tra il > 1992 e il 1994, quello che ha visto la nascita di due “governi di > transizione”, il primo Governo Amato e quello guidato da Ciampi, ha > portato la media a 285 milioni di euro al giorno, il che ha favorito un > accumulo di debito pubblico ulteriore che eleva il debito totale a 994 > miliardi di euro. La seconda Repubblica, connotata da una costante > propaganda bipartisan in favore della necessità di seri programmi di > risanamento della finanza pubblica, riesce subito a fare peggio. Nei 252 > giorni del primo Governo Berlusconi si giunge al primato assoluto nella > storia dei Governi italiani, con un accumulo di debito quotidiano pari a > 330 milioni di euro. Segue il Governo Dini, che registra un indebitamento > giornaliero pari a 207 milioni di euro. Si arriva, quindi, al primo > Governo Prodi, che aumenta il debito pubblico soltanto (per così dire) di > 96 milioni di euro al giorno; i successivi due esecutivi guidati da > Massimo D’Alema si attestano sui 76 milioni di euro al giorno, registrando > il record del “debito pubblico quotidiano” più basso nel periodo in esame. > Complice il famigerato ciclo elettorale di spesa, il secondo Governo Amato > (alla fine della XIII legislatura) aumenta la spesa a 124 milioni di euro > al giorno. Il quarto Governo Berlusconi mantiene stabile la media del > Governo Amato, attestandosi su una spesa quotidiana pari a 124 milioni di > euro al giorno. Il breve secondo Governo Prodi (anni 2006-2008) riabbassa > l’asticella della spesa ad un importo di 97 milioni di euro quotidiani, > per giungere all’ultimo governo Berlusconi il quale, sino al 30 giugno di > quest’anno, ha accumulato un debito giornaliero pari a 218 milioni di > euro. > Sono dati importanti che ci permettono di considerare come i Governi di > centro-destra siano stati assai più “allegri” in fatto di spesa pubblica > rispetto ai Governi di centro-sinistra, i quali, conti alla mano, si sono > dimostrati meno proclivi all’indebitamento. > Dall’analisi dei dati economici fondamentali italiani negli anni di > governo del centro-sinistra (1996-2001 e 2006-2008) emerge come in quelle > due stagioni i conti pubblici siano stati tenuti meno peggio di quanto non > sia accaduto sotto i Governi guidati dal centro-destra: in quegli anni il > rapporto debito/PIL è lievemente migliorato, il disavanzo statale è stato > più contenuto, l’evasione fiscale è stata combattuta, in modo forse > infelice e inefficace, ma almeno lo si è tentato. Molto probabilmente ciò > ha influito negativamente sui risultati elettorali, ma neanche i Governi > di centro-sinistra hanno realizzato le serie di costanti avanzi primari > che sarebbero state necessarie, insieme con le politiche strutturali > richieste per la crescita economica del paese, unica soluzione possibile > per rendere la situazione meno drammatica dell’attuale. > Un situazione che ci vede sommersi dai debiti, senza riforme realizzate, > con un compito immane che attende i futuri governanti e governati perché > il debito complessivo, storico, ha raggiunto la cifra prodigiosa di 1.931 > miliardi di euro. > > > > > > > Io non pongo solo un problema etico. > > Pongo un problema squisitamente tecnico, cioè economico-finanziario: > > qualcuno, *FINALMENTE*, mi spiega, (se lo sa, se lo immagina) cosa > > accadrebbe delle vite delle persone normali se si concretizzasse la > > soluzione garibaldina da centro sociale? > > Diversamente, devo supporre che si parli tanto per parlare. > > > > Grazie infinite. > > > > > > Il giorno 14 dicembre 2011 15:47, Alessandro Massari < > > [email protected]> ha scritto: > > > >> Caro Valerio, > >> mi sembra che più che una proposta, la tua sia una previsione > >> millenaristica. > >> Io sottoscrivo quanto detto da Demetrio e Luca. *Gianclaudio e Marcello > >> pongono un problema etico*, e nessuno vuole evitare di onorare il > >> debito, > >> ma qualche difficoltà l'abbiamo, soprattutto se la gente non capisce > >> qual'è il pericolo effettivo che corre. > >> > > > > > > Gianclaudio Morini > > _______________________ > > > > *L' ottimo è nemico del bene.* > > _______________________________________________ > > Lista mailing list > > [email protected] > > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > > > > > ________________________________________________________________________ > Alessandro Massari > Componente della Direzione nazionale di Radicali Italiani > Coordinatore "Gruppo economia radicale" > Membro del "Comitato di liberazione referendaria -Ernesto Nathan-" > > > fisso: 06 68979273-0667603584 > >
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