Scusatemi, è tanto tempo che ho questa domanda in testa.

Qualcuno è a conoscenza di qualche pubblicazione che presenti sinteticamente spese effettuate e risultati ottenuti in quarant'anni di programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione Europea in tema di tecnologie dell'informazione? So che ci sono le relazioni di monitoraggio finali dei vari programmi quadro che sono stati svolti (il primo programma ESPRIT è partito nel 1983, poi sostituito dai programmi IST nel 1999), ma ero interessato a qualcosa di più sintetico.

Per fare un esempio, qualcosa di simile a ciò che negli USA è stato fatto dalle National Academies of Science, Engineering, and Medicine, prima nel 2012 https://nap.nationalacademies.org/catalog/13427/continuing-innovation-in-information-technology e poi nel 2020 https://nap.nationalacademies.org/catalog/25961/information-technology-innovation-resurgence-confluence-and-continuing-impact     Ne trovate sinteticissima descrizione con qualche figura in questo mio articolo del 2021 https://link-and-think.blogspot.com/2021/03/linsostenibile-ricerca-delleccellenza.html

Grazie infinite a chi riuscirà a fornirmi qualche puntatore.

Ciao, Enrico


Il 28/01/2025 14:36, Alessandro Brolpito ha scritto:
Ciao Giuseppe, Duccio, a tutti

Le lobbies esistono, anche se si cercano di regolamentare in modo sempre più incisivo. Gruppi d'interesse e trasparenza <https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/transparency/lobby-groups>

I comitati scientifici e di esperti hanno regole per il recruitment e il funzionamento, ma non bastano, è chiaro.

E' un sistema imperfetto che non ha prodotto i risultati sperati: se si esclude il mercato unico (guarda caso quest'ultimo una delle poche materie di cui la Commissione è 100% competente), relativamente ai temi trattati tra noi nella mailing list, l'Europa e le sue istituzioni non si sono dimostrate all'altezza, creando un limitato valore aggiunto. Ad esempio, nell'ambito della ricerca, innovazione e sviluppo, quella Europea è sempre stata vista come una cosa 'buona e giusta', da fare, ma secondaria rispetto a quelle nazionali, da sempre prioritizzate dagli stati membri. Direi che è stato miope ma sono state nostre scelte politiche, degli stati membri.

Il punto che volevo evidenziare è che Bruxelles non è una entità esterna con la quale confrontarci. Ogni accusa a Bruxelles, dovrebbe essere in linea di principio una accusa a quello che volevamo fare insieme e non ci siamo riusciti, ciascuno nei propri ambiti e capacità. Una presa di responsabilità collettiva ed una sana 'ownership' sono convinto che possano promuovere un approccio più costruttivo, salvando quanto di buono si è riuscito a fare, a mio avviso non poco (guardandomi attorno oltre alla UE).

Alessandro

On Tue, 28 Jan 2025 at 12:57, Giuseppe Attardi <[email protected]> wrote:



    On 28 Jan 2025, at 12:00, [email protected] wrote:

    From: Alessandro Brolpito <[email protected]>
    To: Guido Vetere <[email protected]>
    Cc: "M. Fioretti" <[email protected]>,[email protected]
    Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
    riformiamo i social
    Message-ID:
    <cabkhok_swnxuo5mwrjrzeyo31areastxzzuxsn06zkfpl7j...@mail.gmail.com>
    Content-Type: text/plain; charset="utf-8"

    On Mon, 27 Jan 2025 at 11:08, Guido Vetere
    <[email protected]> wrote:

    Non capisco il dissenso: il DG RTD da chi dipende?
    Chi ha deliberato (ad esempio) la spesa di 1 Miliardo per quel epic
    fail dello Human Brain Project (HBP)?
    Dico: sai quanti super-pond Mastodon (o qualcosa di meglio) avremmo
    potuto avere oggi con quei soldi?


    Hai ragione Guido, anche se il progetto di ricerca HBP e il
    supporto alla
    diffusione super-pond Mastodon sono cose completamente diverse.

    In ogni caso, il mio punto è che l'Europa siamo 'noi', come Paesi
    Membri
    (Consiglio Europeo in primis) e cittadini (elezioni EP).
    Siamo 'noi' che abbiamo scelto di dedicare i fondi al progetto
    HBP - Human
    Brain Project <https://www.humanbrainproject.eu/en/> nel 2013 e
    non ad
    altro.


    Sono le lobby dei burocrati europei col loro codazzo di
    ricercatori asserviti, per spartirsi i finanziamenti.
    Io per esempio osai criticare come venivano gestiti i fondi del
    direttorato Language Processing R&D Programmes che per decenni non
    aveva prodotto nulla di rilevante, per ammissione dei ricercatori
    stessi.
    Lo dissi pubblicamente a Roberto Cencioni, capo del directorate
    XIII della EU, in una riunione a Barcellona, e lui rispose,
    letterlamente: “Questa è la mia riunione. Se non è d’accordo, se
    ne può andare”.
    In un’altro incontro, lui precisò questi consigli: Bisogna farsi
    nominare come esperti del proprio settore. Partecipare per alcuni
    anni a riunioni, valutazioni e incontri e farsi le opportune
    conoscenze. Farsi conoscere dai funzionari del direttorato.
    Partecipare alle riunioni di preparazione dei programmi ed
    assicurarsi di inserire i propri temi di interesse tra quelli da
    finanziare. Partecipare a una cordata per farsi finanziare un
    progetto per la call successiva.

    Quanto al HBP, ne incontrai il direttore e nel 2013 gli chiesi se
    stavano studiando le Deep Neural Networks. Lui rispose: sì, ne
    abbiamo sentito parlare, le studieremo.

    --

    Alessandro



    G.

    On Mon, 27 Jan 2025 at 10:10, Alessandro Brolpito
    <[email protected]>
    wrote:

    Ciao Guido,

    Per quanto riguarda l'azione comune ed indicare la Commissione
    (EC) come
    responsabile, su questo, mi permetto di dissentire, almeno
    parzialmente.

    La Commissione (EC) opera nell'esclusivo interesse della
    Unione, non dei
    singoli stati, ma lo fa su delega dei Paesi Membri.

    Per finanziare grossi progetti Europei (per la comuncazione,
    l'energia,
    le tecnologie avanzate, le reti satellitarie,ecc) servirebbero
    ingenti
    risorse ed una architettura Europea, finanziati da fondi comuni.
    Se questo non è ancora avvenuto, la responsabilità primaria è
    'nostra',
    dei paesi Membri, non della EC.

    Cordialmente, Alessandro


    On Mon, 27 Jan 2025 at 09:16, Guido Vetere <[email protected]>
    wrote:

    non è che si DEVE mantenere uno spazio 'euclideo' dove ogni
    punto è
    raggiungibile da ogni punto, ma di fatto questa è la forza dei
    'social' rispetto a - per esempio - alle BBS degli anni 80-90.
    se conosco un collega simpatico a un convegno e voglio restare in
    contatto, so dove trovarlo, se mi punge vaghezza di vedere che
    fine ha
    fatto la mia fidanzata del liceo, idem.
    questo crea un effetto di autoregressione: perché stai su quel
    social?
    perché ci stanno tutti
    ora, su Mastodon posso cercare profili pubblici con le funzioni di
    search, sperando che quelle implementate dal mio provider
    funzionino,
    ma di sicuro l'efficienza e scalabilità di queste funzioni su
    un'infrastruttura decentralizzata è problematica, e per questo
    dico
    che la EC avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo di cose del genere
    invece di buttare soldi in framework programs pieni di
    burocrazia ma
    (spesso) vuoti di risultati
    G:
    PS: by the way: che ne pensiamo di Solid?
    https://en.wikipedia.org/wiki/Solid_(web_decentralization_project)


    On Mon, 27 Jan 2025 at 06:38, M. Fioretti <[email protected]>
    wrote:

    On Sat, Jan 25, 2025 08:53:10 AM +0100, Guido Vetere wrote:
    un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre
    Arianna Ciccone
    (Valigia blu):
    https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu

    Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come
    ricostruire
    lo 'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un
    pulviscolo di comunità indipendenti?

    siamo sicuri? O forse e' (finalmente) ora che il tema diventi

    "perche' si DEVE mantenere/ricostruire per forza UNO spazio
    *unico*,
    capace di connettere tutti in tempo reale, quando ormai
    sappiamo che
    tali spazi sono cortocircuiti globali che come specie non
    siamo in
    grado di reggere?"

    Ne parlavo qui:


    
https://stop.zona-m.net/2019/04/what-if-we-just-outlawed-instantness-in-social-networks/

    e qui (vedi slide 5 e 7, e poi il resto)


    
https://mfioretti.com/2018/02/calicut-personal-clouds-to-replace-corporate-controlled-platforms/

    Marco



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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
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