Roberto Resoli wrote: > questo è vero, ma quando l'IP pubblico è uno, e gli utenti contemporanei > molti?
Eh, e' un gran peccato, certamente... > La polizia postale solitamente chiede chi ha fatto accesso verso un > certo ip da un ip pubblico (quello che li ha indotti a rivolgersi a > noi erogatori del servizio) in un certo istante. E fa benissimo a chiederlo, e' il suo mestiere... > Dato che nel caso di > nat gli accessi partono da uno (o pochi) ip, l'unico modo per risalire > all'ip mascherato e poi (ovviamente anche questo è un passaggio > chiave) all'identità è tramite l'associazione con l'endpoint remoto > (ad esempio quella reperibile dalla tabella di connection tracking) . Vero. Se sei un ISP, e fai NAT, sei tenuto dalla legge a tenere quel registro. Se sei uno che ha una rete wifi, NON sei tenuto dalla legge a tenere quel registro, e siccome si tratta di un trattamento di dati personali, ECCEDENTE i requisiti di legge, e di cui non si vede la necessita' per il titolare, ti e' VIETATO farlo. Q: "E se la Polizia me lo chiede?" A: "Gli rispondi: mi spiace, ma non lo posso sapere, perche' mi e' VIETATO DALLA LEGGE SAPERLO". > Poi ovviamente il contenuto della comunicazione (compresi gli url > http) non è necessario, nè raccomandabile, che vengano tracciati. la parola giusta e' VIETATO DALLA LEGGE. ILLEGALE. E' un ILLECITO. Non so con che altro sinonimo scriverlo, help! -- Cordiali saluti, Stefano Zanero Politecnico di Milano - Dip. Elettronica e Informazione Via Ponzio, 34/5 I-20133 Milano - ITALY Tel. +39 02 2399-4017 Fax. +39 02 2399-3411 E-mail: [email protected] Web: http://home.dei.polimi.it/zanero/ ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
