Il 07/01/2012 13:12, Renato Ferrari ha scritto: > Il sabato 7 gennaio 2012, Gianluca Turconi ha scritto: >> In data 06 gennaio 2012 alle ore 20:56:24, Renato Ferrari >> >> <[email protected]> ha scritto: >>> 1) Apache ha deciso di "chiudersi"? >> No >> >>> 2) vuole diventare commerciale? >> No >> >>> 3) non vuole più essere Open Source? >> No. >> >> La licenza Apache è semplicemente una licenza *diversa* dalla LGPL e >> permette programmi *derivati* da OOo anche proprietari, indipendentemente >> da chi sia il detentore dei diritti. >> >> Quindi se in futuro tu o io ci mettessimo in mente di distribuire una >> Office Suite proprietaria chiamata "Italia Office 2012", basata sul codice >> di Apache OpenOffice, lo potremmo fare tranquillamente, purché si avvisi, >> appunto, che è basato su quel codice. >> >> Apache Foundation è una "charity" americana per il "bene comune". Non >> vogliono e non possono favorire o sfavorire entità commerciali, non >> commerciali o individui. >> >> Devono semplicemente fare usare il codice al maggior numero di entità e >> individui possibili, appunto per il "bene comune". >> >> E' un concetto abbastanza diverso da quello su cui si basa la licenza GPL >> che prevede sì condivisione, ma a condizione di reciprocità, cioè che chi >> modifica poi restituisca le proprie modifiche alla comunità. >> >> Ad Apache non importa questo. >> >> Non cadrei nella solita querelle su quale approccio sia migliore, sono >> semplicemente diversi. Apache Foundation è in giro dal 1999, la Free >> Software Foundation dal 1985, quindi pur con approcci diversi, sono attive >> da *molto* tempo. >> >> Saluti, > no no, io non voglio fare querelle, sto solo cercando di capire. > non mi sembra che la GPL pretenda la restituzione del codice modificato, ma > al > di là di questo, quello che non capisco è perchè nel software di Apache non > possa coesistere codice sotto GPL o LGPL, cioè faccio fatica a capire > l'incompatbilità a senso unico delle due licenze. In generale esistono molte licenze nell'ambito del software free, open source ecc. (che già di per se vengono accomunati quando di comune hanno poco) e si differenziano anche molto più che per quello che concedono per quanto chiedono in cambio. In questo contesto quello che può essere accettabile per un privato o per uno studente non è detto che lo sia per un'azienda che seppur molto cinicamente vuole avvantaggiarsi rispetto alla concorrenza utilizzando codice sorgente di altri non è altrettanto incline a fornire il codice sorgente dell'applicazione contenente il sw sorgente liberamente ottenuto. Nel caso della GPL in origine lo spirito era quello di un interesse comune (avere a disposizione software sorgente liberamente fruibile) a condizione che le modifiche apportate fossero pubblicate e rese altrettanto libere sottomettendole alla GPL stessa.
La licenza GPL ha l'effetto di "propagare" il suo effetto a tutte le modifiche apportate in successione al codice sorgente; nel caso si unisca il sorgente di un'applicazione GPL con un'applicazione non GPL la licenza GPL richiede che il risultato dell'unione sia GPL e questo è possibile se e solo se anche l'altra licenza lo consente (licenze GPL-like e compatibili) altrimenti il risultato dell'unione non può essere distribuito ne in forma di eseguibile ne in forma di sorgente (che equivale a dire che lo puoi usare solo per scopi personali). Quello che in pochi dicono è che il risultato di un'unione di codice GPL e non GPL dal punto di vista della GPL può essere distribuito anche con licenze meno restrittive di GPL; i casi sono molti comunque nel caso specifico la licenza Apache 2.0 è compatibile con la GPL v.3 ma non con la GPL v.2 ed è da qui che può nascere qualche problema per applicazioni originariamente GPL v.2 ad essere fuse con applicazioni Apache 2.0. Le differenze sono in termini di brevetti e di compensazioni. Personalmente sono contrario alla brevettabilità del software ed ad un troppo elevato grado di protezione così come sono molto contrario ai troppi formati di licenza proprietaria ed anche ai troppi formati di licenza per il software libero e che sarebbe necessaria un'azione mondiale per riformare i modelli template di licenza sottraendoli al potere contrattuale dell'Autore e quindi modificando radicalmente la tutela del diritto d'autore. Ritengo che licenze proprietarie e licenze di software libero debbano/possano coesistere ed abbiano diverse posizioni di mercato e di interesse; tanto per capirci anche se le licenze garantiscono o non garantiscano se l'applicazione funziona al 100% oppure no è evidente che questo non le rende sicure per essere impiegate che so per controllare il sw di un Airbus, lo rende sicuro (forse) il rispetto certificato di una metodologia di sviluppo e test approvata da un ente super partes che dovrebbe avere a cuore la sicurezza delle persone e della comunità. Su questo si è trovato un accordo mentre sullo stabilire una riduzione del potere dell'autore (a scrivere un contratto di licenza originale) non lo si è trovato e questo è un gravissimo errore. > > Grazie >
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